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Stangata sui prezzi del Saracino, ORA GHINELLI dicci perchè

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Stangata sui prezzi del Saracino, ORA GHINELLI dicci perchè

 

Cosa rappresenta la Giostra del Saracino per Arezzo ma soprattutto per la sua amministrazione? E’ una rievocazione che deve vedere come protagonisti, e sia dedicata, principalmente agli aretini o, estremizzando, vogliamo farla diventareun’attrazione per turisti facoltosi?

Le domande che, solo in apparenza, appaiono retoriche meritano attenzione e riflessione soprattutto in funzione degliaumenti annunciati dei prezzi dei biglietti per assistere alla manifestazione[1]. L’Istituzione Giostra del Saracino e l’assessore con delega alla Giostra, Gian Francesco Gamurrini, hanno infatti predisposto le nuove tariffe con rincari medi nell’ordine del 15/20% e punte addirittura del 40% (Tribuna B – Primo settore: da 35 a 50 euro).  Pare naturale chiedersi perché?

La manifestazione è in deficit economico? L’Istituzione Giostra del Saracino, ente strumentale del Comune di Arezzo, gode di uno stato di salute invidiabile, ha un bilancio in utile, l’ultimo presentato, quello 2014, presenta un saldo d’esercizio positivo per  73.000 euro. Tra sponsorizzazioni , contributi, biglietti e diritti televisivi la Giostra incassa 383.000 euro. Si potrebbe fare molto di più, tramite il merchandising e lo sfruttamento del “brand” ma già questi sono numeri positivi.

Nel contempo il contributo ai Quartieri nel corso degli ultimi dieci anni èprogressivamente diminuito, da 100.000 euro fino ai 40.000 presenti nel bilancio 2014 e ai 30.000 già stanziati per l’anno 2015 e successivi. Nell’annunciare il rincaro dei tagliandi, comunque, non si è manifestata la volontà di riaumentare tale sostegno economico, importante per sostenere la vita associativa di organismi che svolgono una fondamentale azione socialeall’interno del tessuto cittadino.

E’ pur vero  che per le due (tre?) edizioni 2016 sarà acquistata una nuova ulteriore implementazione della tribuna A, lato fontana, che garantirà almeno nuovi 400/450 posti a sedere. Se è vero che aumenteranno i costi di montaggio è altrettanto vero che, ipotizzando un costo prudenziale di 40 euro per i nuovi posti introdotti, ogni anno si avrà un incasso ulteriore di almeno 35.000 euro. Quindi nell’ipotesi di un costo d’acquisto non superiore ai 50.000 euro ed un ammortamento in cinque anni abbiamo un utile annuocomunque molto significativo, eroso, solo in piccola parte, dal maggior costo di montaggio. Se poi si dovessero svolgere nel 2016 tre edizioni della Giostra, come pare molto probabile, in pratica un terzo del costo sarebbe già ripagato.

Sarebbe operazione meritoria e lungimirante pensare al futuro ricambio dei costumi. L’ultimo rinnovo risale al 1992, quasi venticinque anni di utilizzo. In realtà, a bilancio, il fondo ricostituzione degli stessi costumi esiste già, ha una consistenza di 136.000 al 31/12/2014. Se le entrate dovessero essere incrementate solo tramite gli introiti di botteghino, rischiando di fatto di rendere il Saracino elitario,  non sarebbe opportuno vagliare altre possibili forme perequative?

Per cui la domanda torna prepotente, perché aumentare i prezzi di una rievocazione storica appassionante ed appassionata ma soprattutto popolare. Se esistono motivazioni strategiche vengano esplicate. Nel comunicato stampa di presentazione si parla di generici aumenti dei costiorganizzativi, quali, perché?

Serve chiarezza e condivisione delle scelte per il bene della Giostra e degli aretini. Come abbiamo visto le giustificazioni gestionali non sembra reggano la lettura del bilancio.

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