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Insieme Possiamo per una scuola dell’infanzia in gestione diretta al Comune.

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Insieme Possiamo per una scuola dell’infanzia in gestione diretta al Comune.

 

Il recente arresto per maltrattamenti di una maestra all'asilo "Nido del Cep" (nido privato accreditato presso il Comune di Pisa) ha riportato alla ribalta il tema dei controlli nei nidi: come fare a prevenire e a scoprire tempestivamente ­qualora avvengano -le percosse, le offese e le umiliazioni documentate durante le indagini grazie alle telecamere nascoste collocate dai carabinieri?

La forte domanda di servizi per l’infanzia ha favorito la nascita di numerose strutture private nei confronti delle quali il Comune ha la titolarità in materia di autorizzazione e accreditamento. I servizi privati, che possono essere gestiti da società, enti, associazioni o imprese individuali, devono rispettare le norme regionali che stabiliscono le caratteristiche dei locali, del personale e dell'organizzazione.

Per ottenere l'autorizzazione al funzionamento, i privati che intendono aprire un servizio devono rivolgersi all’Amministrazione comunale che, nel rispetto della normativa vigente, richiede loro specifici requisiti, definendo modalità e strumenti di controllo e verifica degli stessi; altri, ulteriori, requisiti di qualità devono essere posseduti dai gestori che richiedono l’accreditamento.

Da decenni i servizi comunali in gestione diretta vengono smantellati. Esperienze di altissimo livello, umane e professionali sono state annientate in nome di politiche rigoriste, in nome dei tagli alla spesa e della privatizzazione/esternalizzazione dei servizi sotto varie forme. Il Nido del Cep di Pisa, Il Nido di Modena di Pavullo, dove sono state arrestate due “maestre”, la scuola dell’infanzia “Mariele Ventre”, sull’Appennino emiliano, asilo il Cip Ciop di Pistoia, sono tutte scuole private accreditate / convenzionate o altro.

La decisione dell’Amministrazione comunale di Arezzo di assumere sette docenti, dalla graduatoria in essere nel 2016, per garantire la continuità del servizio pubblico in gestione diretta del Comune è, a nostro parere, la soluzione vera del problema dopo un decennio di esternalizzazioni dei servizi comunali dell’infanzia.

Non possiamo, infine, non sottolineare come la necessità di rispondere alle crescenti e insoddisfatte richieste dei cittadini, deve essere accompagnata da un rigoroso controllo da parte dell'Ente che convenziona.

A servizi a più basso costo infatti, come più volte sottolineato con preoccupazione dalle Organizzazioni Sindacali, senza volere fare generalizzazioni indistinte, spesso corrispondono qualità e professionalità diverse anche quando non si sconfina nella cronaca nera.

Ad Arezzo non abbiamo mai avuto esperienze come quelle sopra citate. Sia la gestione pubblica che quella privata hanno sempre garantito la qualità dei servizi. Questo grazie ai controlli del Comune e alla serietà di tutti i soggetti interessati.

La proposta di una videosorveglianza continua nei locali degli asili non è una soluzione positiva. Bisogna creare le condizioni perché queste cose non accadano mai. Per questo occorre realizzare un controllo più approfondito sulle condizioni psico-fisiche delle maestre, sul loro trattamento morale e professionale, sulle condizioni materiali di esercizio della propria attività. Garantire al personale, pubblico o privato, a cui affidiamo i nostri figli, il benessere organizzativo, il benessere psico-fisico, il riconoscimento professionale. Questa è la condizione fondamentale per garantire i bambini in termini di sviluppo delle loro potenzialità e in termini di sicurezza. 

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