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Prosegue l’operazione “recupero crediti” della Asl

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Prosegue l’operazione “recupero crediti” della Asl

Migliaia hanno regolarizzato le proprie posizioni. Sono 40.000 in questa prima fase gli aretini interessati

 

 

Per gli anni 2013 e 2014 in cassa mancano un milione e settecentomila euro per mancati pagamenti di ticket e per “sanzione” verso coloro che hanno prenotato una visita sena presentarsi e senza disdire. Cosa fare se arriva il sollecito di pagamento e invece si è in regola

AREZZO – Prosegue con ordine  l’operazione di recupero dei crediti iniziata a fine ottobre con cui la Asl8 invita quasi 40.000 aretini a regolarizzare la propria posizione debitoria. Una iniziativa in corso in tutta la Regione Toscana.

Due le tipologie principali di “infrazione”.

C’è chi ha prenotato una prestazione ambulatoriale e non si è presentato senza avere disdetto almeno 48 ore prima, che nel biennio 2013-2014 hanno prodotto un danno pari a 20.000 ore di attività per il personale sanitario, oltre 40.000 visite “saltate”, il personale inutilizzato e l’inevitabile allungamento delle liste di attesa sono costati circa 1 milione e 100.000 euro.

Poi il “classico” non pagamento del ticket: secondo il calcolo degli uffici amministrativi le prestazioni ambulatoriali ottenute senza poi regolarizzare il ticket hanno fatto mancare alle casse della Asl 600.000 euro.

Finito questo primo biennio, l’Azienda sanitaria procederà al recupero analogo per il biennio 2011-2012, che risulta avere le stesse dimensioni. 

COME RISANARE QUESTO DEBITO

Da fine ottobre ad oggi già migliaia di lettere sono state recapitate ai cittadini inadempienti. Ciascuna di esse contiene una descrizione dell’infrazione contestata, con annesso avviso di pagamento bonario e in allegato il bollettino con l’ammontare da versare entro 30 giorni dal ricevimento presso qualsiasi sportello di Poste italiane. Coloro che non rispettano questo limite temporale riceveranno un’intimazione di pagamento tramite raccomandata, per la quale avranno altri 30 giorni a disposizione per il versamento della somma da risarcire. A scadenza di questo secondo periodo, se ancora non si è provveduto al pagamento, la somma verrà “iscritta a ruolo”, ossia coloro che non hanno eseguito il pagamento verranno segnalati all’Agenzia delle Entrate che provvederà alla riscossione forzata tramite Equitalia.

POSSIBILI COMUNICAZIONI ERRATE

Tutte le Asl hanno ricavato l’elenco delle posizioni debitorie dai loro archivi elettronici contabili. Un enorme “libro mastro” digitale nel quale confluiscono milioni di dati, compreso ovviamente le prenotazioni, l’ammontare della compartecipazione diretta (ticket) l’avvenuto pagamento, le “mancate riscossioni” e le prestazioni non disdette entro il termine delle 48 ore precedenti. In automatico il sistema informatico estrae l’elenco dei cittadini da richiamare ai loro doveri di compartecipazione. Al momento della spedizione delle lettere gli impiegati eseguono anche un ultimo controllo, legato soprattutto ad errori macroscopici che il sistema può compiere (dalla ripetizione automatica di nominativi, a cifre non congruenti, ad indirizzi fantasma e altro ancora).

Ma può anche accadere che lo stesso sistema non abbia “incasellato” correttamente pagamenti avvenuti. Già qualche caso da ottobre ad oggi si è verificato. Un caso emblematico per tutti,  quello di alcuni cittadini di un piccolo paese della Valtiberina che pur avendo eseguito il pagamento attraverso sistemi non informatizzati, non esistendo in quella località il sistema collegato digitalizzato, si sono visti recapitare l’avviso. E’ ovvio che presentando la ricevuta dell’avvenuto pagamento assieme alla lettera della Asl, l’Azienda procede direttamente a depennare quel nominativo da coloro che devono pagare. Ed anzi, l’Azienda da una parte si scusa con coloro che hanno dovuto perdere del tempo per spiegare che tutto era regolare, e si impegna in occasione delle prossime spedizioni ad affinare le procedure di controllo. Ma non è possibile promettere che questo tipo di errore non si ripeta.  Resta inteso che quando un cittadino sa di essere in regola non deve assolutamente temere nulla: nell’avviso di pagamento annesso alla lettera sono riportati, in dettaglio,  i riferimenti (giorni e orari) degli uffici da contattare per far cancellare la propria non corretta posizione debitoria. 

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