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Le Sentinelle in piedi a Montevarchi: le ragioni della veglia

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Le Sentinelle in piedi a Montevarchi: le ragioni della veglia

 

Le Sentinelle in Piedi si preparano a scendere in piazza per la prima volta a Montevarchi (AR), per denunciare pubblicamente quella che giudichiamo una grave minaccia contro l’uomo e un’ingiustizia condotta a danno delle giovani generazioni, in particolar modo nella nostra comunità, dove sono sotto attacco la libertà d’espressione (si vedano le scomposte e volgari reazioni che l'annuncio della nostra veglia ha sollecitato), la libertà di educazione, la dignità stessa dell’essere umano. 

Come è noto, da poco il Senato ha approvato il testo sulle cosiddette “unioni civili”. Presentato come strumento necessario a garantire diritti ad una categoria di persone supposte discriminate per il loro orientamento sessuale, esso si pone in realtà l'obiettivo di delegittimare, relativizzandolo, l’istituto della famiglia. In discussione infatti non ci sono solo e tanto i diritti dei singoli nell'ambito di una coabitazione o il diritto di visita in ospedale, piuttosto che l'eredità da trasmettere a chi si crede più prossimo (tutto questo era del resto in larghissima misura già disciplinato da prassi, pronunce e norme specifiche, quando non anche direttamente regolabile attraverso il diritto privato), ma il riconoscimento giuridico del legame omosessuale, ovvero la sua equiparazione a un legame - quale è quello eterosessuale - diverso per natura, perché potenzialmente capace di generare vita (siamo in fondo dinanzi, come è intuibile e come già le cronache suggeriscono, al primo e necessario tassello posto per consentire alla magistratura di pronunciarsi a favore dell'adozione di figli per le coppie omosessuali, ovvero per la produzione di figli - mediante utero in affitto e/o compravendita di gameti - a ciò destinati).

Una prova del clima culturale che intendiamo denunciare l’abbiamo avuta, appunto, proprio a Montevarchi, dove, a sostanziale insaputa dei genitori, alcune classi dell’ITIS “Benedetto Varchi”, il 5 marzo scorso, sono state portate in orario scolastico ad assistere alla cerimonia di iscrizione della prima coppia di due uomini nel registro comunale delle unioni civili (la firma è stata per altro preceduta dalla proiezione di “Lei disse sì,” un film-documentario sulla storia di due donne italiane alle prese con l’organizzazione del loro "matrimonio" in Svezia). Il vicesindaco ha ritenuto questo “un primo passo” e ha parlato di “diritti che in realtà dovrebbero essere un po’ scontati, ma che in questo paese ancora non lo sono”.Sabato 19 marzo, dal canto nostro, scenderemo in piazza per affermare, tra le altre, che in questa vicenda l’unico diritto "un po’ scontato" sarebbe in realtà quello dei genitori ad essere informati sulle attività extracurricolari svolte in classe e, con esso, il diritto della famiglia ad esercitare il proprio primato educativo (ex Costituzione) e quello dei ragazzi a non essere strumentalizzati per battaglie dalla riconoscibilissima impronta politico-ideologica, tese soprattutto a manipolare giovani coscienze in formazione.

Sentinelle in Piedi non è un movimento o un partito politico, non è un’associazione, bensì una resistenza laica di liberi cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera, denunciando ogni occasione in cui si cerca di aggredire la natura dell’uomo e con essa la civiltà stessa. Negli ultimi tre anni siamo scesi in piazza oltre 200 volte in tutte le città d’Italia, dando corpo ad un’amicizia che ogni giorno, dove si consuma la quotidianità di tutti, sveglia coscienze intorpidite.

Sabato 19 marzo, alle 16.30, saremo dunque in piazza Magiotti, a Montevarchi, assieme a tutti i nostri concittadini che, con coraggio, vorranno esprimere la loro condivisione portando con sé un semplice libro, da leggere in piedi e in silenzio durante l’ora della veglia. Insieme, resistiamo. In piedi, non ci pieghiamo. In silenzio, affermiamo che non c’è legge che possa zittire le coscienze. In piazza, testimoniamo che non c’è menzogna che possa cambiare la realtà.

I coordinatori delle Sentinelle in Piedi – Arezzo 

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