Prima Pagina | Lettere alla redazione | Chi vive la libertà come diritto "esige" attenzione evocando il complotto.

Chi vive la libertà come diritto "esige" attenzione evocando il complotto.

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Chi vive la libertà come diritto "esige" attenzione evocando il complotto.

Ciao Paolo, non l'ho mai fatto di esprimerti la mia solidarietà per iscritto. Lo faccio adesso e non per le denunce che hai ricevuto ma per quegli insulti - velati ma diretti - che ti sono stati fatti stamani.

Mi riferisco, in specifico, alla frase in cui ti si accusa (non come Paolo Casalini ma come direttore di una testata) di non essere stato presente alla conferenza di Giancarlo Amato (quella sulla difesa dei bambini contro il temuto/fantomatico/baubaugender, per essere chiari) e, quindi, di aver in qualche modo, tradito l'impostazione liberale e democratica di Informarezzo.

Non voglio parlare a te di questioni di parità di genere (so da che parte stai e so dove ti sei sempre schierato senza piaggeria e senza esaltazione). Ma quella frase così strumentale al nulla, quel modo sempliciotto di sminuire il tuo lavoro, quell'ergersi a baluardo della libertà... ecco quello mi ha fatto fermare a riflettere proprio sul concetto di LIBERTÀ.

E ho sentito, ancora più forte, quel distacco che non riesco a colmare fra me e l'abuso che si fa di questa parola. Non so darti il suo significato esistenziale: non sono sufficientemente arrogante, non ho sufficiente disgusto del senso del limite e non ho ancora raggiunto quel livello di presupponenza che mi permette di parlare in termini universali di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Quella che ti offro, come atto di vicinanza, è solo una semplice riflessione sulla quale mi viene voglia di confrontarmi con te. Non voglio che tu sia d'accordo con me (non sempre lo siamo stati).

Nel corso della mia vita, il concetto di Libertà, così come io sento di doverlo vivere, si è trasformato da diritto a Dovere. La Libertà é un dovere. Fermandosi a considerarla un "diritto" si rischia di demandare agli altri il suo esercizio e rischia che il mio diritto alla Libertà sia lasciato alla correttezza comportamentale altrui. Rischia di trasformarsi in un puro equilibrismo fra ciò che ognuno ritiene essere un diritto, e muoversi nella soggettività è sempre nuotare in una sostanzia vischiosa e appiccicosa. A volte melensa.

La Libertà é, invece, un Dovere Civile. Ed è un Dovere esercitare il silenzio laddove la Libertà di parola diventa "libertà di dire" o "libertà di sparlare". E se la Libertà del singolo di esprimere una opinione é sacrosanto, è un Dovere di Libertà fare in modo di non diventare "megafono" di qualunque opinione in nome del diritto all'informazione (per quello esistono i social network, le piazze, le conferenze, i volantini autoprodotti...).

Chi vive la libertà come diritto "esige" attenzione evocando il complotto.

Chi vive la Libertà come Dovere si impegna, e paga sulla proprio pelle, il suo "scegliere". Dovere di Libertà non è parlarne, è anche essere disposti a scegliere e a comportarsi coerentemente con le scelte.

Assumere a scelta il Dovere di Libertà é scomodo per tutti quelli che ne parlano come di un semplice diritto. Mi piacerebbe regalarti un'immagine: la "Libertà della Poesia", quella statua che, fieramente, esibisce nella mano destra una catena spezzata. Le catene le spezzi quando lo senti come Dovere.

 

A volte le catene le spezzi soffocando nel silenzio chi invoca il complotto contro falsi diritti.

Lettera firmata

 

Grazie per la bella riflessione. Onestamente non mi sono sentito particolarmente toccato dall'accusa di non aver garantito la libertà di informazione. Non è mai stata questa elastica idea di libertà, una mia priorità. Ho cercato di informare con onestà, forse a volta anche sbagliando (chi non sbaglia?), ma senza intenzione di sbagliare (chi sbaglia sapendo di farlo è imperdonabile, almeno nel mondo dell'informazione). Non mi sono mai sentito un paladino della libertà, semplicemente perchè non ce n'è alcuna necessità.

Viviamo in una nazione dove la libertà non manca. Non c'è bisogno di Informarezzo per averne ancora di piu'. Spero invece nella onestà intellettuale di chi ha deciso di crearsi un mulino a vento contro cui lanciarsi alla carica, senza preoccuparsi se a volte anche un nemico immaginario, finisce per concretizzarsi nella vita di chi lo soffre.

Può accadere infatti, che ci siano menti fragili, che vacillano sotto la spinta di immaginari scenari complottisti. Menti che non distinguono piu' il sottile filo che divide la battaglia ideologica e strumentale, da quella reale. E' per loro che sono preoccupato e non certo per essere classificato come giornalista illiberale o partigiano.  

Grazie della tua dolcissima lettera. Un abbraccio dal variopinto mondo virtuale. 

Paolo

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

4.88