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Piano delle opere pubbliche: "ennesima conferma di improvvisazione e mancanza di strategia"

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Piano delle opere pubbliche: "ennesima conferma di improvvisazione e mancanza di strategia"

Dichiarazione dei gruppi consiliari Pd e Arezzo in Comune

 

 

Lunedì andrà all'esame del Consiglio comunale il Piano delle opere del Comune di Arezzo. Chi si attendeva non diciamo grandi novità ma almeno piccoli segnali, rimarrà deluso.

Due le caratteristiche principali: improvvisazione e incertezza.

Cominciamo dalla prima. Solo due mesi fa erano stati programmati due importanti operazioni per il 2016: l'attesa rotatoria in via Fiorentina e un project financing per la sistemazione dell'area antistante la stazione e il parcheggio di Campo di Marte. Circa 3 milioni il primo intervento, 8 milioni il secondo.

Passate poco settimane, si legge il Piano delle opere e queste due voci sono scomparse completamente dal triennale. Le risorse disponibili sono state dirottate altrove. 3 milioni di euro, ad esempio, per lavori di manutenzione a infrastrutture. Quali? Non è dato saperlo. Non vogliamo essere certosini ma non chiarire dove vengono spesi 3 milioni di euro, vuol dire che la Giunta non sa dove spenderli. Probabilmente si è accorta di essere in ritardo per le opere che aveva annunciato due mesi addietro, ha messo i progetto nel cassetto e dal cilindro ha quindi estratto un generico impegno di spesa in manutenzione a infrastrutture. E questa genericità è la cartina di tornasole che l'Amministrazione Ghinelli: non ha la consapevolezza dei problemi del territorio, non ha una gerarchia delle priorità, non ha idea di dove spendere prima e dove dopo. Non male, al termine di nove mesi di amministrazione.

Se a questo elemento aggiungiamo la perdita del finanziamento per il Polo Digitale, lo slittamento al 2017 della cassa di espansione già finanziata del Bicchieraia, l'assenza di un qualsiasi investimento nelle frazioni si comprende come l'Amministrazione Ghinelli si muova alla cieca e a tentoni cerchi di procedere verso una meta che non è dato conoscere.

Si parla molto di rilancio turistico ma il progetto del cosiddetto “Museo dell’Oro”, di forte valenza promozionale del settore e della città, al quale la giunta Ghinelli sembrava essersi finalmente riconvertita, non si ritrova nel Piano. Un progetto possibile con il contributo della Regione e la collaborazione di Camera di Commercio e Arezzo Fiere, sinergie essenziali ma che non rientrano negli obiettivi e nel modo di operare dell’Amministrazione.

Nel dibattito consiliare di lunedì, i gruppi consiliari Pd e Arezzo in Comune cercheranno di far riflettere Giunta e maggioranza sulla necessità di superare lentezze,  ritardi e incertezze, per non perdere i rilevanti finanziamenti pubblici che ha ereditato, intervenire nella riqualificazione dell’area della stazione e in via Fiorentina, nonché sul rischio idraulico. Fondamentale sarà poi un'altra scelta: non considerare chi vive nelle frazioni  e periferie cittadini di serie B. E questo lo si può fare predisponendo un piano per le manutenzioni e le piccole opere che interessano queste realtà, finanziato con le risorse regionali certe ereditate dalla precedente amministrazione. Insisteremo anche se l'abbandono del progetto del centro sociale di Frassineto è un chiaro indicatore di disinteresse amministrativo.

 

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