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A proposito delle terapie del dolore...

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A proposito delle terapie del dolore...

Scusa l'uso sconclusionato delle maiuscole ma il mio scrittore vocale non ha ancora imparato perfettamente A scrivere! Sono tetraplegica e ho difficoltà a scrivere testi molto lunghi quindi mi affido alla tecnologia che però non è ancora perfetta.

 

 

Cara Serena, avevo pensato di fare eventualmente qualche piccola correzione, ma mi sono reso conto che non sarebbe stato giusto. Il tuo sforzo per scriverci questo articolo, è così imponente, che anche i piccoli errori devono essere amati ed apprezzati: rappresentano il desiderio di esserci. Coloro che non apprezzano la bellezza e la fortuna di essere sani, potranno far tesoro ancora di piu’ delle tue parole. Grazie per averci scritto  

 

Innanzitutto bisogna iniziare col chiamare le cose con il loro nome. Quando si usa la parola marijuana ci si riferisce solamente alla sostanza ottenuta dalle infiorescenze essiccate di Cannabis ovvero di canapa.

L'uomo utilizza le proprietà mediche della canapa da tempo immemore. Se ne parla nei trattati della medicina tradizionale cinese, in quelli indiani e mediorientali fino ad arrivare a Plinio il vecchio e a Galeno.

La canapa che oggi è illegale, più o meno, è la stessa che i nostri bisnonni, prima del proibizionismo , utilizzavano per farne tessuti estremamente resistenti e corde (i canapi).

L'utilizzo della canapa a scopi terapeutici in Italia è perfettamente legale.

Esistono varie tipologie di farmaci a base di cannabinoidi, le sostanze contenute nella canapa.

Nel nostro paese vengono importati principalmente;

1) Infiorescenze di Cannabis sativa prodotte e commercializzate dal Ministero salute e sport olandese con i nome commerciale di Bedrocan

2) uno spray sublinguale con un estratto (a partire da varietà botaniche di canapa) di THC e CBD dal nome commerciale di SATIVEXprescrivibile, peró, solo per le persone affette da Sclerosi Multipla.

Non sempre ottenere questi farmaci è semplice. Tanti, tantissimi vivono un vero e proprio calvario tra procedure complesse e intoppi burocratici e Spesso, i malati, oltretutto,devono pagare di tasca propria la terapia.

Ad ora sono state le leggi regionali a regolamentare l’utilizzo e l’erogazione a carico del Sistema Sanitario di farmaci a base di canapa all’interno del territorio italiano.

11 le Regioni che hanno approvato una legge in materia ma la maggioranza di esse non ha ancora pubblicato un regolamento attuativo dopo l’approvazione delle normative rendendole, di fatto, inapplicabili.

Per la verità la cannabis a livello terapeutico è già legale in tutta Italia grazie a due decreti che hanno reso legale prima l’utilizzo del SATIVEX e poi dei derivati della pianta in inflorescenze. Per la legislazione italiana il costo del farmaco è interamente a carico Dei malati  mentre sono le leggi regionali che  lo rendono rimborsabile dal Sistema Sanitario Regionale, togliendo quindi la spesa, estremamente onerosa, dalle spalle dei pazienti.

Le infiorescenze di cannabis possono arrivare a costare fino 37€ il grammo e le prescrizioni variano da uno a 5 g il giorno. Fatti due conti si può capire quello che può significare curarsi.

La regione Toscana è stata la prima, nel maggio 2012 ad approvare una legge in materia pubblicando anche’ tempestivamente,  i decreti attuativi.

La legge toscana prevede che, quando la somministrazione avvenga in ambito ospedaliero (  o cche la fase di inizio del trattamento sia presso ospedali), la spesa è del tutto rimborsabile mentre quando le prescrizioni avvengono in ambito non ospedaliero le ASL fungono da aiuto ai malati nell’aquisto del farmaco.

Dall’aprile di quest’anno, sempre in Toscana, anche i medici di famiglia oltre gli specialisti ospedalieri possono prescrivere i farmaci derivati dalla canapa.

Nonostante la nostra regione abbia approvato una normativa estremamente avanzata e nonostante nella nostra Asl ci siano medici e professionisti molto sensibili periodicamente si ripresenta il problema dell'approvvigionamento del Bedrocan.

Il ministero della Sanità olandese non è sempre in grado di procedere alla consegna del medicinale  nelle quantità richieste dalle varie Asl italiane  per effetto dell'aumento delle richieste.

Sovente, quindi, anche ad Arezzo, non è stata garantita la continuità della cura.

Non dimentichiamo che stiamo parlando di farmaci che vengono impiegati sopratutto  per alleviare dolori e spasmi muscolari in ambito neurologico e oncologico quindi si può ben immaginare cosa significhi non poterli utilizzare. Dire che la situazione crea disagio è uneufemismo. Ci sono persone disperate. I malati pur avendo a disposizione farmaci dagli effetti simili, spesso, ipreferiscono andare a reperire la sostanza sul mercato nero perché I medicinali dagli effetti similari sono meno tollerati e hanno effetti collaterali più invasivi.  Un esempio, ed è solo uno dei  tantissimi impossibili  è quello delle sostanze oppiacee Che rendono estremamente costipati con un disagio continuo per chi le assume.

Le infiorescenze di canapa di provenienza illecita, come è facile immaginare, non sono controllate, possono  aver subito contaminazioni sia biologiche sia chimiche con conseguenze sulla sicurezza dei pazienti. Non solo, l'acquisto sul mercato nero finisce per foraggiare la mafia.

Tutto potrebbe essere più semplice se ci fosse una produzione italiana di canapa sufficiente a garantire le esigenze dei malati italiani e che tral’altro sarebbe estremamente meno onerosa dispetto all’acquisto  delle inflorescenze di cannabis olandese.

Per la verità dal settembre scorso un accordo siglato tra il Ministero della Difesa e quello della Salute ha dato il via ad una sperimentazione presso lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze.

Però tutto sembra bloccato. C’è stata una primo raccolto del  quale non vi sono notizie certe mentre dall’Olanda non arrivano i medicinali con continuità.

Le persone che non hanno, come gli spetterebbe, dallo Stato la loro cura per reperirla e alleviare i loro dolori sono costretti,allo stato attuale, a delinquere.

Come malata vorrei sapere quanto devo ancora aspettare per una produzione italiana di canapa che mi garantisca una cura efficace e continuativa.

 

 

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