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La cultura ad Arezzo, strumento di bassa politica

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La cultura ad Arezzo, strumento di bassa politica

Icastica, la giostra ed il poro Piero

 

Chissà come il territorio natio di cotante stelle della cultura può usare la stessa come mezzo politico. Bassa politica, nani e ballerine. Dame e damerini. Fuffa e puffi.
Ancora godo per la consegna di oltre 5.300 firme per salvaguardare Icastica, anche via web:
Si, voglio che Icastica continui! Aderisco gratuitamente alla petizione online.” http://www.icasticaviva.it/
E' evidente che il loro italiano, lingua, e la cultura fanno a cazzotti: chi glielo spiega che il sì (affermazione) vuole l'accento?
4 PiDdini aretini vanno a Firenze a consegnare le firme con 2 PiDdini aretini eletti in regione, con tanto di tronista al seguito. Faccio l'elenco desunto dai pomposi servizi: Peruzzi (ex consigliere PD scaricata dal partito), Ceccherini (membro del politburo locale), Macrì (definito fondatore, boss del PD aretino), Migliorati (ex curatore, membro del politburo locale), sotto lo sguardo benevolo di Ceccarelli (dominus del PD aretino) e DeRobertis (consigliere comunale PD salito in regione), portano una busta shopper coi fogli a Barni (PiDdina senese, vicepresidente Regione e assessore cultura).
E dire che lo avevano presentato come “Comitato indipendente di iniziativa popolare apolitico e apartitico per il mantenimento e ampliamento del progetto Icastica“.
Potevano fare la sceneggiata in sezione.
Intervistano la Barni, afferma trattarsi di manifestazione molto importante e che cercherà i modi per difenderla. Oddio arrivano i turchi. Difenderla da chi: ma lo sa cosa sta dicendo?
Non credo proprio, almeno spero. Visita Icastica oggi. Penso per la prima volta. Un po' tardino.....
Per gli aretini parla Macrì, gli viene dedicato il consueto tripudio, l'inginocchiata multimediale.
Afferma che con Icastica l'arte contemporanea ha incontrato l'arte storica aretina; l'unica verità, non si contesta il contemporaneo o moderno, ma le spese e la politica.
Poi parla di “un momento di esaltazione collettiva di tutti i cittadini”: forse si riferisce alle piante di cannabis, installazione della penultima Icastica. Nel 2015 i girasoli......... (non quelli di VanGogh).
Non contento, spara un cittadini che hanno vissuto una emozione fortissima e che fanno di tutto perché questa emozione continui. L'emozione si paga. Fatti loro.
Macrì cita anche nomi fra cui tale Yoko Omo, credo un mix fra yogurt e detersivo.
Chiusura: una manifestazione così trasversalmente voluta e difesa dalla popolazione che soffre problemi di natura esclusivamente politica: la cultura non conosce coloriture politiche.
Effetto della emozione di cui sopra. Quattro risate in una frase. Grazie.
Resta il fatto che si è mosso tutto il PD, non solo aretino, e ha raccolto pochino in 5 mesi.
Per confronto, neanche un terzo dei suoi elettori alle ultime comunali. Essendo raccolta aperta al web, davvero poche. Comunque un risultato lo ha sortito: sappiamo chi cercare per rifondere gli sprechi di questa iniziativa. Vi informo che è nato un comitato “chi vuole Icastica paga il conto”.
In attesa dei rendiconti, mai visti, si preparino; a occhio 300.000€ a edizione, 3 edizioni, 5.300 firme, fanno 170€ a testa. Non sono contro l'arte contemporanea, solo contro Icastica.
L'opacità degli intrecci fra Comune, fondazione Guido d'Arezzo, soldi che vanno in premio a dipendenti della stessa che fanno campagna elettorale per il PD, incarichi, trasferte, madrine, polemiche sui premi, etc etc.
Questa l'anima vera di Icastica.
Dove il sito della petizione è linkato al sito di Icastica: bizzarro. O inopportuno. Chi l'ha permesso?
Non che di là (zona Ghinelli) si vada meglio: la montagna ha partorito un topolino, morente.
Grande manifestazione culturale 2016: una giostra straordinaria. Estikazi!
Che ha rischiato di saltare per mancanza di soldi.
Dedicata al giubileo della misericordia, per le note connotazioni aretine (ora mi sfuggono).
Anzi no, famola per i 200 anni delle guardie pontificie: unico legame (o omaggio) aretino, Giani. Facciano loro.
Nel frattempo il poro Piero della Francesca schiatta, anche per la gestione di un suo affresco.
Avevano parlato di un grande evento per i 600 anni dalla nascita.
In un blog locale si leggeva “Nel 2016 ricorrono, quindi, i 600 anni dalla sua nascita. Arezzo, attraverso il suo bravo Sindaco Alessandro Ghinelli, sta progettando un 2016 pieno di eventi celebrativi di uno degli artisti più significativi del Rinascimento italiano: Piero della Francesca. Anche Vittorio Sgarbi sarà coinvolto..” forse l'aggettivo usato per Ghinelli la diceva lunga..
Per Wiki Piero è nato nel 1416 o 1417. O meglio, fra 1410 e 1420. Ma va bene lo stesso, ciccia...
Tanto non se ne parla più.
Un bel mercatino foresto davanti alla chiesa di San Francesco?
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