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Catiuscia Fei, vicedirettore Confcommercio Arezzo, risponde al consigliere Matteo Bracciali

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Catiuscia Fei, vicedirettore Confcommercio Arezzo, risponde al consigliere Matteo Bracciali

A proposito di sagre e altri eventi di somministrazione parallela

 

“L’intervento del consigliere Matteo Bracciali dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, come la politica utilizzi sagre e feste varie come forme di organizzazione del consenso. Così, mentre le sagre vere valorizzano il territorio e le sue tipicità, creando momenti di socialità insostituibili, quelle finte servono solo a fare cassa per finanziare questo o quel gruppo di interesse con il benestare della politica. Qualcuno, non contento, arriva addirittura ad organizzare servizi di catering tutto l’anno e a proporre ogni fine settimana cene  a base di pizza e altri menù. Si tratta di vere e proprie attività d’impresa mascherate, che fanno concorrenza sleale alle imprese regolari del settore. Che, a scanso di equivoci, sono le uniche che creano occupazione e ricchezza sul territorio.

Noi chiediamo da anni di mettere un argine agli abusi della somministrazione parallela, e lo facciamo con forza sempre maggiore perché il fenomeno cresce a vista d’occhio ed è preoccupante anche sotto il profilo giuslavorativo, fiscale e non ultimo per la salute pubblica, visto che le autorità competenti non riescono a controllare le sagre così come fanno con i locali.

Eppure ci sono dei criteri semplici per distinguere le sagre false da quelle vere, come la sagra della bistecca a Cortona o della polenta a Monterchi, che durano tre giorni, si concentrano solo su un prodotto tipico e rappresentano reali eventi di promozione del territorio.

Ora nel solo Comune di Arezzo ci sono oltre 180 giorni di sagre l’anno, ci pare francamente eccessivo. Se la politica avalla questo abuso dovrà risponderne in primis agli occupati del settore ristorazione.

Per quanto riguarda poi gli eventi food organizzati in città, ai quali il consigliere Bracciali si riferisce, sappia che in quelli organizzati da Confcommercio si chiede sempre la collaborazione degli operatori locali. Ne è un esempio il Mercato internazionale di ottobre: di anno in anno il circuito degli stand si è arricchito di tante presenze “aretine doc” e i locali dell’area aspettano ormai l’evento per potenziare l’offerta in quei giorni, cogliendo l’occasione di decine di migliaia di presenze in più in città per farsi pubblicità e lavorare di più”. 

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