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E’ iniziata la fase piu’ delicata: la procedura di cessione della Nuova Banca Etruria

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E’ iniziata la fase piu’ delicata: la procedura di cessione della Nuova Banca Etruria

Il termine per le manifestazioni di interesse è scaduto. In realtà non è scaduto nulla, perchè Bankitalia può fare ciò che vuole!




Non è neppure immaginabile che Banca d’Italia non abbia già un suo progetto di cessione relativamente alle quattro banche fallite. Non è un caso infatti che via Nazionale si sia riservata in qualsiasi momento di «recedere, sospendere, interrompere e/o modificare i termini» della vendita, nonchè di «contattare potenziali acquirenti», in modo autonomo e a propria insindacabile discrezione. Potere assoluto e giudizio finale senza appello.

Possiamo dunque affermare che da quello che accadrà nelle prossime settimane, sarà possibile intuire e finalmente interpretare, quello che è accaduto in quest’ultimo anno.

In parole antiche, sarà possibile rispondere alla domanda latina: "Cui prodest ?" 

Se infatti non ci fosse un piano già pronto nei cassetti della burocrazia finanziaria italiana, significherebbe che siamo in mano a dei veri e propri dilettanti allo sbaraglio, ma poiché non credo sia così, non ci resta che aspettare e vedere quello che succede.  

Non è tuttavia difficile intuire, che il polverone che si è alzato a seguito della vicenda, abbia scompaginato non solo le carte sulla tavola, ma forse anche quelle conservate gelosamente nei cassetti. Significativa è l’assenza della BPER dalle manifestazioni di interesse. Della serie: “Mi si nota piu’ se ci sono o se non ci sono?”

Governo e Parlamento sono in stato di grande allarme: se nelle stanze dei bottoni che hanno orchestrato questa operazione, qualcuno pensava fosse possibile chiudere la vicenda con poca vaselina negli ingranaggi giusti, è banale constatare che la situazione sia decisamente sfuggita di mano. Questa fase è secondo me l’esame di riparazione per lo stesso Ignazio Visco e per qualche boiardo di Bankitalia, che in questa vicenda rischia di veder finire la tanto ambita carriera. Lo stesso governatore, deve dimostrare assolutamente oggi, di avere ben saldo nelle mani il timone della banca centrale.

Di intuizione in intuizione: in questo momento i rapporti tra via Nazionale e palazzo Chigi dovrebbero essere piuttosto tesi. Il governatore è uomo che fu di Silvio Berlusconi, a cui il premier aveva rinnovato ampia fiducia; ma non c’è dubbio che il governo, accettando senza alcuna obiezione tutte le decisioni prese da Bankitalia, si sia tirato addosso una delle piu’ gravi crisi finanziarie e di consenso, dal giorno delle elezioni.

Con tutta la buona volontà, è difficile non immaginare che nello stesso premier non ci sia il retropensiero che tutta la vicenda non sia stato un boccone avvelenato per il governo. E’ altrettanto difficile non immaginare che in questo momento al ministero dell’economia, non ci sia qualcuno che stia marcando stretto Bankitalia: alla prima mossa falsa, si vedranno cadere molte teste!  

Dopo aver dato tanto spazio alla fantasia, che ci dipinge un quadro a tinte fosche, fatto di nervi tesi e notti insonni, ci prepariamo all' analisi degli ultimi atti di questa vicenda, che darà da scrivere alla stampa almeno per tutto l’anno 2016 e che sarà ricordata anche nei libri di storia delle medie.

La Nazione ci racconta oggi, che dall’estero sono arrivate tre manifestazioni di interesse da parte di fondi internazionali disposti ad entrare nel capitale sociale delle quattro banche, chiamati in causa da Bloomberg, ossia Apollo Global Management di New York, Centerbridge, anch’esso con base a Wall Street, e Anacap, che invece sta a Londra e che per Banca Etruria aveva già presentato una proposta di due diligence alla vigilia del commissariamento di febbraio.

L'espressione inglese due diligence (in italiano: dovuta diligenza) indica l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa. Il fine di questa attività è quello di valutare la convenienza di un affare e di identificarne i rischi e i problemi connessi, sia per negoziare termini e condizioni del contratto, sia per predisporre adeguati strumenti di garanzia, di indennizzo o di risarcimento.

Vedremo chi Bankitalia deciderà di ammettere alla Data Room (stanza dei dati).

Le Data Room sono usate in numerosi tipi di transazione dove un venditore o un'autorità devono rivelare una grande quantità di dati riservati, confidenziali (comunque non destinati al pubblico), inerenti al bene in vendita, agli interessati all'acquisto, tipicamente nel corso di un'operazione di due diligence per la cessione di un'azienda o di un ramo di essa. Un tempo era davvero una stanza costantemente sorvegliata, situata, di solito, presso la sede del venditore, che gli interessati all'acquisto e i loro consulenti potevano visitare allo scopo di consultare documenti, registri ed altri dati resi disponibili. Gli interessati all'acquisto, spesso, venivano ammessi alla data room uno alla volta.

Sbaglierebbe di grosso la nostra banca centrale, pensando che gli aretini abbiano tutti l’anello al naso. Nonostante tutte le armi di distrazioni di massa messe in campo, che hanno spostato l’attenzione dei media su temi insipidi e destinate a evaporare come la nebbia tra i “Boschi” dell’Appennino al levarsi del sole, continuiamo a pensare che proprio gli amici degli amici, che aspettavano di cogliere la mela fatta maturare dai “magheggi” finanziari di stato, stiano oggi pensando che quella mela sia divenuta un frutto avvelenato. Chissà chi avrà il coraggio di dare il primo morso. Oggi ci vuol coraggio anche per quello! 

Noi continueremo ad osservare cercando di intuire... 

Cogli la prima mela,

e fortuna a chi se ne va

cogli la prima mela...   


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