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Secondo il quotidiano la Repubblica Bronchi e Fornasari si sentirebbero incastrati da Bankitalia

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Secondo il quotidiano la Repubblica Bronchi e Fornasari si sentirebbero incastrati da Bankitalia

La Repubblica porta l’esempio dell’ex presidente Giuseppe Fornasari e dell’ex direttore generale Luca Bronchi.

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Le responsabilità sarebbero del consiglio di amministrazione, mentre la Banca d'Italia aveva già chiara la situazione di Banca Etruria nel 2013. Inoltre le sofferenze, più che dalle scelte manageriali, dipenderebbero dall'andamento del mercato e dalla crisi finanziaria. Questa, come scrive Il Sole 24 Ore, la difesa inviata a Palazzo Koch dall'ex presidente dell'istituto aretino, Giuseppe Fornasari, e dall'ex direttore generale, Luca Bronchi, e che adesso fa parte del materiale all'esame della procura di Arezzo, guidata da Roberto Rossi.

I due sono indagati dalla procura di Arezzo e sono ritenuti, in virtù dei ruoli che ricoprivano, tra i maggiori responsabili del dissesto della Popolare. Ma nella memoria difensiva congiunta di cinquanta pagine consegnata alla Banca d’Italia nel tentativo di evitare o perlomeno attenuare le sanzioni in arrivo, ribaltano le accuse, chiamando in causa direttamente il governatore Ignazio Visco e la lettera che inviò al cda dell’Etruria il 5 dicembre 2013.

Nella lettera Visco chiedeva l’integrazione con un gruppo di adeguato standing. Secondo gli ex manager Bankitalia avrebbe avuto 2 facce: nel 2013 ordinò di occuparsi solo della fusione con un altro istituto bancario, nel 2015 ha invece contestato decine di provvedimenti non presi. 

Ma non solo. Fornasari nella sua memoria, scarica tutte le responsabilità sul CDA nel suo complesso: «Emblematiche sono le presunte responsabilità del presidente, al quale, seguendo il ragionamento svolto nel rapporto ispettivo, vengono attribuite delle non meglio precisate violazioni, invece, per espressa disposizione di legge, a tale organo non possono essere delegati compiti esecutivi, avendo quest'ultimo esclusivamente l'onere di favorire la dialettica interna, il bilanciamento dei poteri e l'adeguata circolazione delle informazioni all'interno del cda».

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