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Riflessione sulla nota prodotta da “Il Futuro Insieme” sul progetto di fusione dei comuni di Capolona e Castiglion Fibocchi.

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Riflessione sulla nota prodotta da “Il Futuro Insieme” sul progetto di fusione dei comuni di Capolona e Castiglion Fibocchi.

 

 

Crediamo doverosa una riflessione politica sul tema aperto dal gruppo di minoranza “Il Futuro Insieme” del comune di Castiglion Fibocchi.

Ciò che per alcuni potrebbe sembrare l’inizio di uno scontro serrato, è, invece per noi, il segno di una precisa volontà di affrontare questioni importanti con l’attenzione che queste meritano.

Il termine “perplessità” utilizzato da Pier Luigi Rossi, Laura Convertini e Marco Ermini, è la rappresentazione plastica dell’offerta alla discussione e al confronto se questi permeati di contenuti.

E noi crediamo, che proprio di contenuti il progetto di Fusione fra Capolona e Castiglion Fibocchi, ne abbia e tanti.

Siamo i primi a credere che le risorse straordinarie messe a disposizione da Stato e Regione, così come le misure, altrettanto straordinarie di sospensione del patto di stabilità, non siano, da sole, la panacea. Ma definire queste un miraggio sarebbe comunque sbagliato. Non sono un miraggio, esistono e sono ben quantificabili. Metterle a frutto per prepararci a divenire territorio capace di attrarre interessi, rappresenta la differenza tra la buona e la cattiva politica.

Ne parleremo e riparleremo a tempo debito.

C’è un aspetto che invece ci preme, ora, affrontare: quella della disomogeneità dei territori.

Siamo così convinti che la “disomogeneità” sia elemento generatore di conflitto? Siamo veramente convinti che l’elemento di raccordo fra entità diverse e definite (territori, comunità, storie, memorie, radici culturali…) sia l’omogeneità e non il suo contrario?

Noi pensiamo che siano proprio le differenze la vera ricchezza di un territorio e la capacità di raccontarle e valorizzarle il vero progetto su cui lavorare.

L’essere differente ed esserne consapevole, è meraviglioso e straordinario, perché ci mette sullo spesso piano, ci da pari dignità; a prescindere dalla dimensione territoriale e numero di abitanti. È solo con le differenze che le singole forze, se messe assieme, assumono in valore assoluto più rilevanza di quella che sarebbe data da una semplice sommatoria.

Le differenze, solo loro, ci mettono sullo stesso piano.

Ci liberano dallo spettro di non aver più “un sindaco nostro”, di non poter più svolgere funzione di controllo sui rappresentanti dei cittadini. Ci liberano dai fossati che oggi, purtroppo, sembrano esser tornati in auge.

È necessario un salto culturale di grande rilevanza, che esalti l’insieme sull’io. Che ci permetta di progettare il futuro, non il presente, non il passato.

Tutti con pari dignità.

E in questo grande processo, non è la posizione ricoperta oggi in Consiglio Comunale, che genera la ragione o il torto, ma la disponibilità a contribuire a una discussione scevra da posizioni preconcette, ideologiche e/o personalistiche.

È una prova di grande maturità politica, dove alla posizione di rappresentare e dar voce ai problemi, noi preferiamo quella che propone una possibile soluzione agli stessi.

Una se saremo soli, più di una se insieme.

Per concludere, una nota di chiarezza in relazione alle descritte pronunce della Corte dei Conti: i controlli hanno interessato 120 comuni toscani e, per quanto ci concerne, non c’è stata alcuna irregolarità. La pratica è stata pertanto archiviata.

E questo solo in ragione di verità.

 

 

 

 

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