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Analisi di un (possibile) delitto contro la Costituzione...

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Analisi di un (possibile) delitto contro la Costituzione...

Lunedì 11 gennaio ­‐ dalle 15.30 presso la Camera dei Deputati a Roma – il “Comitato per il NO nel Referendum Costituzionale sulla Legge Renzi-­‐Boschi” illustrerà con dovizia di particolari le gravi violazioni che saranno apportate ai principi supremi della Carta da questa vera e propria contro-­‐riforma.

 

La prima violazione riguarda l’art. 1 della Costituzione, dove è sancito il principio della sovranità popolare, considerato “non eliminabile” da almeno cinque sentenze della Corte (l’ultima la n. 1 del 2014, secondo la quale “la volontà dei cittadini espressa attraverso il voto…costituisce il principale strumento di manifestazione della sovranità popolare…”).

Per l’elezione dei nuovi Senatori, infatti, da una parte si prevede che i senatori-­‐consiglieri/sindaci non siano eletti nemmeno in via indiretta dai cittadini, dall’altra si disciplina che la scelta avvenga da parte dei consiglieri regionali, i quali – però – dovrebbero “conformarsi” al risultato delle regionali.

Quindi delle due l’una: o l’elezione dei senatori-­‐consiglieri/sindaci si uniformerà completamente al risultato delle elezioni regionali e allora ne rappresenterà un inutile doppione…oppure se ne distaccherà e allora violerà il principio dell’elezione diretta del Senato come sancito dall’art. 1 della Costituzione. Inoltre, solo l’elezione diretta potrebbe consentire di affrancare l’elezione del Senato dalle liti esistenti nei sistemi politici regionali dominati da una miriade di cacicchi locali, sovente serbatoi di scandali e corruttele…

La seconda violazione concerne i principi di eguaglianza e razionalità di cui all’art. 3 della Costituzione (rilevati da quattro sentenze della Corte). Da una parte si evidenzia l’eccessiva differenza numerica dei deputati rispetto ai senatori, che rende di fatto ininfluente, nelle riunioni del Parlamento in seduta comune per l’elezione sia del Presidente della Repubblica sia dei membri laici del CSM, la presenza del Senato…

Dall’altra, la competenza dei 100 senatori a eleggere 2 giudici costituzionali mentre i 630 deputati ne eleggerebbero solo 3, solleva sia un problema di proporzionalità (stavolta a svantaggio della Camera) sia un ragionevole dubbio di inadeguatezza dei senatori nella scelta dei giudici costituzionali, che finirebbe per essere effettuata dalle segreterie nazionali dei partiti.

Non si può nemmeno trascurare che in base alla controriforma Renzi-Boschi-Verdini, i 95 senatori eletti dai consigli regionali eserciterebbero part time le funzioni di sindaci o consiglieri regionali, quindi è gioco facile prevedere che le funzioni senatoriali rappresenterebbero una sorta di dopo lavoro, con un’ulteriore lampante violazione del principio di eguaglianza e razionalità. Dopo aver approfondito quelle che a mio parere sono le due principali violazioni della Costituzione perpetrate dal Governo  tra l’altro non eletto da nessuno, che ha una maggioranza parlamentare “drogata” da una legge elettorale (il porcellum) dichiarata incostituzionale dalla Corte e che quindi non ha legittimazione alcuna nello stravolgere radicalmente l’impianto costituzionale del 1948, nella seconda parte metterò insieme i tasselli con i quali cercherò di spiegare i motivi per i quali nella prossima battaglia referendaria darò tutto me stesso per la vittoria del NO a questa “schiforma”…

 

 

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