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GIOSTRA DELLA MISERICORDIA: FATTI, NON PAROLE.

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GIOSTRA DELLA MISERICORDIA: FATTI, NON PAROLE.

 

Secondo il Comitato Arezzo Possibile la disputa della terza edizione della Giostra del Saracino, quella speciale, dovrebbe realizzarsi solo in circostanze eccezionali e solo dopo che tutte le componenti della manifestazione e, più in generale, la città la accolgano come un appuntamento realmente importante e sentano propria la motivazione.

Viceversa l’iter seguito non rappresenta in nessuna misura lo schema precedente. La decisione sembra essere stata fortemente voluta solo dai massimi vertici di Palazzo Cavallo, in una prospettiva dall’alto verso il basso, che ha lasciato pochi spazi al coinvolgimento.

Pareri nettamente contrari, circa l’edizione speciale del 27 agosto, sono giunti dallo stesso mondo della Giostra, dall’associazione commercianti e da molteplici settori cittadini.

Con queste premesse la pervicacia con la quale, comunque, si è voluto procedere lascia quanto meno sorpresi.

Non esistono nemmeno motivazioni economiche esplicate per disputare una ulteriore edizione. Nemmeno l’acquisto di una nuova ed aggiuntiva parte di tribuna A porterà squilibrio economico, infatti gli ulteriori introiti consentiranno in pochissimi anni l’ammortamento dell’investimento.

I conti della Giostra sono in ordine, il regolamento dell’Istituzione, all’art.19, pone come obiettivo inderogabile il pareggio di bilancio, quindi gli utili aggiuntivi, che certamente verranno conseguiti, devono trovare destinazione. Considerando che non ci saranno costi per il montaggio né per la realizzazione della lizza, i capitoli di spesa più importanti, essendo questi condivisi con l’edizione di settembre, che comunque si sarebbe svolta, e rimanendo nell’ordine di incasso standard è realistico ipotizzare un utile netto di almeno 60/70 mila euro. Una cifra molto significativa.

A questo punto, visto anche il tema della dedica, la Misericordia cristiana, sarebbe un bel segnale, secondo il Comitato Arezzo Possibile, se tali fondi venissero destinati al sociale del Comune di Arezzo in perenne crisi di risorse e che ha subito un ulteriore pesante taglio anche nell’ultimo bilancio preventivo.

Un introito del genere potrebbe garantire servizi di grande importanza proprio sul piano del sociale, ad esempio tramite il potenziamento di strutture già esistenti quali mense per i meno abbienti, centri di accoglienza per persone senza fissa dimora, forme di aiuto e sostegno a famiglie in difficoltà. Senza una destinazione del genere, infatti, si perderebbe di vista il significato vero della parola “Misericordia”, dando ragione a quelli che insinuano che una terza Giostra del Saracino sarebbe semplicemente un modo per “fare cassa”.

 

COMITATO AREZZO POSSIBILE

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