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LEGITTIMA DIFESA: LICENZA DI UCCIDERE? NO, GRAZIE!

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LEGITTIMA DIFESA: LICENZA DI UCCIDERE? NO, GRAZIE!

Una rondine non fa primavera, così una pistola non fa un eroe. Quando è legittimo l’uso delle armi per difesa? Prima di sentire Salvini, Meloni, Feltri e compagnia bella, sentiamo cosa dice la legge:

Art. 52 (Difesa legittima): Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa. Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

 a) la propria o la altrui incolumità: b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione. La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale. Art.55 (Eccesso legittima difesa): Quando, nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli articoli …, 52,… e 54, si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall'ordine dell'Autorita' ovvero imposti dalla necessita', si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto e' preveduto dalla legge come delitto colposo.

Solo considerazioni di massima. Queste norme, secondo Vittorio Feltri ne Il Giornale, “fanno acqua da tutte le parti”: è assurdo imporre a chi si deve difendere di consultare prima il Foro Italiano! In queste circostanze, si agisce d’istinto! Ora, se c’è proprio qualcuno che, in questi frangenti, non può permettersi di agire troppo d’istinto, questi è proprio il possessore di armi! Esiste o no, secondo il Codice Civile, la “responsabilità oggettiva” per chi esercita attività pericolose (art. 2050 C.C.)? Ora, se questo non è il possesso di un’arma … Non nascondiamoci dietro un dito, per favore: chi possiede un’arma, ed è stato per questo autorizzato dallo Stato, è automaticamente responsabile del suo uso; per questi, le attuali regole sulla “legittima difesa” (e sull’eccesso colposo) sono insostituibili regole di responsabilità e di civiltà: potranno essere ritoccate, ma cancellate mai! (E il pensionato pistolero di Monza, se ha violato queste regole, non c’è storia, deve pagare!).

Una cosa deve essere chiara a tutti: una legge che, venendo incontro alle tesi più estreme, abrogasse tout court l’eccesso colposo da legittima difesa, se oggi fosse approvata, favorirebbe la quasi impunità a chi possiede un’arma, sarebbe una specie di “licenza di uccidere” …  E’ questo che si vuole davvero? Coprendosi magari dietro la retorica del “povero pensionato”? Sarebbe meglio dirlo …

Un’impunità, che, si badi, è già parzialmente assicurata dalla legge, a dispetto di quanto dicono Salvini & co.: dal 2006, infatti, l’autodifesa tramite uso di armi (regolarmente detenute), per difendersi da violenze commesse con violazione del proprio domicilio e a certe condizioni, non è punibile. Certo, a livello di norme, si potrà fare di meglio. Ma guai se, a voler diventare di “manica larga” con l’uso delle armi, i nostri più pacifici paesi, città e quartieri diventeranno tutti dei Bronx: come succede negli USA ….

 

E poi, in Tv, sul web si parla sempre di uomini, con tanto di pistola o fucile, magnificandoli come tanti piccoli Rambo. Ma vogliamo parlare delle non poche donne, che si trovano nelle stesse situazioni? Donne che non sfoderano una P-38, una Magnum, ma che, bloccate con un coltello da un rapinatore che le assale, magari si limitano a dare pugni e calci? Piccole Thelma & Louise, che, quasi sempre nell’ignoranza dei media, si trovano ad essere condannate loro per lesioni e violenze, loro che spesso  avrebbero tutte le ragioni, ma che si trovano costrette a rinunciare all’impugnazione, perchè non hanno i soldi per affrontare questo Pachiderma schizofrenico che in Italia si chiama Giustizia? Se c’è una riforma possibile, questa deve essere per questi disgraziati, per toglierli dai pasticci: dai pasticci creati dai malviventi e dalla macchina giudiziaria. Perché, se qualcuno avesse bisogno di rinfrescare la memoria, le leggi sulla Giustizia non devono solo facilitare la vita a politici e colletti bianchi corrotti, ma anche ai poveri e innocui cittadini. Chiedo troppo?

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