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La madonna del conforto in conferenza stampa ?

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La madonna del conforto in conferenza stampa ?

 

Ad Arezzo, in occasione della ultima celebrazione della madonna del conforto (un sentimento popolare che non conosce confini e ideologie) il virus della straparlata dinanzi a microfoni e telecamere ha colpito un paio di vescovi.

Quello di Arezzo, Fontana, che quando c'era da parlare della indagine giudiziaria che coinvolge uno dei pastori della sua diocesi non ha convinto me ed altri; stupidamente mi aspettavo che gli ordinasse di dire la verità, tutta la verità, niente altro che la verità invece che tacere come gli diceva il suo avvocato, Fanfani. Si limitò ad un “chi sa parli”.

L'altro, Bagnasco, il presidente della CEI, il direttorio dei vescovi italiani, era salito agli onori della cronaca per la richiesta di voto segreto in parlamento sulla legge per le unioni civili in discussione in questi giorni. La chiesa vuol tornare al “Dio ti vede quando voti, loro no”; dopodichè via con la sacra inquisizione, foco a liberi pensatori (poro Giordano Bruno) e alle donne non sottomesse e rispolveriamo le crociate. La difesa di individui e valori cristiani si fa diversamente, per me.

Tornando alla nostra storia, i vescovi in città per la celebrazione erano numerosi, fra cui l'apprezzato Bassetti, il ricordo dei suoi 15 anni in città e la dedizione che lo conduce alla cappella in duomo lo fanno percepire come un buon pastore agli aretini. Non mi pare si siano piazzati dinanzi al microfono a parlare fuori dal contesto. Ossia quello di una festa religiosa e di popolo.

Fontana invece è apparso come rappresentante di una banca cittadina, invitando a mantenere in essa i soldi depositati. Forse è parte della missione pastorale. Forse no.

Pensare che nel 2009 aveva affermato che i vescovi devono volare alto!

Credo che la madonna del conforto si sia sentita tirata per la giacchetta. Pessima scelta di tempo e soggetto parlare di argomenti non proprio spirituali dinanzi alla platea del 15 febbraio.

Del resto Bagnasco ha detto che l'immagine santa ha salvato Arezzo dalla peste. Non un lapsus, lo ha ribadito, segno che non conosce la tradizione. “Franza o Spagnia, basta se magnia”Peste o terremoto, basta un microfono. Non certo per la madonna del conforto.

Gli aretini la omaggiano, invocano in silenzio un aiuto, mai straparlano. Sacralità popolare.

Le gerarchie ecclesiastiche curiali romane sono assai discusse. Fontana è stato nominato e investito da Giovanni Paolo II, quindi promosso (o retrocesso, secondo altri, da capo segreteria del ministro degli esteri vaticano a vescovo di Norcia) da Benedetto XVI; Bagnasco nominato vescovo dal primo, e nel 2007 promosso dal secondo. E' cardinale. La sua posizione a tutela della “privacy” dei sacerdoti pedofili ha destato scalpore, per molti divenuto ribrezzo.

Pare ci siano contrasti con Bergoglio che gli ha tolto un incarico affidandolo, appunto, a Bassetti.

Il fatto che papa Francesco abbia nominato Bassetti cardinale è un altro dei motivi che mi fanno piacere questo papa gesuita. Anche perché, malignamente, qualcuno avrà storto la bocca.

Riconosco ai sacerdoti la più ampia libertà di parlare pubblicamente e nelle forme più ampie quando si affrontino temi spirituali o temi sociali. E voglio sia tutelata. O anche criticata, civilmente. O anche meleggiata, quando dimenticano che la famiglia è plurima, da sempre.

Per altri temi sono fermo al “libera chiesa in libero stato”. Proprio figure come Bagnasco non mi fanno retrocedere di un millimetro. Quando Bagnasco parla dei preti pedofili, lo faccia nella solitudine della toilette. Quando Bassetti ha parlato delle difficoltà di lavoro e dignità, per me poteva parlare dalla terrazza della Provincia col megafono. Tema di giustizia sociale, terreno dei pastori d'anime. Quando Fontana parla di BancaEtruria lo faccia al telefono.

Anche perché il Cristo si imbestialì quando trovò i mercanti nel tempio. Anzi diceva “date a Cesare quel che è di Cesare”. Ma è stato crocefisso su pressione del Sinedrio, quella cerchia di raffinati rabbini che tanto ricorda la peggior curia romana: da Marcinkus a Bertone, dal banchiere di Dio (che controsenso) al distratto di Dio (l'attico coi soldi della Fondazione Bambin Gesù, l'ospedale pediatrico). Rabbini colle guardie, vescovi colla scorta (magari armata) in duomo.

Soggetti come questi mi confermano nella mia laicità, che non esclude (tuttaltro) la riflessione sul divino, ma non si inginocchia a baciare un anello. 

 
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