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Casentino, ratificato il patto che ridisegna la sanità della vallata: ecco cosa cambia. I provvedimenti scattano tutti insieme il primo giugno

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Casentino, ratificato il patto che ridisegna la sanità della vallata: ecco cosa cambia. I provvedimenti scattano tutti insieme il primo giugno

La conferenza dei sindaci sente il Comitato e boccia la richiesta di un rinvio dell’accordo.

 

BIBBIENA – Ratificato questa mattina nella Sala del Consiglio del Comune di Bibbiena, con la firma apposta da tutti i sindaci del Casentino (ad esclusione di quello di Castel San Niccolò), il nuovo patto territoriale di Zona. Un documento articolato che descrive nei minimi dettagli l’organizzazione sanitaria nella vallata per i prossimi anni.  

Il  piano è scaturito da un lavoro di un anno compiuto dai sindaci e dai tecnici della Asl. Cinque gli incontri preliminari ufficiali, nel corso dei quali, partendo dalle analisi dei bisogni e dall’ offerta esistente, nonché dalle osservazioni e percezioni ricavate dalle popolazioni da parte degli amministratori locali,  si è trovata una sintesi che trova rappresentazione in un progetto da oggi in poi operativo.

Fondamentale, come hanno ricordato stamani gli amministratori, è stato per noi conoscere esattamente le basi su cui si costruisce la risposta sanitaria.

Nei 10 comuni del Casentino risiedono 35.960 persone. Il 5% ha più di 84 anni. Il 25,7% è fra i 64 e gli 84 anni. La natalità è appena di 7,7 nuovi nati ogni mille abitanti all’anno.

E’ chiaro, pertanto, che sono proprio le malattie croniche degli anziani quelle verso le quali vanno attivati i maggiori processi di offerta.

In Casentino sono oltre la media regionale i tassi di mortalità per infarto e

malattie cerebrovascolari e la ospedalizzazione è superiore ad ogni altra zona per malattie respiratorie.

L’ospedale del Casentino, copre ad oggi il 92% del bisogno di ricoveri di residenti di area medica con la presa in carico anche di patologie specialistiche di natura cardiovascolare, neurologica, respiratoria e gastroenterologa.

L’area chirurgica generale offre risposta interventistica  al 74% dei cittadini casentinesi, mentre la chirurgia ostetrico-ginecologica  arriva al 78%.  La qualità professionale e strutturale di questi reparti e il loro inserimento a pieno titolo nella rete ospedaliera di area vasta e regionale, consente anche il loro utilizzo per cittadini “attratti” da altre aree; in particolare per il 30% in ginecologia e per il 40%  in chirurgia.

Per quanto riguarda i servizi territoriali gestiti dal Distretto Socio-sanitario il valore è “accertato” non solo dalla percezione riportata dagli amministratori, ma anche dal rilevamento del Mes i cui indicatori certificano che il 92% degli obiettivi è nella fascia da ottimo a medio. 

Al primo punto del Patto ratificato oggi, c’è il mantenimento dell’offerta complessiva dei servizi esistenti sia territoriali che ospedalieri.

Ed ecco l’elenco dei cambiamenti operativi. Andranno a regime tutti assieme dal prossimo primo giugno, per dare modo all’azienda di procedere con le politiche sul personale, sulla formazione rispetto ai nuovi servizi che saranno attivati, per l’acquisizione delle necessarie strumentazioni e nella definizione di percorsi.

 

ECCO COSA CI SARA’ IN PIU’

Sarà potenziata la rete dell’emergenza territoriale con l’introduzione dell’automedica (con a bordo medico e infermiere) e il raddoppio delle ambulanze blsd, (si ricalca il modello da anni attuato nelle zone di Arezzo e del Valdarno).

Sarà potenziato il Pronto Soccorso attraverso l’incremento dei letti di osservazione e la realizzazione della “piastra dell’emergenza” (un modello organizzativo di integrazione professionale fra medici Deu e medici dell’area critica, cioè anestesisti, per la gestione congiunta delle patologie critiche e ad alta instabilità, quali ictus, post operatorio complesso, insufficienza respiratoria grave, ecc), con il mantenimento dei posti letto di area critica, 4 di terapia intensiva e due di terapia subintesiva. 

Saranno potenziate le attività sia di chirurgia generale che di chirurgia ginecologica (sarà introdotta la chirurgia del pavimento pelvico) ed incrementeranno gli interventi per le attività chirurgiche già esistenti.

Sarà potenziata l’attività diagnostica ginecologica isteroscopica con acquisizione di nuova strumentazione.

Saranno potenziate le attività pediatriche ospedaliere con attivazione dei day service pediatrico, potenziato l’ambulatorio allergologico e attivato l’ambulatorio pneumologico pediatrico.

Saranno sviluppati i day service medici in collaborazione con i medici di famiglia.

Sarà potenziata l’attività specialistico-ortopedica con uno specialista presente 20 ore settimanali in ospedale a supporto del pronto soccorso e della gestione post-operatoria dei pazienti operati in altre sedi.

Sarà realizzata la rete clinica integrata fra specialisti ospedalieri e medici di medicina generale per la gestione delle patologie croniche (con l’utilizzo anche della telemedicina).

Sarà potenziata la attività consultoriale con aumento degli orari di apertura (dalle 8 alle 18 dal lunedì al venerdì).  

Sarà incrementata la presenza del ginecologo in consultorio da due a tre ambulatori settimanali, con attivazione di incontri informativi per partoanalgesia, attivazione ambulatori per la gestione della gravidanza a basso rischio ostetrico.

Saranno attivate agende per la programmazione delle visite puerperali al rientro a domicilio della donna con il neonato.

Sarà riorganizzato e potenziato il percorso nascita, con la piena e completa presa in carico della gravidanza e del puerperio da parte dei servizi zonali comprese prestazioni attualmente erogate solo ad Arezzo (ambulatorio partoanalgesia, prelievo duo test).

ECCO COSA NON CI SARA’ IN MENO

Del percorso nascita, sarà eliminato il servizio relativo al solo giorno del parto che sarà centralizzato ad Arezzo con assistenza da parte di ostetrica di zona, adottando un modello già esistente da anni, sperimentato e consolidato, nelle zone Valtiberina e Valdichiana.

I SINDACI VIGILERANNO 

Il primo giugno scatteranno tutti i provvedimenti, in contemporanea. Il patto appena ratificato prevede un continuo scambio di informazioni e di verifiche fra sindaci e azienda, anche durante questi mesi di preparazione.  L’azienda  ha già avviato le procedure per l’acquisizione di beni strumentali, così come procede nell’adeguamento impiantistico e strutturale del nosocomio chiamato in futuro  ad un importante incremento complessivo delle proprie attività. 

ASCOLTATO IL COMITATO

Una delegazione del Crest, il comitato di cittadini costituito in Casentino, è stato sentito all’inizio dei lavori dalla Conferenza dei sindaci. Ha ribadito la sua contrarietà al Patto, alla chiusura del punto nascita ed ha chiesto che la ratifica dell’accordo avvenisse dopo gli incontri informativi fissati dai sindaci con le comunità locali. Della stessa opinione il sindaco di Castel San Niccolò.

Unanime la risposta degli otto sindaci, che hanno ricordato come il percorso sia già stato compiuto, che le informazioni necessarie sono ampiamente  circolate, che gli stessi operatori sanitari interpellati hanno ritenuto fondate le ragioni per la chiusura del punto nascita dovute a standard di sicurezza venuti meno per il basso numero di nascituri, che l’ospedale e la area dell’emergenza urgenza acquisiranno forza e strutture e indirizzi nuovi in grado di rispondere alle esigenze specifiche dei Casentinesi, che loro come rappresentanti eletti hanno anche la “responsabilità” di compiere scelte in linea con i programmi elettorali e con le valutazioni  complessive sulle risposte sanitarie necessarie alle proprie comunità.  

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