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Meninigite in Valdichiana: dovuta a ceppo influenzale e non a meningocco C

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Meninigite in Valdichiana: dovuta a ceppo influenzale e non a meningocco C

Sono stati conclusi gli accertamenti diagnostici sulla paziente ricoverata per meningite: la malattia è stata causata dal batterio “Haemophilus influenzae”. Non si tratta quindi del meningococco di tipo C. Forma comune di meningite, può aggredire bimbi prima dei 5 anni o adulti immunodepressi

 

Ecco il comunicato ufficiale

"Sono stabili ma gravi le sue condizioni, è ricoverata all’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena per meningite. Gli accertamenti diagnostici per la tipizzazione del ceppo, che si sono conclusi stamattina, hanno individuato nel batterio “Haemophilus influenzae” il responsabile dell’infezione. “Si tratta di un batterio – spiega il professor Andrea De Luca, direttore Malattie Infettive Universitarie AOU Senese -  che raramente può determinare infezioni gravi nei  bambini piccoli o negli adulti immunodepressi ed è meno aggressivo del più noto meningococco di tipo C.

La trasmissione avviene attraverso contatto diretto con le secrezioni naso-faringee.  La sua contagiosità è limitata; si diffonde maggiormente  in autunno e in primavera. Solitamente provoca una malattia simil-influenzale che si risolve in pochi giorni; in limitati casi può invece evolvere in forme invasive come la meningite, la polmonite o l’epiglottite”.  La paziente resta ricoverata in Rianimazione e la prognosi è riservata".

Analisi clinica

  • Haemophilus influenzae b (emofilo o Hi) era fino alla fine degli anni Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione della vaccinazione con l’uso del vaccino esavalente i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. In passato il tipo più comune era l’Haemophilus influenza b (verso il quale è diretto il vaccino), mentre oggi sono più frequenti quelli non prevenibili con vaccinazione. In caso di meningite da Hi, è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti.

Meningiti: sintomi e diagnosi

I sintomi della meningite sono indipendenti dal germe che causa la malattia. I sintomi più tipici includono:

  • irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale)
  • febbre alta
  • mal di testa
  • vomito o nausea
  • alterazione del livello di coscienza
  • convulsioni.

L’identificazione del microrganismo responsabile viene effettuata su un campione di liquido cerebrospinale o di sangue.

Nei neonati, alcuni di questi sintomi non sono evidenti. Si può però manifestare febbre, convulsioni, un pianto continuo, irritabilità, sonnolenza e scarso appetito.

 

Sepsi: sintomi e diagnosi

Come precedentemente descritto, i sintomi variano da una febbre transitoria (spesso più frequentemente chiamate batteriemie nel caso di infezioni da pneumococco) a invece infezioni sistemiche con compromissione di molti organi fino allo shock settico.

 

Malattie batteriche invasive: fattori di rischio e possibili complicazioni

Tra i fattori di rischio per lo sviluppo della meningite batterica vanno elencati:

  • età: queste patologie colpiscono soprattutto i bambini sotto i 5 anni e altre fasce di età che variano a seconda del germe. Infatti le forme da meningococco interessano, oltre i bambini piccoli, anche gli adolescenti e i giovani adulti, mentre le meningiti da pneumococco colpiscono soprattutto i bambini e gli anziani. L’introduzione dei vaccini nel calendario vaccinale pediatrico e dell’adolescente (solo per il meningococco) stanno riducendo il numero dei casi in questa fascia di età
  • stagionalità: la malattia è più frequente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, anche se casi sporadici si verificano durante tutto l’anno
  • vita di comunità: le persone che vivono e dormono in ambienti comuni, come gli studenti nei dormitori universitari o le reclute, hanno un rischio più elevato di meningite da meningococco e di Haemophilus influenzae
  • fumo ed esposizione al fumo passivo
  • patologie: altre infezioni delle prime vie respiratorie o alcune immunodeficienze possono determinare un maggior rischio di malattia meningococcica. Immunodepressione, asplenia, insufficienza cardiaca, asma e l’Hiv sono invece un fattore di rischio per la malattia invasiva pneumococcica.

La malattia può avere complicazioni anche gravi, con possibili esiti permanenti.

 

Malattie batteriche invasive: trattamento

Il trattamento della meningite batterica si basa soprattutto sulla terapia antibiotica. L’identificazione del batterio che causa la malattia è importante sia per orientare la terapia antibiotica del paziente, sia per definire se è necessaria la profilassi dei contatti.

 

Malattie batteriche invasive: prevenzione e vaccinazione

In caso di meningite da meningococco e, in misura minore, da Haemophilus influenzae b, i contatti stretti del malato hanno un maggior rischio di ammalarsi rispetto alla popolazione generale. Per questo è indicata la loro profilassi antibiotica e sorveglianza.

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