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Il Consiglio Comunale approva il documento unico di programmazione, variazioni al piano delle opere pubbliche e bilancio

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Il Consiglio Comunale approva il documento unico di programmazione, variazioni al piano delle opere pubbliche e bilancio

 

“È il sesto bilancio che propongo all'assemblea, solo che i primi cinque risalgono oramai a 11 anni fa e il mondo è cambiato”. Ha esordito così l'assessore Alberto Merelli nel presentare il bilancio preventivo e il documento unico di programmazione. “Da un punto di vista amministrativo, il bilancio ha mantenuto la sua tradizionale funzione cardine, di atto autorizzatorio che stabilisce i confini entro i quali può muoversi l'azione amministrativa e i mutui che l'amministrazione potrà contrarre. Tuttavia sono subentrati principi nuovi, dalla cosiddetta competenza finanziaria potenziata all'esigibilità: dentro il bilancio, ora, devono comparire solo obbligazioni giuridiche perfezionate. L'obiettivo del legislatore è stato quello che le amministrazioni non continuassero a trascinarsi dietro volumi di residui attivi e passivi che nascondessero ammanchi notevoli. Le posizioni di debito e di credito devono dunque essere chiare.

Il dup, che con il bilancio interagisce, è il documento politico fondamentale: un tempo al bilancio era legata una relazione politica, ora abbiamo uno strumento molto più complesso, distinto in sezione strategica e sezione operativa. La prima abbraccia tutto il mandato, la seconda è triennale e vale per il 2016, 2017 e 2018. Il dup diviene l'esplicitazione amministrativa di un programma politico.

La domanda fondamentale, per il Comune di Arezzo, è quanto esso possa spendere togliendo le voci di spesa imprescindibili: personale, spese vincolate, mutui già contratti e soprattutto la spesa storicizzata che ha determinato obbligazioni contrattuali pluriennali, dalle convenzioni ai contratti. Al netto di ciò, una nuova amministrazione ha ridotte disponibilità di scelta. Il problema non è come spendere ma come spendere le pochissime risorse residue. Un altro fardello è il milione di euro per ammortizzare il buco di bilancio 2014. Credo che prima di definire un'azione finanziaria propria, a una nuova amministrazione serva più di un esercizio.

I numeri: le entrate 2016 sono pari a 82 milioni circa: trasferimenti per 21 milioni; imposte e tasse per 47 milioni. Di queste ultime, la voce principale è l'Imu, per 18 milioni. Abbiamo poi circa 1 milione 800mila euro come recupero dell'evasione. Voce molto importante è la Tari, 17 milioni e 800mila euro, che controbilancia la voce in uscita delle fatture che Sei Toscana emette e che il Comune paga per il servizio di gestione dei rifiuti. Faccio solo notare che il Comune riscuote la Tari due volte l'anno ma mensilmente paga a Sei Toscana la fattura per i servizi svolti. A fronte di un debito sicuro c'è un credito incerto. Un ulteriore esempio da cui emerge che il Comune di Arezzo è un ottimo pagatore ma è meno bravo quando c'è da riscuotere è il Piuss: se il Comune ha infatti realizzato opere per 20 milioni di euro, soldi dunque già pagati, ancora la Regione Toscana ha da erogare 5 milioni di contributi.

Altre entrate sono quelle derivanti dalla vendita di beni e servizi per 5 milioni e 700mila euro, oltre 6 milioni per violazioni da codice della strada.

La spesa è di 77 milioni di euro: oltre 4 milioni per sicurezza, oltre 6 milioni per la scuola, 11 milioni per sociale e famiglia, 1 milione 200mila euro per la cultura, e qui abbiamo recuperato delle risorse, 533.000 euro per il turismo: era prevista l'imposta di soggiorno per reperire maggiori risorse per questo servizio, ma il governo ha bloccato il proposito.

Chiudo con le partecipazioni: il Comune ha perso negli anni un patrimonio, la differenza fra ciò che ha ottenuto e ciò che ha conferito è sproporzionata. E il tutto per cosa? Per una posizione di socio soccombente, in cui si è defilato, non garantendo la tutela degli interessi del territorio. Questa è la peggiore eredità lasciata da chi ci ha preceduto”.

Luciano Ralli: “tante buone intenzioni ma le azioni per raggiungere gli obiettivi sono approssimative. Ed essendo questo non un documento da campagna elettorale ma un documento amministrativo mi pare evidente la sua scarsa efficacia. È vero che i paletti sono molti ma questa amministrazione non può pensare di andare avanti tutto il mandato senza la ricerca di risorse aggiuntive regionali o di tipo europeo. E questo richiede il giusto impegno. Se il governo non avesse dato un segnale forte, lo stop alle tasse locali, questa amministrazione, che aveva già istituito l'imposta di soggiorno, non si sarebbe fermata. Qualche sforzo andava fatto su vari ambiti: il turismo, ad esempio. Ma direi anche la sicurezza: pagine e pagine sul tema ma di soldi ne vedo pochi e di concreto leggo l'assunzione di due vigili. Mi pare un documento dove un'amministrazione che aveva l'occasione di presentarsi come discontinua rispetto al passato sfocia invece nell'ordinaria amministrazione. Otto o nove mesi mi sembrano sufficienti per delineare priorità che dovrebbero dare chiari segnali”.

Barbara Bennati: “a me pare di avere assistito non alla presentazione di un bilancio o di un documento di programmazione ma a un elenco di criticità. Ma non dovrebbe essere proprio il bilancio, per un'amministrazione, il documento grazie al quale affrontare e provare a risolvere tali criticità?”.

Matteo Bracciali: “al di là della situazione critica illustrata, mi aspettavo che questa amministrazione profilasse un percorso di uscita o comunque parole chiare. Sulla questione delle aziende, dal gas ai rifiuti all'acqua, cosa volete fare? Mantenere le attuali multi-utility, stare in un'aggregazione più larga, uscirne definitivamente? La deriva tecnica non è sufficiente, occorrono scelte politiche”.

Claudia Maurizi ha lamentato per il documento unico di programmazione la scarsa attenzione per la tutela degli animali, domestici e non, mentre Paolo Lepri che non esistono su rifiuti e acqua obiettivi chiari: “le modalità di presentazione del documento, inoltre, molto sommarie, non hanno consentito una discussione approfondita”.

Sul documento unico di programmazione si è registrato il seguente voto: 21 favorevoli e 10 contrari.

 

PIANO OPERE PUBBLICHE

“Due le variazioni – ha illustrato il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – e riguardano la rotatoria di via Fiorentina e il parcheggio di viale Buozzi. Entrambi questi interventi non sono più compresi nel piano triennale delle opere pubbliche e i motivi di questa duplice scelta vanno distinti: intanto la rotatoria ci è parsa ora inopportuna perché a breve partirà il nuovo insediamento dell'area ex Lebole. Sarebbe stato impossibile realizzarla in corrispondenza di questi lavori, anche per un aspetto legato alla congestione del traffico in zona. Aspetteremo dunque la realizzazione del suddetto nuovo insediamento, per poi procedere a dimensionare la rotatoria di via Fiorentina in modo adeguato. Per quanto riguarda il parcheggio di via Buozzi, abbiamo deciso, anche in virtù del tour effettuato dalla Giunta nelle frazioni, di liberare risorse a favore di queste ultime, aggiungendo 2 milioni di euro ai già 800mila previsti per dare risposte a chi vi abita”.

Critiche le opposizioni. Francesco Romizi: “intanto, siete stati bravi a perdere i soldi per il Polo Digitale poi quali sono questi interventi nelle frazioni? È solo prevista genericamente una voce di spesa. Arezzo in Comune, per esse, aveva proposto un piano specifico, da finanziare con un tesoretto ottenuto grazie al buon governo della precedente amministrazione. Le sparizioni, a ben vedere, non si limitano alle due opere citate dall'assessore Gamurrini: il parcheggio a Campo di Marte e la riqualificazione di Piazza della Repubblica non ci sono più. Elemento che denota tanta confusione e indefinitezza. Appare poi un mega-capitolo sull'illuminazione pubblica ma anche in questo caso senza alcuna opera specifica. La cassa di espansione sul Bicchieraia è stata spostata di un anno, al 2017 e non è un'opera qualunque. E il museo dell'oro? Nel dup se ne parla e nel piano triennale no. Così come di interventi di manutenzione urbana, per quasi due milioni di euro: sì nel dup, no nel piano triennale”.

Donato Caporali: “l'edificazione selvaggia dell'era Lucherini ha portato ai problemi attuali della viabilità. Dateci un progetto di città, che per ora non si vede e non fatevi belli con le frazioni che è dall'inizio della consiliatura che l'opposizione ne ha fatto una battaglia”.

Paolo Lepri: “250.000 euro di spesa per gli uffici della manutenzione. Che ne abbiamo bisogno è fuori discussione ma una cifra del genere per immobili che ospitano molti meno dipendenti che in passato ci sembra eccessiva. Leggo poi di rotatorie sponsorizzate: se sono sponsorizzate non dovrebbero gravare sul bilancio comunale poi però appare una spesa per l'amministrazione pari a 60.000 euro. Perché?”.

Difesa del piano triennale delle opere pubbliche da parte di Roberto Bardelli, Federico Scapecchi, Marco Casucci e Giovanni Romanini. Dalla maggioranza è stato rivendicato che nelle frazioni perfino chi non ha votato centrodestra ha riconosciuto che qualcuno presta finalmente ascolto, dopo anni, ai problemi del territorio.

Sulla base dei rilievi di Francesco Romizi, sulla presenza nel dup ma non nel piano delle opere pubbliche di alcune previsioni, da Pd e Arezzo in Comune era stata chiesta la sospensione della pratica che è però passata con 21 voti favorevoli e 7 contrari. Un astenuto.

 

BILANCIO

Jacopo Apa ha chiesto con un emendamento di assegnare 100.000 euro ulteriori al turismo per le annualità 2016, 2017 e 2018 stornandoli da alcuni capitoli destinati al sostegno in particolare ai minori non accompagnati con particolare riferimento a quelli di nazionalità non italiana. Apa lo ha illustrato a nome anche degli altri firmatari, ovvero Egiziano Andreani, Giovanni Bonacci e Tiziana Casi. Francesco Macrì, sempre con un emendamento, ha chiesto il decremento di 180.000 euro dello stesso capitolo, minori non accompagnati con particolare riferimento a quelli di nazionalità non italiana. Le risorse così ottenute avrebbero dovuto essere così distribuite: incremento di 125.000 euro del capitolo turismo, di 25.000 euro del capitolo Giostra e di 30.000 euro complessivi per la Pm, distinti per il nuovo commissariato interforze e dotazioni strumentali.

Sette gli emendamenti di Francesco Romizi: “nelle specifico chiediamo l’incremento di 15.000 euro delle risorse destinate ad associazioni sportive che gestiscono impianti comunali per svolgere attività sociali. L’incremento di 20.000 euro al fondo, attualmente alimentato solo da risorse regionali, destinato alle famiglie con disabili che intendono abbattere le barriere architettoniche nelle abitazioni. Poi, 20.000 euro a sostegno delle attività e dei progetti dei centri di aggregazione sociale del Comune di Arezzo; 16.000 euro a incremento del fondo per fronteggiare l’emarginazione sociale: questa somma può essere ricavata diminuendo contestualmente l’indennità del segretario generale che il sindaco, di recente, ha portato al massimo. E ancora: 20.000 euro per le attività di reperimento e locazione degli alloggi a sostegno di situazioni di disagio abitativo; 50.000 euro per contribuire al pagamento delle utenze da parte delle famiglie in difficoltà economica; 5.000 euro per i progetti di educazione alimentare e ambientale nelle scuole”.

Luciano Ralli: “ci sono aspetti critici nel bilancio che andiamo ad approvare, tra le entrate proprie si rileva una previsione da alienazioni molto elevata nel 2016. Il monitoraggio di queste operazioni si rivelerà indispensabile. Un'altra tipologia di entrata molto rilevante è quella dei contributi per investimenti provenienti da imprese. Non so in questo periodo che genere di contributo possa venire dalle imprese. Inoltre, i rischi da contenzioso prevedono un fondo molto cospicuo, una cautela magari necessaria al momento ma che nei prossimi anni potrebbe costituire una limitazione delle risorse disponibili. Sui tributi e sulla loro effettiva riscossione: il dubbio rimane in virtù di un disagio economico persistente. Se poi, i soldi per il turismo devono essere trovati da un capitolo destinato ai minori ci sembra eticamente pesante”.

Paolo Lepri: “con una mia interrogazione ho posto la questione dell'aumento per il Comune di Arezzo pari a 207.000 euro derivante dalla nuova tariffa del servizio idrico. È vero che c'è la moratoria ma la previsione di uno stanziamento del genere non la trovo. Se poi il Comune ha intenzione di acquisire il parcheggio Baldaccio, avete previsto le relative risorse? Qual è poi la posizione del Comune di Arezzo dinanzi all'eventuale acquisizione del 40% di Arezzo Fiere e Congressi? Un altro punto non chiaro sono i 107.000 euro di proventi derivanti dalla distribuzione delle riserve della Afm. Le concessioni edilizie: l'importo a bilancio è di 3.420.000 euro. Come è venuto fuori? Mi è stato risposto che si tratta di un bilancio di previsione. Su questo come su altre questioni: capisco che è previsionale ma se scrivete una cifra voglio sperare che lo abbiate fatto sulla base di un computo serio. A me resta il dubbio”.

Elisa Bertoli: “l'unico emendamento che proponete rispetto a un bilancio di decine di milioni di euro è quello destinato ai minori in difficoltà. Che cosa vogliono rappresentare questi 100.000 euro in meno? Se un bambino extra-comunitario viene abbandonato nel nostro territorio ha delle colpe? Il Comune è obbligato a prendersi carico di questi soggetti. È il più brutto segnale che possiate dare. Se i soldi poi per l'assistenza a questi ragazzi finiscono che dobbiamo aspettare la variazione di bilancio prima di toglierli dalla strada?”. Anche Matteo Bracciali ha sollevato una forte riserva su questa scelta: “il dato di fatto è che pagano i minori, dal racket internazionale che li strumentalizza al Comune che non intende accoglierli. Nel momento in cui arrivano, cosa ne fate? Il risultato è che si vedono negati diritti a prescindere”.

“Puntiamo molto sul recupero da evasione – ha replicato l'assessore Alberto Merelli – e per quanto riguarda i crediti esigibili e gli accertamenti Imu ci basiamo su stime derivanti dalla attività pregressa. Prendendo come modello le violazioni al codice della strada, i verbali 2015 sono stati maggiori di quanto stimato: questo è per dire che la previsionalità del bilancio si presta a certe discrepanze. Ovviamente cerchiamo di essere più prossimi possibile a quanto si verificherà”.

Sulla vicenda dei minori è intervenuto l'assessore Lucia Tanti: “una voce di bilancio di 574.000 euro scende a 474.000, dunque non viene azzerata. Parliamo del capitolo sui minori ma nella specificità di minori non accompagnati rinvenuti nel territorio comunale. Cosa succede: siamo sottoposti a una dinamica di arrivi molto particolare. Questi minori o arrivano soli e hanno superato almeno una frontiera, e questo attiene politiche nazionali, o arrivano accompagnati e di fatto vengono abbandonati e trovati dalla questura o altra autorità e consegnati al Comune. Così il Comune deve farsi carico di un costo che è 1.050 euro al giorno. Si tratta di ragazzi in genere fra i 16 e i 17 anni che spesso neanche parlano italiano. Il segnale dunque va dato: lo Stato deve prendersi responsabilità sue e gli effetti di politiche del genere non possono ricadere sulle casse comunali perché non ci spetta. E non è detto che siano sufficienti i 574.000 euro o i 474.000 ma potrebbero anche bastare. C'è poi un secondo aspetto: la scelta di questi minori di rimpatriare. Non si capisce perché questi soggetti siano minori per l'accoglienza e poi siano considerati maggiorenni se si tratta di mettere una firma per tornare a casa. Tali soggetti sono gestiti da un mercato, spesso criminale, che non va sostenuto e che noi non intendiamo sostenere. Capisco che questa sia una scelta dirompente ma noi ci stiamo oramai abituando”.

Roberto Bardelli: “nessuno vuole buttare fuori nessuno, non è possibile per legge e umanamente. Non parliamo di questo ma chiediamo di mettere un punto fermo a una deriva pericolosa ben spiegata dall'assessore Tanti. Lo Stato ci ha abbandonato e il vero abbandono è questo, non il nostro verso i ragazzi”.

Marco Casucci: “veniamo spesso accusati di propaganda, respingo tali accuse con una canzone di Giorgio Gaber: Il potere dei più buoni. Che domani può venire buono per le elezioni”.

“Sia chiaro – ha chiuso la discussione il sindaco Alessandro Ghinelli – siamo pronti a rifinanziare questo fondo se si esaurisse ma vogliamo dare un segnale, come per i migranti: come Comune di Arezzo abbiamo fatto il nostro dovere di accoglienza. Altri facciano il loro. Chiediamo, con questa nostra posizione, che il tema sia affrontato dall'intero territorio provinciale e non dal Comune capoluogo in solitudine”.

L'emendamento Apa-Andreani-Bonacci-Casi è stato approvato con 21 voti favorevoli e 8 contrari. Francesco Macrì ha ritirato il proprio emendamento. Gli emendamenti di Francesco Romizi sono stati tutti respinti. Il bilancio è stato approvato con 21 voti favorevoli e 8 contrari.

Il regolamento sulle sagre passa in Consiglio Comunale: solo 16 sagre, ridotte nella durata da 12 a 8 giorni. Tipicità e trasparenza

Francesco Macrì ha illustrato il nuovo regolamento sulle sagre e feste paesane: “mettiamo regole e ordine in un fenomeno che ha assunto forme degenerate. Una volta la sagra coincideva in genere con la data celebrativa di un santo, poi è diventata di due giorni e così in crescendo. E sempre più sono diventate forme di ristorazione alternativa. Ad Arezzo si parla di 19-20 sagre, poi 4 o 5 ballano tutti gli anni, a livello provinciale siamo a decine e decine di eventi. La loro durata complessiva, a livello provinciale, supera i giorni dell'anno solare.

Il vecchio regolamento fotografava semplicemente il fenomeno senza contenerlo. Con questo discipliniamo la loro riduzione generale, la durata, l'area di somministrazione e restituiamo un senso preciso a queste feste, che devono essere rivolte alla valorizzazione dei prodotti tipici.Quando si fa riferimento, ad esempio, al coinvolgimento degli operatori locali, chiediamo che per le forniture alimentari siano utilizzate le imprese del territorio. È inoltre importante la trasparenza: la maggioranza degli organizzatori svolgono un lavoro positivo, dedito a interessi sociali e sportivi ma anche su questo tema possono esserci degli eccessi. Chiediamo dunque che sia redatto un conto economico o un bilancio convalidati da un professionista. Questo regolamento farà scuola a livello nazionale, il principio è che tutto dovrà ruotare attorno al titolo della sagra”.

“Mi sembra – ha sottolineato Giovanni Bonacci – che si stia ottenendo un buon compromesso fra tutti i soggetti interessati da questa materia”.

Matteo Bracciali ha illustrato i suoi emendamenti: “il primo vuole sottolineare che la sagra è un modello sociale e non può essere ricondotta solo alla promozione di un prodotto tipico: dovrà essere fatta salva la possibilità di somministrare pietanze secondarie a complemento del menù. Inoltre deve essere fatta salva la promozione delle tradizioni folcloristiche e culturali del territorio e le iniziative sociali, sportive e aggregative delle comunità. Sui tempi: siamo convinti che limitarle a 5 giorni non sia utile e proponiamo che ogni soggetto organizzatore possa effettuare una sola sagra nell'anno solare per una durata massima di 8 giorni frazionabili in due periodi consecutivi. Infine, l'area destinata alla somministrazione non può essere superiore al 50% della superficie complessiva a disposizione dell'area interessata alla manifestazione”. Paolo Lepri e Francesco Romizi hanno co-firmato gli emendamenti Bracciali.

Francesco Romizi ha lamentato che “una sagra a Vitiano si troverà una regolamentazione diversa rispetto alla sagra che si tiene a due chilometri di distanza nel Comune di Castiglion Fiorentino. Mi pare una cosa illogica”.

Federico Scapecchi: “anch'io illustro alcuni emendamenti co-firmati da Luca Stella: aumento al 50% dell'area di somministrazione, come propone Bracciali. Il secondo emendamento è simile a quello di Bracciali sulla durata salvo l'esclusione della parola 'consecutivi' riferita ai periodi di svolgimento. Poi: fermo restando che il numero delle 16 sagre è condiviso da tutti, qualora che queste nell'anno non esaurissero i giorni a disposizione, 128 nel caso in cui si approvi l'emendamento relativo agli 8 giorni frazionabili, si può arrivare alla previsione di un nuovo evento in deroga che non superi però il monte massimo dei giorni sagra. La sagra poi, va scritto e specificato, non può promuovere iniziative sportive o sociali ma semmai raccogliere fondi per le stesse”.

Matteo Bracciali: “stiamo andando incontro a un regolamento fatto e modificato dalla maggioranza e non è un segnale politico positivo”.

Paolo Lepri: “senza gli emendamenti dell'opposizione, avevamo di fronte un regolamento stringente, noi abbiamo contribuito ad emendarlo poi però gli emendamenti buoni devono essere quelli della maggioranza. Che è un po’ come lo studente che ha copiato il tema invece di riconoscere il nostro lavoro. Chiediamo alla maggioranza di votare i nostri emendamenti”.

“Volete semplicemente mettere il cappello su una delibera”, ha replicato Roberto Bardelli, ma per Francesco Romizi “su un tema in cui non ci sono divisioni sostanziali è la maggioranza stessa a crearne”.

Federico Scapecchi: “a me non sembra che debba essere fatta la corsa su chi ha presentato prima o dopo gli emendamenti. Fa parte della logica della discussione e dei lavori consiliari che anche la maggioranza proponga i suoi”. Anche Marco Casucci ha lamentato la strumentalità delle polemiche.

“La singola sagra o il singolo evento – ha concluso la discussione l'assessore Marcello Comanducci – non crea problemi. Ma prese nel loro complesso, si tratta di un fenomeno che fattura 350 milioni di euro a livello nazionale. Dunque, va regolamentato. Quando ho chiesto agli uffici la rendicontazione delle sagre del territorio ho ottenuto la cifra di 530.000 euro relativa ai loro incassi. Il settore va rivisto, senza ucciderlo, su questo siamo tutti d'accordo, ma va messo in condizione di lavorare facendo perno su due cose: la tipicità e la rendicontazione. Le sagre devono lavorare tranquillamente ma con questo regolamento anche i ristoratori potranno beneficiare di maggiore tranquillità sapendo che non troveranno la concorrenza di ristoranti a cielo aperto. A proposito di ricadute sociali: la maggioranza delle sagre aretine è in perdita. L'importante è arrivare all'approvazione di questa delibera per tutelare l'attività commerciale ed elevare la qualità e la trasparenza di questi eventi”.

L'emendamento Bracciali sull'area destinata alla somministrazione, che non può essere superiore al 50% della superficie complessiva, è passato con 28 voti favorevoli. L'emendamento Bracciali sulla durata delle sagre è stato ritirato. Gli altri emendamenti dell'opposizione sono stati respinti.

Gli emendamenti Scapecchi-Stella integrano il testo iniziale. Dunque, una sola sagra da organizzare nell'anno solare per una durata massima di 8 giorni frazionabili in soli due periodi. Il numero delle sagre è contenuto a 16. Se queste nell'anno non esauriscono i 128 giorni a disposizione, la Giunta può decidere una deroga che non superi però il monte complessivo dei giorni annuali. La sagra poi non può promuovere iniziative sportive o sociali ma semmai raccogliere fondi per le stesse. Il testo è passato con 19 voti favorevoli e 6 contrari.

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