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Fusioni Basso Casentino la posizione di Forza Italia

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Fusioni Basso Casentino la posizione di Forza Italia

 

 

Il Coordinamento provinciale di Forza Italia, interviene sulla questione fusioni in Casentino, tramite il Coordinatore Provinciale Maurizio D’Ettore e il responsabile delle politiche di vallata Lorenzo Ricci: “Riteniamo doveroso portare a conoscenza dei cittadini casentinesi, la posizione di Forza Italia del Casentino sull’incontro promosso dal Comitato per la fusione dei Comuni di Ortignano Raggiolo, Bibbiena e Chiusi della Verna,  svoltosi presso i locali del centro sociale di Bibbiena Stazione, Venerdì scorso 12 febbraio.

Questo chiarimento si è reso necessario in quanto ci sono state varie imprecisioni che vanno rettificate e dichiarazioni inaccettabili da parte dell’assessore Regionale Ceccarelli e quindi conseguenti amare considerazioni su cosa ci riserverà il futuro su questa vicenda.

All’incontro gli unici politici che vi hanno preso parte sono, l’On. Donati e l’assessore  regionale Ceccarelli , ambedue esponenti del Partito Democratico.

I rappresentanti del Partito Democratico hanno ripetutamente dichiarato che i partiti sarebbero dovuti rimanere estranei a questa vicenda, dimostrando invece che la loro presenza, come questa affermazione valga solamente per tutti gli altri partiti e non per il loro.

Dopo la presentazione e la cronistoria su questa vicenda, presentata dai rappresentanti del comitato, hanno preso la parola il Sindaco di Talla che ha presentato la propria posizione, ampiamente pubblicizzata dalla stampa locale, che consiste nella richiesta di fusione a sei e precisamente fra i comuni di Bibbiena, Ortignano Raggiolo, Chiusi della Verna, Castel Focognano, Chitignano e Talla.

La stessa Ducci, ha dichiarato di aver fatto questa scelta dopo molte indecisioni e ripetute dichiarazioni di disinteresse per qualsiasi fusione.

Gli esponenti di Forza Italia proseguono, dichiarando che lo stesso Ricci, desidera rivendicare la primogenitura di tale proposta quale Capogruppo di minoranza in consiglio Comunale di Castel Focognano, che si era già espresso in questo senso nel Consiglio Comunale del 16 gennaio scorso, come riportato dai verbali del Consiglio Stesso.

Invece sul cambiamento di posizione del Sindaco di Talla Ducci, pensiamo che potrebbero esserci state sollecitazioni da parte del Partito Democratico che con questa mossa e con questo tempismo cerca di dilazionare la decisione degli organi regionali preposti.

Questa nostra valutazione non è isolata, se anche l’Assessore ai Lavori Pubblici Gambineri qualificato esponente della maggioranza del Comune di  Castel Focognano e del Partito Socialista Italiano, nella dichiarazione di voto nel consiglio del 16 gennaio scorso, afferma, con riferimento alle varie proposte dei sindaci,  - “se la proposta fosse stata fatta qualche mese fa sarebbe stata più credibile e avrebbe comunicato anche lungimiranza, non solo “volontà di ripicca” come invece, non a torto, definita”-

lo stesso auspicava in chiusura che  -“…ci pareva più onesto inserire in delibera il riferimento dell’anno 2017 per la proposta di avvio dell’istituzione del nuovo comune”. quest’ultima condivisa in fase di dibattito anche dal capogruppo di Minoranza Ricci.

Ma le dichiarazioni più’ gravi, a nostro avviso, sono state quelle dell’Assessore Ceccarelli che si possono sintetizzare in 4 punti:

1)    parlando della raccolta delle firme per il referendum, mascherandosi dietro un discorso generalizzato, ha dichiarato che a volte la raccolta delle stesse non è molto regolare. quest’affermazione ha provocato profonde proteste da parte del pubblico e dei rappresentanti del comitato in quanto era una chiara offesa all’onestà’ dei suoi membri.

2) ripetutamente ha dichiarato la preminenza delle decisioni dei Consigli Comunali       sulle richieste di referendum di gruppi di cittadini, tale posizione veniva giustificata sostenendo che i Consigli Comunale sono eletti dai cittadini.

la gravità di questa affermazione sta nel fatto che altri esponenti provinciali del Partito Democratico hanno espresso questo stesso concetto.

Tutto questo è  palesemente antidemocratico, infatti l’istituto del referendum è stato voluto dal legislatore  allo scopo di consentire ai cittadini di sovvertire le scelte legislative amministrative fatte da  enti responsabili quasi sempre organi elettivi quali parlamento nazionale, regionale o altro.

2)    al contrario della posizione sulla legittimità’ dei referendum è stato portato l’esempio della fusione fra i comuni di Cutigliano e Abetone. Riassumendo: i consigli comunali hanno votato a favore, il referendum ha dato esito favorevole alla fusione a Cutigliano, mentre ha dato esito contrario all’Abetone.

3)    L’ orientamento degli organi regionali, secondo Ceccarelli,  non esclude che la scelta vada nella direzione della fusione  ribadendo la posizione della preminenza dei Consigli Comunali rispetto alla volontà  popolare.

4)     A giustificare queste scelte è stato dichiarato che mentre finora l’esito del referendum era positivo solo se positivo in tutti i comuni coinvolti, ora, questa consuetudine è messa in discussione e la decisione è lasciata all’arbitrarietà delle scelte regionali che verranno fatte secondo un giudizio che sarà ispirato no alla democrazia ma alle logiche e agli interessi degli organi di partito.

Su questi temi la nostra valutazione è che il Partito Democratico, autore di scelte spesso non condivise, esempio la riforma sanitaria regionale, la riorganizzazione degli ospedali con sicura penalizzazione di quello del Casentino, teme e quindi rifiuta la verifica delle volontà popolari che in molti casi rifiuterebbe le scelte fatte dai politici e burocrati regionali.

Ma relativamente alle fusioni dei comuni casentinesi, cosa ci dobbiamo aspettare?

gli organi preposti a dirimere i conflitti fra le varie posizione, prenderanno i loro tempi per decidere e non chiariranno niente se non dopo la scelta che il Partito Democratico/regione decideranno per ripicca  o per interessi locali di partito.

Noi come Forza Italia diciamo che la  volontà dei cittadini debba essere rispettata e per sostenerla occorrerà, prendere iniziative a tutti i livelli istituzionali e locali  allo scopo di difendere il diritto contro il sopruso perpetuato dalla politica regionale nell’interesse di pochi  contro l’interesse palesemente sostenuto dalle popolazioni interessate.

F.to: Felice Maurizio D’Ettore – Coordinatore Provinciale

Lorenzo Ricci – Responsabile servizi pubblici locali e politiche di vallata

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