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Etruriopoli: primo round rinviato al 13 aprile

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Etruriopoli: primo round rinviato al 13 aprile

Banca Italia parte offesa nel processo. Ma ci vorranno molte ore, se non alcuni giorni, prima di venire a capo della sola udienza preliminare che intanto è rinviata al 13 aprile. Uno dei nodi è la richiesta di varie associazioni di costituirsi parte civile.

 

Si sono presentati stamani davanti al Gip Anna Maria Lo Prete, l’ex DG Bronchi, l’Ex presidente Fornasari e l’ex dirigente David Canestri.

Il Gip dovrà decidere sulla richiesta del procuratore Roberto Rossi di rinvio a giudizio per ostacolo alla vigilanza.

Oltre alla vicenda Palazzo della Fonte, che nel complessivo indebitamento della banca rappresenta ben poca cosa, sotto esame c’è pure la sottovalutazione delle sofferenze dichiarate a Bankitalia che, sostiene il capo degli ispettori Gatti, in caso di informazioni corrette non avrebbe dato il via libera a un aumento di capitale di 100 milioni, del tutto insufficiente. 

L’avvocato di una di queste uscendo, ci ha ben spiegato la loro posizione: "In realtà Bankitalia non ha subito danno alcuno. Quando una società quotata, non dice la verità sulla sua reale posizione finanziaria attraverso i suoi bilanci, i risparmiatori possono essere indotti a dare immeritata fiducia, offrendo valutazioni o accettando dei rischi, che se avessero consapevolezza della situazione reale, non accetterebbero mai di correre. Dunque non è la Banca d’Italia ad aver subito danni, ma è solo il popolo dei risparmiatori e degli investitori. I primi sottoscrivendo le obbligazioni subordinate, i secondi acquistando a caro prezzo azioni che in realtà varrebbero poco piu’ della carta straccia".

Nel frattempo il presidente dell'associazione "Vittime del Salva Banche" comunica ai giornalisti che dalle visure effettuate, nessuno degli ex amministratori risulta proprietario di beni di valore sostanziale: “Non hanno quasi più nulla intestato a loro. Hanno intestato tutto, evidentemente, a parenti in tempi non sospetti".

Questa fu d’altra parte, la prima riflessione che mi venne in mente nei giorni caldi della vicenda. Chi direttamente o indirettamente si trova nel corso della vita a fare l’imprenditore, o ad avere responsabilità diretta in situazione complesse, normalmente provvede ad alienare da sé o ad intestare a terzi, i beni fondamentali e durevoli. E’ una prassi quasi normale. Mi sarebbe sembrato assai strano se così non fosse stato.  

Tra le visure mostrate infatti, quelle relative a Pier Luigi Boschi, l'ex vicepresidente della banca,  al quale non risulterebbe intestato alcun fabbricato. "Solo un orto", ha puntualizzato Giorgiani, indicando la dicitura: "fabbricati zero, terreni due".

Dalle carte invece sia Lorenzo Rosi che Luca Bronchi risultano invece proprietari di un appartamento, ma entrambi di modesto valore. 

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