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145° Anniversario XX Settembre

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145° Anniversario XX Settembre

EUTANASIA LEGALE: UNA LEGGE GIACE IN PARLAMENTO Libertà civili a 145 anni dalla Breccia di Porta Pia. La manifestazione avrà luogo domenica 20 settembre in Piazza Risorgimento ad Arezzo alle ore 18.00 e proseguirà con una fiaccolata che ci porterà al tramonto in Piazza del Popolo per la deposizione di fiori al monumento dedicato a Giuseppe Mazzini.

Anche quest'anno i radicali, socialisti, riformisti, le associazioni ArciGay, Garibaldini Arezzo, Liberaperta e tutti i cittadini che lo vorranno, festeggeranno il 20 settembre, anniversario della Breccia di Porta Pia, dell'annessione di Roma all'Italia e della affermazione del principio "Libera chiesa in libero Stato". Abbiamo voluto intitolare le celebrazioni a Giovanni Severi, nato ad Arezzo il 16 aprile 1843 in un’agiata famiglia di intellettuali (fu zio del matematico Francesco Severi), prese parte come garibaldino alla spedizione dei Mille e alla III guerra d’indipendenza. Laureatosi a Pisa, si dedicò alla professione forense come avvocato penalista, tra i casi più famosi di rilevanza nazionale si ricorda la sua difesa degli imputati nel processo per i cosiddetti “Fatti d’Anghiari”. Nel 1881 divenne deputato, collocandosi su posizioni radicali, mazziniane e repubblicane,venendo rieletto per altre sei legislature, non consecutive. Tra le sue maggiori vittorie politiche si ricorda la salvaguardia della provincia di Arezzo dal progetto crispino che ne prevedeva l’abolizione nel 1892. Nel 1904 fu nominato senatore del Regno, mentre stava volgendosi verso posizioni meno estreme. Ad Arezzo, sedette a lungo nei Consigli comunale e provinciale, divenendo nel 1902 presidente della Società Operaia, ultimo dei suoi impegni nell’ambito sociale aretino, si ricorda che fu membro a lungo dei direttivi di Banca Etruria e Croce Bianca. Fece anche parte del Comitato promotore della società ginnastica, della Società dei reduci e del Grande Oriente d’Italia, ricoprendo incarichi anche di livello nazionale. Morì ad Arezzo il 10 Febbraio 1915, ricevendo un grandioso funerale in forma civile, a spese del Comune per il prestigio che la figura aveva acquisito negli anni dando lustro al nome della città. I colleghi lo consideravano un avvocato brillante, di non comune abilità dialettica, polemico, in contrapposizione con le convenzioni politico-sociali dominanti, fiero nella difesa delle libertà statutarie, dotato di un carattere determinato e combattivo, piuttosto rude e poco espansivo, ma comunque carismatico, portato a lasciarsi andare ad eccessi verbali destinati alla controparte, in occasioni professionali quanto in quelle politiche. Ad Arezzo in epoca moderno è però scarsa la toponomastica e l’effigi a suo ricordo, sono presenti un monumento funebre, opera dello scultore Pietro Guerri nel cimitero Monumentale di Arezzo e gli è intitolata una strada di Arezzo nella zona di Staggiano. La dedica che le Associazioni vogliono fargli intitolando le celebrazioni del XX Settembre 2015 (fu anche presidente del Comitato promotore cittadino nel finire dell’ottocento atto a celebrare la “Breccia di Porta Pia) è solo un piccolo tributo che intende contribuire a ridare alla sua figura il ruolo che merita e un invito alla città e alle istituzioni per la sua riscoperta.

Liberaperta ha scelto, come tema per la manifestazione del 2015, l'eutanasia legale, un tema che riguarda la coscienza, e la libertà, di ognuno di noi; libera la Chiesa di considerarlo un peccato, ugualmente lo Stato deve essere libero di non considerarlo un reato, ma una scelta individuale, un diritto civile, oltre che un fenomeno già esistente in modo clandestino, che necessita di legalizzazione per essere governato con razionalità.

Liberaperta, che già nel 2010 ha ottenuto una delibera che istituisce il registro dei testamenti biologici ad Arezzo, è lieta di annunciare che, a due anni dal deposito della legge popolare per la legalizzazione dell'eutanasia, il 16 settembre si costituirà un intergruppo parlamentare per l'eutanasia legale e il testamento biologico, e invita tutta la popolazione a partecipare, il 20 settembre alle ore 18 in piazza Risorgimento, ai festeggiamenti e alla fiaccolata che ci porterà al tramonto in Piazza del Popolo per la deposizione di fiori al monumento dedicato a Giuseppe Mazzini

Organizzatori della giornata: Associazione "Luca Coscioni" per la libertà di ricerca scientifica Associazione Nazionale veterani e reduci Garibaldini Associazione Pietro Nenni Chimera Arcobaleno Arcigay Arezzo LiberAperta PSI Arezzo Riformisti Aretini

EUTANASIA | STORIA E PROBLEMA Il significato letterale di eutanasia è quello di buona morte. Un dibattito sull’eutanasia è comparso negli ultimi decenni del XX secolo: principalmente per il perfezionamento delle macchine con cui si può tenere in vita un morente per tempi lunghissimi e per l’allungamento della vita. Lo scontro etico-giuridico si delinea tra coloro che ritengono che la fine della vita umana sia un evento a noi disponibile e coloro che ritengono che la vita umana sia un valore inviolabile. Un tipo di eutanasia è quella attiva volontaria, atto con il quale qualcuno produce esplicitamente la morte di un’altra persona che è affetta da una grave malattia e vicina alla morte e che patendo gravi sofferenze fisiche e psicologiche chiede dunque, in modo consapevole, al suo medico curante e ad altri medici di essere aiutato a morire. Nel caso invece dell’eutanasia involontaria, l’atto eutanasico per la persona non più competente dovrà essere considerato non approvabile se non si dispone di direttive anticipate, mentre si può accettare nel caso in cui vi sia la volontà precedentemente espressa. C’è poi il caso dell’eutanasia passiva, legata ad una serie di distinzioni tra azione ed omissione, sospendere e iniziare una cura, mezzi di intervento terapeutici straordinari o ordinari. In Italia l’eutanasia attiva costituisce reato e rientra nelle ipotesi previste e punite dall’articolo 579 (Omicidio del consenziente) o dall’articolo 580 (Istigazione o aiuto al suicidio) del codice penale. Al contrario la sospensione delle cure (cosiddetta "eutanasia passiva") costituisce un diritto inviolabile in base all’articolo 32 della Costituzione italiana in base al quale: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Principio affermato, tra l'altro, dalla sentenza con la quale il Tribunale di Roma ha prosciolto Mario Riccio, il medico che ha praticato a Welby la sedazione terminale.Tuttavia in Italia viene disatteso anche questo principio che conduce al fenomeno dell’eutanasia clandestina. In tale ottica, la battaglia radicale di Piergiorgio Welby ha incarnato la semplice applicazione del diritto di ogni malato a non essere sottoposto a terapie mediche contro la propria volontà. E casi come quelli di Giovanni Nuvoli, costretto a lasciarsi morire di fame e di sete per ottenere il riconoscimento di un diritto che la stessa Costituzione gli garantiva, dimostrano che nel nostro Paese tale diritto viene spesso disatteso, anche in relazione agli anatemi integralisti lanciati quotidianamente dalle gerarchie vaticane.

Giusi Nibbi Presidente LIBERAPERTA

cell. 3468266539

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