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Arezzo aderisce al Movimento SlotMob

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Arezzo aderisce al Movimento SlotMob

 

 

 

Riconoscimento per i gestori dei locali che rinunciano agli introiti delle slot-machine. “Si tratta – ha sottolineato l’assessore alle politiche sociali del Comune di Arezzo, Lucia Tanti – del Movimento SlotMob, una scelta coraggiosa e controcorrente per dire no alla dipendenza da gioco che spesso comincia e cresce dentro il bar di quartiere. Un'iniziativa molto intelligente e strategica per l'amministrazione nell'ambito delle politiche sociali, familiari e giovanili. Tra le nuove dipendenze, infatti, è molto sentita quella del gioco d'azzardo, alla quale intendiamo porre attenzione insieme a coloro che in città già le stanno combattendo. Quindi, ho voluto aprire un percorso di collaborazione nuovo per porre l'attenzione su due aspetti: il gioco quando è così non fa bene e spesso intorno al gioco d'azzardo girano soldi cattivi”.

Il Movimento SlotMob ad Arezzo è nato il 3 ottobre 2015 con una iniziativa volta a premiare i bar che scelgono di rinunciare ai facili guadagni delle slot machines, che impoveriscono le famiglie. In quell'occasione è stato fatto il primo SlotMob al Bar 500.

La campagna SlotMob è nata in Italia a luglio 2013, promossa da vari esponenti della società civile, per combattere il problema del gioco d’azzardo legalizzato che sta dilagando. Si tratta di scegliere un bar che ha deciso di rinunciare al gioco d’azzardo e fare una colazione o aperitivo di massa proponendo per contrapposizione di curare il cattivo gioco con il buon gioco, che è sempre un bene relazionale, organizzando, in concomitanza dello SlotMob, ad esempio un torneo di calcio balilla.

“In città aderiscono a questa iniziativa FUCI Arezzo (Federazione Universitaria Cattolica Italiana, gruppo di Arezzo), Movimento dei Focolari, Azzerobla e Mi Rimetto in Gioco ma vorremmo che questo fosse un impegno sempre più condiviso da tutta la cittadinanza. Ringraziamo l’assessore Tanti per la sua sensibilità su questa problematica e ci auguriamo una fruttuosa collaborazione futura. Non ci aspettiamo di risolvere il problema, ci sono già gli esperti, come il Sert (col quale abbiamo iniziato una collaborazione) che lavorano quotidianamente in questo campo ma pensiamo, come cittadini, che con le nostre decisioni di tutti i giorni, come scegliere dove prendere il caffè o fare colazione, possiamo piano piano cambiare la mentalità collettiva – ha spiegato Paolo Giusti, referente del Movimento  SlotMob Arezzo. Abbiamo già un dialogo aperto con alcuni commercianti che stanno rinunciando alle slot machines e nei prossimi mesi speriamo con il loro aiuto, sappiamo hanno a cuore i loro clienti, di avere nella nostra città sempre più bar slot-free. Il nostro sostegno è alla loro scelta etica”.

Marco Becattini, responsabile Sert Arezzo: “riguardo al gioco zone franche non ce ne sono. Sono qui con stima per questa iniziativa, ma anche con dovere: per incoraggiare e far comprendere che si può fare senza gioco sia ai giocatori patologici che a quelli legati all'abitudine del gioco, che in tempi di crisi diventa una strada per far fronte alle difficoltà economiche. Nella maggior parte dei casi giocando piccole cifre alcuni hanno fatto grosse vincite e hanno pensato che fosse una soluzione facile. Come per tutte le dipendenze il giocatore perde la famiglia, gli affetti, i propri interessi. L'identikit del giocatore aretino tipo: 45 anni, uomo, con un lavoro precario ma con un'occupazione stabile fino a poco fa, che gioca per recuperare quanto perde. Da dieci anni lavoriamo a un tavolo con forze dell'ordine, gestori, Comune, Caritas e associazioni per combattere il gioco patologico. E avremmo piacere che ne entrasse a far parte anche SlotMob”.

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