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FRAZIONI UCCISE DALL'INCURIA DELLA GIUNTA FANFANI, BRACCIALI RIFLETTA. LE SAGRE SARANNO VALORIZZATE

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FRAZIONI UCCISE DALL'INCURIA DELLA GIUNTA FANFANI, BRACCIALI RIFLETTA. LE SAGRE SARANNO VALORIZZATE
 
 
 
Abbiamo ritenuto opportuno ricorrere ad una revisione del vigente regolamento sulle sagre e feste paesane per evitare il proliferarsi di eventi simili che talvolta non hanno alcuna valenza sociale e nulla hanno a che vedere con le vere tradizioni dei nostri territori.
 
Non penalizzeremo le vere sagre e le vere feste paesane oggi esistenti, anzi: il nostro intento è proprio quello di valorizzare questi eventi che rivestono un ruolo di primaria importanza sia dal punto di vista dell'aggregazione sia per la funzione di supporto ad attività culturali, sportive e di solidarietà.
Allo stesso tempo è doveroso porre l'attenzione su alcune problematiche che impattano anche sul mondo del commercio, finora poco approfondite e regolamentate, che sono sostanzialmente tre: la tipicità dei prodotti impiegati, la filiera corta e il rapporto tra attività alimentari e non alimentari.
 
Non è possibile per le sagre, come espresso dalla legge, fare ristorazione generica. E' opportuno che i menù proposti siano legati ai prodotti tipici promossi: non riteniamo giusto che, ad esempio, si offra un servizio di pizzeria se la pizza non è il prodotto tipico. Ovviamente è necessaria una certa elasticità per le pietanze di contorno e di minor rilevanza, così come per le bevande.
 
Il reperimento degli alimenti deve coinvolgere i produttori locali, non per ragioni di campanilismo ma per la stessa natura degli eventi: se si promuove un prodotto tipico esso è necessariamente commercializzato in loco e nelle vicinanze, non ha senso acquistarlo da altre zone d'Italia o addirittura all'estero.
 
Infine, dato che tra gli scopi delle sagre e delle feste paesane rientrano finalità di aggregazione, divertimento, riscoperta delle tradizioni e delle usanze locali, è necessario che siano allestiti spazi necessari per lo svolgimento di queste attività. Non si può ridurre una sagra solo ad un ristorante.
 
Tutto ciò è già ampiamente condiviso dalla maggioranza delle sagre e delle feste paesane del Comune di Arezzo e riteniamo che scriverlo nel regolamento vada a tutela di tutti, in primis degli organizzatori.
 
Abbiamo ritenuto opportuno aggiungere dei vincoli sulla durata e sul numero di questi eventi, in quanto fino allo scorso anno erano presenti a calendario una quantità eccessiva di "giorni sagra", circa 160.
Se però il problema è dato dai numeri, siamo disponibili a discuterne sia in commissione che in consiglio comunale, oltre che con gli organizzatori e i responsabili delle sagre e delle feste paesane, che sono già stati convocati e saranno ascoltati prima della decisione finale.
 
La polemica scatenata da Bracciali è altamente strumentale, infatti è difficile credere al capogruppo del PD della scorsa consiliatura quando parla di "funerale delle frazioni" a causa di questo nuovo regolamento. Le frazioni di Arezzo sono state totalmente dimenticate dalla precedente Amministrazione, è sotto gli occhi di tutti, e ne abbiamo avuto conferma in questo primo ciclo di incontri con i cittadini conclusosi ieri sera ad Indicatore.
 
A tal proposito, in sede di approvazione del Bilancio di previsione, destineremo importanti fondi proprio per la manutenzione ordinaria delle frazioni e delle periferie non più rimandabile, spostando la realizzazione di alcune grandi opere al prossimo anno.
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