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Banca Etruria: Adusbef e Federconsumatori non vedono chiaro sull'operato dei commissari

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Banca Etruria: Adusbef e Federconsumatori non vedono chiaro sull'operato dei commissari

 

ROMA. Con provvedimento dell’11 febbraio 2015, venne commissariata la Banca Popolare dell’Etruria con la Banca d’Italia che nominò commissari straordinari i soliti fiduciari (Riccardo Sora indagato dalla Procura di Rimini) e Antonio Pironti;  mentre Paola Leone, Silvio Martuccelli e Gaetano Maria Giovanni Presti vennero insediati nel Comitato di Sorveglianza.  La procedura di amministrazione straordinaria, sotto la supervisione di Bankitalia- recitò la consueta velina-, avrà il compito di “condurre l’attività aziendale secondo criteri di sana e prudente gestione e di individuare le iniziative necessarie per il superamento della crisi aziendale”.

Non è dato sapere quali iniziative abbiano assunto i commissari Sora e Pironti, consueti fiduciari di Bankitalia, in questa (come in altre) gestione commissariale per superare la crisi, ma nel caso di Banca Etruria, emergono fatti penalmente rilevanti a danno dei risparmiatori espropriati dal decreto del Governo 22.11.2015, che Adusbef e Federconsumatori hanno segnalato alle Procure, in aggiunta alla raffica degli altri esposti denunce, inviati anche ad Arezzo.

Fino al 2014 la Popolare dell’Etruria era stata gestita dallo storico presidente Giuseppe Fornasari. Al momento del commissariamento, l’11 febbraio 2015, presidente dell’istituto era Lorenzo Rosi, con vicepresidenti Pier Luigi Boschi — padre del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi — e Alfredo Berni; il direttore generale era Daniele Cabiati, subentrato nell’agosto 2014 a Luca Bronchi.

Come risulta da notizie di stampa –allegate negli esposti-  il 5 febbraio 2015, sul tavolo dell’allora presidente di Banca Etruria, Lorenzo Rosi, arrivò una richiesta di un Fondo di investimento inglese, Anacap, per l’avvio di ‘due diligence’ sui crediti del gruppo, con la proposta di acquistare tutte le sofferenze, circa 2 miliardi di euro, ad un prezzo tra il 28 ed il 32% del valore nominale, con la disponibilità ad entrare nel capitale dell’Istituto e la partecipazione ad un successivo aumento di capitale.  Anacap, tra il 2014 ed il 2015, grazie ai buoni uffici di banca Imi, aveva già acquistato circa 6 miliardi di sofferenze bancarie, buona parte, 3 miliardi  da Unicredit.

Il valore minimo dato quindi da Anacap ai 2 miliardi di sofferenze di Banca Etruria, era nel febbraio scorso, di 560 milioni di euro, un prezzo svilito dalle valutazioni di Bankitalia, che non si degna neppure di comunicare, come sarebbe doveroso,  a quali perizie abbia fatto ricorso, per valutare le sofferenze di CariChieti, CariFerrara, Banca Marche e Banca Etruria, il 17,4 %, facendo così perdere soltanto ai risparmiatori truffati di Banca Etruria, ben 212 milioni di euro, nell’ipotesi della forchetta minima del prezzo offerto.

La deferenza dei magistrati verso Bankitalia ed i fiduciari nominati, che riescono a peggiorare in molti casi le crisi bancarie invece di migliorale (come si può oggettivamente rilevare nei casi di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti,CariFerrara), deve finire. Perciò Adusbef e Federconsumatori, negli esposti denunce depositati oggi, hanno chiesto di verificare i comportamenti dei commissari, nel caso di specie di Banca Etruria (in particolare di Riccardo Sora), che hanno cestinato l’offerta di un fondo estero sulle sofferenze, che se accolta e diligentemente valutata, avrebbe consentito un esito diverso, rinnovando richieste di perizie super-partes sulle sofferenze delle 4 banche, svilite al 17,4, con effetto domino sulle sofferenze di sistema.

Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

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