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Consiglio Comunale 14 settembre 2015. Il programma di mandato

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Consiglio Comunale 14 settembre 2015. Il programma di mandato

Interrogazioni

Massimo Ricci del Movimento 5 Stelle ha aperto le interrogazioni con una questione legata alle recenti esternalizzazioni di alcuni servizi comunali per l'infanzia. “A noi risulta che l'assessore Tanti non ha effettuato la ricognizione di personale sovra-numerario della provincia per accertarsi se era possibile o meno coprire con esso incarichi di insegnante per le scuole comunali per l'infanzia. Per appurarlo abbiamo effettuato regolare accesso agli atti della delibera di Consiglio Comunale dello scorso agosto. Dunque le affermazioni dell'assessore Tanti, circa la ricognizione effettuata, così sostenne in aula, sarebbero distorsive o addirittura non vere. Si tratterebbe di un fatto gravissimo per il quale il sindaco dovrebbe prendere provvedimenti”.

“Ho dato mandato agli uffici – ha replicato Lucia Tanti – di effettuare una ricognizione del genere presso tutte le province toscane. Sottolineo tutte e mi risulta che Arezzo sia in Toscana. Se c'è stata questa mancanza da parte di chi ha ricevuto l'incarico, sarebbe molto grave e io e l'assessore Magi, che mi ha accompagnato in questo percorso, adotteremo le dovute misure”.

Donato Caporali (Pd): “si parla di una mega-variante Ponte alla Chiassa-San Zeno che dovrebbe attraversare un territorio delicatissimo comprendente la valle dell'Arno passante nel territorio  del Comune, Ponte Buriano e perfino le cave di Quarata. Un'opera da 50 milioni di euro, una cosa mastodontica, di un'altra epoca, concepita quando le aziende del Casentino conoscevano un periodo d'oro e molti dei loro mezzi percorrevano la strada statale 71. Credo che sia invece necessaria una piccola variante per Ceciliano proprio per ovviare a questi problemi di transito. Chiedo alla Giunta quale di queste due scelte intende mantenere nei futuri piano urbanistici”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli ha sottolineato che le due cose sono evidentemente diverse. “Sulla variante alla 71 posso dire che è un'infrastruttura inserita nel piano strutturale di Arezzo di cui costituisce asse portante. Dico subito che tale mega-variante, in questa consiliatura, è difficile veda la luce per mancanza di risorse. Concentriamoci quindi su Ceciliano. In merito a questa frazione chiediamoci perché la variantina esterna che dovrebbe interessarla negli ultimi 9 anni non ha visto la luce. Comunque, essa è in fase di valutazione per l'impegno economico che comporta e poi, a dirla tutta, pongo la questione in tali termini: se le varianti esterne risolvono alcuni problemi in frazioni e paesi, comportano anche l'impoverimento economico da mancanza di passaggio veicolare. Molti anni fa quando si parlava del completamento della Due Mari che bypassa oggi Palazzo del Pero, ammonii: qualche contraccolpo negativo lo subirete. Così è successo. Siamo comunque aperti al dibattito anche in vista della variante generale al piano strutturale e al regolamento urbanistico che fa parte del nostro programma di mandato”.

Ancora Massimo Ricci: “l'amministrazione è a conoscenza del progetto di percorso etrusco della dodecapoli con capofila Perugia per la promozione turistica e culturale di un vasto territorio?”.

L'assessore Massimo Comanducci: “l'adesione del Comune è avvenuta nel marzo 2014, l'amministrazione decise anche di impegnare 8.000 euro su tale progetto. Lo porteremo avanti”.

Paolo Sisi del Pd ha messo in risalto i problemi del parco di Villa Severi: “l'accesso è in via Redi e non ci sono marciapiedi e strisce pedonali a quell'altezza. Chi viene da via Calò ha un'alta difficoltà di attraversamento. Neanche in via Calò ci sono marciapiedi eppure è una strada larga. Le auto corrono eccessivamente in quel tratto. Nel parco molti vialetti non possono essere percorsi da carrozzine e sedie a rotelle, specie da chi vuole raggiungere il centro sociale. Un gioco per bambini è inutilizzabile. Nei pressi, è stato infine eliminato un faro per il campo da calcio e realizzata una torre di 34 metri per le telecomunicazioni”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha assicurato che attraversamenti e sicurezza stradale saranno problemi “che prenderemo in considerazione. Ci sono molte richieste simili attinenti i parchi, vediamo di fare una scala di interventi. Ovviamente non tutti potranno essere realizzati in tempi brevi”.

Roberto Bardelli di Forza Italia: “è vero che ci sono visite guidate in Fortezza da parte di un  consigliere comunale che dice di farle per conto del Comune di Arezzo?”.

“Se sono quelle di Icastica – ha replicato il sindaco Alessandro Ghinelli – da parte del consigliere Pasquale Macrì, immagino le faccia a titolo personale. Non è stato incaricato dal Comune di Arezzo che ha assegnato invece tale ruolo di gestione dell'evento espositivo a Fabio Migliorati”.

Il consigliere comunale Pasquale Macrì ha precisato di avere accompagnato cittadini che ne hanno fatto richiesta a titolo privato. E a Icastica, non in Fortezza.

Massimo Lepri:  “chiedo attenzione per la s.p. 21 di Pescaiola: bisogna installare almeno un dissuasore di velocità, in località Capannine. Si potrebbe fare con una spesa contenuta”.

“Se si tratta di una strada provinciale – per il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – credo che andrà coinvolta la provincia. Penseremo a dei dissuasori, quando si parla di marciapiedi la spesa non è mai contenuta”.

Donato Caporali del Pd: “Giovanni Severi è stato un gran personaggio pubblico, parlamentare e massone di livello nazionale. Non basta la lancia d'oro di settembre. Faccio parte di un'associazione deputata a tenere alta la sua memoria. Che ne pensa l'amministrazione di una sala da dedicare a questo aretino nella ristrutturata Fortezza?”.

“Una lancia – ha sottolineato il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – è un bel riconoscimento. Esiste un'associazione, non l'ho vista quando la lancia è stata presentata. Può anche essere tale soggetto a promuovere eventi”.

Elisa Bertoli: “il Comune non vuole rispettare la legge della buona scuola sulle pari opportunità, la violenza di genere e le discriminazioni? Così pare di capire a leggere i fatti. La legge nazionale in questo senso intende intervenire per reprimere bullismo o discriminazioni ma soprattutto per educare sulle pari opportunità fra sessi. Sia chiaro: non esiste la teoria gender, nella legge non viene citata, portarla all'attenzione dell'opinione pubblica è solo allarmismo che l'amministrazione ha fatto proprio. Due segnali forti sono stati lanciati, rispetto ai quali la minoranza vuole rimarcare le distanze: Arezzo non è più membro della rete anti-discriminazioni fra Comuni alla quale aveva prima aderito. A conferma di una linea politica, ecco il patrocinio al convegno presso la casa della culture proprio sulla teoria gender. Nello specifico, lo spauracchio è l'orientamento sessuale che nulla c'entra con i gender ma attiene ai diritti fondamentali della persona. Dunque, con quali politiche svilupperete le pari opportunità?”.

Anche Francesco Romizi (Arezzo in Comune) è intervenuto su questo argomento: “di questa rete anti-discriminazioni di genere è capofila il Comune di Torino. Avevamo aderito alla loro carta di intenti nel febbraio 2015. L'adesione non comporta alcun onere. Perché avete tolto l'adesione?”.

L'assessore Tiziana Nisini: “diamo il patrocinio a un'associazione Il Baluardo, patrocinata anche da chi ci ha preceduto, perché partiamo dall'idea che chi difende la famiglia tradizionale, che esiste, non può essere tacciato di razzismo. Esiste peraltro la teoria gender e visto che la legge sulla buona scuola è vaga su questo argomento, io e l'assessore Lucia Tanti siamo contro a un indottrinamento forzato di bambini in età prematura. Sulla rete fra Comuni abbiamo disposto la sospensione e non la revoca”.

Alessandro Caneschi del Pd: “l'incrocio fra via Romana e via Fratelli Rosselli rappresenta una criticità per la sicurezza veicolare. Quali azioni intende mettere in atto l'amministrazione per garantire la sicurezza di questo tratto?”.

Ancora Caneschi: “sul porta a porta e la riduzione complessiva dei rifiuti mi pare che siano uscite dichiarazioni preoccupanti: se l'obiettivo principale è implementare la raccolta differenziata, sarebbe opportuno dedicare maggiore attenzione ai centri di raccolta polivalenti, con un aumento degli orari di apertura, e ampliare la pubblicizzazione della raccolta differenziata. Non servono marce indietro, anzi occorre premiare, con la riduzione della tassa sui rifiuti, le aziende che riciclano e usano materiali riciclati. Quali strategie avete sui rifiuti, sull'impianto di San Zeno, sul riciclo e il porta a porta? Sceglierete l'isolamento rispetto al resto delle politiche applicate da altri Comuni della provincia?”.

L'assessore Marco Sacchetti: “i risultati stentano a decollare e ad avvicinarsi alle percentuali che il legislatore aveva individuato quando parlava di 70% di differenziata. Il rifiuto è una risorsa ma per passare da costo a risorsa il percorso è molto lungo. Nel 2012 ci fu l'adesione della Giunta a un progetto ambizioso, quello dei rifiuti zero. Arrivarci, come cittadino direi, comporta conseguenze, le prime sono sull'impatto tariffario. Perciò chiediamoci se i cittadini di Arezzo sono oggi in grado di sopportare questa cosa. Solo per lo smaltimento si passerebbe da 9 a 11 milioni di euro di costo. Adottare un porta a porta va concertato nell'area vasta allora in un progetto generale può esserci un ammortizzamento di tali costi”.

Francesco Romizi: “pongo alcune questioni, dal marciapiede di San Zeno, un bel tratto, costo 200.000 euro, alla riqualificazione del parco di via Emilia, costo di 165.000 euro, al Pionta, dove sono previste piste ciclabili, viali e illuminazione: che fine faranno tutte queste opere per le quali ci sono impegni già presi, finanziamenti certi ed erogazioni regionali presenti? Per ora è tutto fermo”.

Massimo Ricci: “pongo all'attenzione il disservizio che la Nuova Tiemme sta offrendo agli studenti delle zone di via Fiorentina, di San Leo e Pratantico. Alcuni genitori di alunni delle scuole superiori, Liceo Scientifico, Istituto Vittoria Colonna, Liceo Classico, avendo sporto reclamo agli uffici della Nuova Tiemme e non avendo da essi ricevuto alcuna risposta, ci hanno contattato. Abbiamo scoperto quindi che gli alunni escono alle 13,20 e devono aspettare fino alle 13,50 per prendere il bus che li riporterà a casa, in quanto quello precedente passa alle 13,15. Ma la cosa che crea ancora più disagio è che un alunno di San Leo o Pratantico, se vuole usare i mezzi pubblici, deve partire da casa prima e rientrare dopo rispetto a un alunno di Ponticino che utilizza il treno. Richiedendo spiegazioni alla Nuova Tiemme, abbiamo scoperto che l’azienda di trasporto da oltre un anno ha soppresso una linea, in quanto aveva mancanza di mezzi e di risorse finanziare. Una domanda sorge spontanea: si spendono 17 milioni per 23 nuovi bus e poi quando c’è necessità non si utilizzano? Con una spesa del genere crediamo sia il minimo pretendere un servizio pubblico migliore. Per lo meno per non avere le strade intasate da auto in sosta per l’uscita dei figli da scuola”.
“Purtroppo – ha rilevato il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – istituire una nuova linea è in effetti impossibile, costerebbe 44.000 euro. E posticipare quella esistente recherebbe a sua volta disagio a chi esce da scuola alle 13”.

L'ultima interrogazione di Massimo Lepri ha avuto per oggetto l'impianto sportivo di via dell'Acropoli non più assegnato al Vasari Rugby ma a un'altra società. “Il Tar sta valutando se sospendere o meno il provvedimento dell'amministrazione comunale. La società è da 30 anni quella di riferimento nel territorio di questa disciplina sportiva. Perché avete emesso tale provvedimento e non vi siete posti il problema della continuità della sua attività?”.

L'assessore allo sport Lucia Tanti: “hanno partecipato al bando di assegnazione del campo di via dell'Acropoli tre società. La Vasari Rugby ha rilasciato una dichiarazione non congrua e l'impianto non poteva dunque essere assegnato alla stessa. È in corso una trattativa tra Vasari Rugby e la società vincente del bando, con l'amministrazione a fare da arbitro. La consegna delle chiavi è stata posticipata proprio per vedere se le due società trovano una forma di collaborazione e di convivenza in quell'impianto. Tale bozza di accordo è ancora in fase di elaborazione. Se arriva la sospensiva da parte del Tar ci regoleremo su quella, se non arriva consegneremo comunque le chiavi alla società vincente per poi auspicare una soluzione condivisa sulla scia del fair play sportivo”.

Francesco Romizi (Arezzo in Comune): “sulle politiche sociali l'amministrazione intende violare costituzione e convenzioni internazionali su stranieri per l'erogazione dei servizi sociali. Oltre alle leggi, del più alto livello, esistono pronunciamenti civili ai danni di vari Comuni che hanno emesso norme su cittadinanza e residenza illegittime e di carattere discriminatorio. Nessun atto amministrativo può andare contro le leggi ordinarie e la Costituzione. A quanto ammontano poi le risorse per i sostegni sociali diretti e temporanei e come giustificate tali affermazioni?”.

“Le risorse ammontano – ha replicato l'assessore Lucia Tanti – a 170.000 euro e sono quelle stanziate dalla precedente amministrazione a favore di quella che ho chiamato: processione della disperazione. Non possiamo più lasciare la gestione di queste risorse al buon senso degli uffici. I sostegni devono essere gestiti razionalmente e non in maniera parcellizzata. Noi ci siamo ispirati nel punteggio di residenza di 5 anni al Comune di Firenze. Siamo sicuri di fare una cosa legale perché non intacchiamo graduatorie di case popolari e di asili nido ma interveniamo su una serie di risorse che l'amministrazione può dare o non dare”.

Il bilancio consolidato

Il Comune ha l’obbligo di approvare entro il 30 settembre di ogni anno il cosiddetto bilancio consolidato dell’anno precedente, ovvero il documento contabile che rappresenta correttamente la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico dell’attività dell’ente svolta attraverso le proprie articolazioni organizzative, gli enti strumentali e le società controllate e partecipate.

L’area sulla quale insiste il bilancio consolidato, per il Comune di Arezzo, è composta dal Comune stesso, dalle sei società controllate (Multiservizi, Atam, Aisa, Aisa impianti, Coingas e Afm) e dai tre organismi strumentali che sono l’Istituzione Giostra, l’Istituzione Biblioteca e la Fraternita dei laici.

L'assessore Alberto Merelli: “è la prima volta che ciò avviene per il Comune di Arezzo e l'obiettivo è rendere tutti i bilanci del settore pubblico intelligibili e omogenei. Ci sono componenti positive e negative, i ricavi, derivanti dall'erogazione dei servizi, ad esempio sono una quota importante e questo risalta per due motivi: il primo è che il saldo è positivo, il secondo è che i ricavi equivalgono all'erogazione di servizi. Questo bilancio consolidato è uno dei tasselli su cui incardinare un percorso di revisione complessiva delle partecipate e di quelle società ed enti su cui il Comune esercita il controllo”.

Mozioni e atti di indirizzo

Divieto di attendamento nel territorio comunale di circhi e mostre viaggianti con animali selvatici o esotici al seguito. È stato l’argomento dell’atto di indirizzo di Angelo Rossi dove è stato sottolineato “come sia oramai inaccettabile lo sfruttamento dell’uomo sull’animale, caratterizzato da privazione di libertà, mantenimento in contesti innaturali, costrizione a comportamenti contrari alle caratteristiche della specie. Giraffe, elefanti, tigri e rinoceronti si trovano catapultati a migliaia di chilometri dai loro habitat per fare capriole o inchini. È capitato inoltre che la sicurezza dei cittadini sia stata messa a repentaglio dalla fuga degli animali stessi dai tendoni o dalle gabbie. La sensibilità è estesa oramai alla legislazione, dalle convenzioni internazionali alle leggi regionali. Molte amministrazioni comunali hanno inoltre approvato dei regolamenti per gli spettacoli viaggianti disponendo che non siano più accolti se coinvolgono specie individuate da un’apposita commissione scientifica costituita presso il ministero dell’Ambiente. Auspico che analogo atto sia adottato anche dal Comune di Arezzo”. L'atto di indirizzo è stato approvato con 11 voti favorevoli, 5 contrari e 10 astenuti. L'assessore Marco Sacchetti ha chiarito che la volontà politica espressa da questo atto dovrà poi essere confrontata con l'assetto normativo che, a oggi, non prevede espressamente tale divieto.

Per Egiziano Andreani, durante la seduta di Consiglio Comunale precedente la Giostra, “occorre che accanto all’inno nazionale risuonino le note dell’inno del Saracino, 'Terra d'Arezzo': nato da un testo di Alberto Severi e dalla musica di Giuseppe Pietri, l’inno è stato oramai adottato dalla città e, dunque, ne chiedo l’esecuzione sonora per sancire un legame ancora più forte fra essa e l’amministrazione”. Lo ha sostenuto con una mozione che ha ottenuto 20 voti favorevoli.

Giovanni Bonacci di Ora Ghinelli ha ricordato che “fu con la seconda edizione della Giostra del 1932 che nacque l'inno del Saracino. Ne esiste perfino una rara registrazione di quella prima esecuzione, come possiamo immaginare di bassa qualità. Venne fatta ascoltare al pubblico di Piazza Grande fino al 1972. Poco gradita dal sindaco Aldo Ducci, questa musica fino al 1985 venne sospesa. Il gruppo Sbandieratori la importò nel suo repertorio. Solo nel 1987, Ducci non ne negò l'esecuzione in Piazza, sempre da parte dei musici degli Sbandieratori. Nel 1988, l'inno venne insegnato ai Musici e da quell'anno i due gruppi musicali lo eseguono assieme. E ora, pensiamo di dedicare una lancia proprio a Giuseppe Pietri di cui ricorrono anniversari tondi di nascita e morte nel 2016”.

Il programma di mandato

In premessa il sindaco Alessandro Ghinelli ha ricordato il percorso che la nostra città ha subito negli ultimi anni, passando dal secondo al 37esimo posto per qualità della vita, tra i Comuni capoluogo di provincia in Italia. Fatto questo imputabile sia alla crisi generale dell'Italia sia alla politica svolta dal governo cittadino negli ultimi anni. "Il cambiamento che l'amministrazione propone con le linee programmatiche di mandato è basato su cinque aree strategiche – ha così proseguito il sindaco. Le aree sono: la città affidabile, la città scrigno, la città innovativa, la città attrattiva, la città coesa. Con città affidabile intendiamo quella che sa indurre nel cittadino una maggiore fiducia, dunque le strategie saranno: la riforma della struttura organizzativa dell'Ente, azioni a favore della sicurezza, la riacquisizione di funzioni di indirizzo e di controllo in materia di erogazione dei servizi e una politica mirata all'abbattimento dei costi che concorrono alla formazione delle tariffe, l'assunzione da parte del sindaco della piena responsabilità sulla salute del cittadino e la riforma del sistema di relazioni fra cittadino e istituzioni per ridurre ogni componente burocratica. Con la città scrigno intendiamo aumentare la visibilità di Arezzo valorizzando il suo immenso patrimonio artistico e culturale per sfruttarlo turisticamente, dunque le strategie saranno la definizione di un brand Arezzo, la veicolazione di  una nuova immagine di Arezzo nei media, la creazione di eventi e manifestazioni in funzione del turista, lo sviluppo di tutte le coniugazioni possibili del concetto di turismo, congressuale, sportivo, culturale, sanitario, ambientale ed eno-gastronomico e il miglioramento delle attuali condizioni di decoro urbano. Con la città innovativa vogliamo favorire la crescita delle imprese giovanili, dunque attenzione alle start-up, a strutture didattiche legate alle nuove professionalità, alla promozione di opportunità di finanziamento sfruttando in particolare il programma europeo Horizon 2020, alla promozione di strumenti innovativi finalizzati a ottimizzare i processi interni all'amministrazione e il suo rapporto con l'utenza. Con la città attrattiva intendiamo proporre Arezzo come porto di arrivo di nuove iniziative industriali e produttive, migliorando la rete stradale e infrastrutturale, compresa la manutenzione di aree verdi e immobili comunali, spingendo per una stazione ferroviaria di alta velocità nel territorio, altrimenti perdiamo il treno, è proprio il caso di dire, per  il nord e il sud Italia, proponendo progetti in merito all'attraversamento del territorio da parte della Due Mari, recuperando quelli esistenti e funzionali alla città, e in merito alla tangenziale esterna alla città, realizzando una variante generale al piano strutturale e aggiornando il regolamento urbanistico. Con la città coesa vogliamo ricucire e rafforzare le maglie del tessuto sociale, dunque semplificare l'accesso dei cittadini ai servizi sociali, potenziare l'utilizzo della famiglia come strumento di azione sociale, valorizzare il sistema scolastico territoriale, mantenere il livello di efficienza ed efficacia dei servizi dell'infanzia e dei servizi educativi e scolastici in generale, promuovere progetti finalizzati all'aggregazione di giovani e adolescenti, valorizzare l'associazionismo sportivo, sviluppare un confronto con le culture presenti nel territorio, promuovere azioni finalizzate alla tutela degli animali".

"L'atteggiamento di questa opposizione è di collaborazione, lo abbiamo detto e non lo rinneghiamo – ha sostenuto Matteo Bracciali del Pd – ma a sentire le parole del sindaco, che parla di tradizione comunista, mi pare che ci siano premesse poco chiare. In ogni caso, la prima cosa che abbiano sentito non appena la nuova Giunta si è insediata è stato il pericolo di default. Pericolo che si è rivelato infondato e la conferma è stata data dall'approvazione proprio del bilancio consolidato, frutto del buon governo della precedente amministrazione. La crisi di Arezzo è figlia anche di una bolla immobiliare insostenibile. Il tema del disegno politico delle aree vaste non è toscano ma è un'architettura istituzionale anche della Lombardia e che dunque non risponde a disegni ideologici. Voglio poi capire: noi stiamo fuori dai centri decisionali di Ato o Sei Toscana? Tema sanità: benissimo che il sindaco controlli la conferenza dei sindaci. C'è un tema però: occhio a non marginalizzare Arezzo nella composizione della nuova Asl. La nostra è una sanità di eccellenza. La riforma della struttura dell'Ente: noi ci eravamo dati una scadenza, a ottobre-novembre ci doveva essere una soluzione sull'organizzazione del Comune. Qui, ancora silenzio. Quando l'amministrazione locale ha un grado di concretezza come quello che sta emergendo con la giunta Ghinelli non stiamo messi bene. Il tema della cultura è più ampio che rispolverare Piero della Francesca, non voglio diventi un modo per legare Comuni di centro-destra dell'Italia di mezzo. E di Icastica che volete fare? Non ritrovare poi in questa relazione un riferimento al terzo settore per la gestione dei servizi e per il monitoraggio della domanda di offerta sociale mi pare una premessa sbagliata: veicola inoltre l'idea di una città assediata per cui occorre trovare un rapporto diretto con le famiglie senza passare attraverso un mondo associativo ricchissimo e non ideologico".

"Questa relazione – ha rincarato Francesco Romizi – dimostra chiaramente che il sindaco Ghinelli non è il sindaco di tutti. Il suo è stato un discorso ideologico, di quelli che si possono sentire a un congresso di partito. Voglio citare, quando abbiamo preso l'incarico di governare la città alcuni luoghi: Fortezza, Petrarca, palazzo di Fraternita, ex Cadorna. In che stato erano e in che stato sono dopo il nostro governo? In tre frazioni abbiamo realizzato asili in immobili che il centro-destra voleva vendere. Arezzo non è poi devastata dall'immigrazione selvaggia come sostenete. Inoltre, noi abbiamo riportato la legalità in città e nell'ente pubblico, caduti in mano a faccendieri. I processi che hanno portato alla parziale privatizzazione di alcuni servizi sono state scelte prese sulla base di leggi nazionali, il centro-destra optò di privatizzare ad esempio le farmacie in modo autonomo. Chi è contrario al rilancio di Saracino e Antiquaria o Polifonico? Aspetto un dettaglio un po' più esaustivo delle vostre intenzioni politiche".

"Chiediamoci perché le elezioni sono andate come sono andate – ha sostenuto Francesco Macrì di Fratelli d'Italia, Alleanza per Arezzo – e auspichiamo dunque un po' di autocritica da parte dell'opposizione. Questa città ha attraversato un periodo difficile e aveva bisogno non di ordinaria amministrazione ma di azioni forti. Il centro-sinistra ha offerto il basso profilo e da qui discendono la vostra sconfitta e la nostra vittoria. Va bene ricordare l'aspetto legalitario e ricordare i comportamenti di certi esponenti del centro-destra ma vogliamo negare che interessi immobiliari sono gestiti da soggetti non certo ascrivibili alla nostra parte? Ovviamente questa relazione è una cornice, aspetteremo il documento unico di programmazione ma da ora cominciamoci a intendere: stop a esternalizzazioni così concepite ma non perché ideologicamente contrari ma perché sono state concepite male e perché hanno portato risultati non efficaci. La Afm: abbiamo privatizzato il servizio, all'epoca fu una scelta ottima che ci diede a disposizione importanti risorse con le quali ridisegnammo il volto di questa città. Inoltre, queste strutture societarie non sono concepite dal centro-destra per sistemare amici".

Anche per Massimo Ricci del Movimento 5 Stelle, "stamani abbiamo ascoltato tante belle parole, non è una novità ovviamente. La cosa grave è che a oggi non si siano agganciate a queste linee programmatiche norme che ne garantiscano l'attuazione".

Egiziano Andreani (Lega nord): "se questa città farà un cambiamento di rotta è perché noi vogliamo fermamente dare una svolta. Il nostro approccio culturale è positivo. Non ci sono poi solo parole. Vogliamo citare l'alta velocità, tema a noi caro da sempre come movimento politico? L'area vasta purtroppo tende a livellare verso il basso, senza premiare elementi di eccellenza".

Elisa Bertoli del Pd: "con queste linee di mandato si consente ad alcuni partiti politici di mettere un cappello sulla elezione di Ghinelli. Il tempo delle cornici è passato, in genere corrisponde alla campagna elettorale. Adesso c'è un secondo step importante: cosa volete veramente fare in 5 anni? Come organizzare, come investire. Dite di essere arrivati da poco? Quanto tempo serve per sviscerare le vostre linee programmatiche e superare la logica del documento?".

Roberto Bardelli di Forza Italia: "ma scherza il centro-sinistra quando parla di cose fatte? Ereditiamo una città devastata e siamo noi a doverla rimetterla in sesto".

Il sindaco ha replicato che: "le linee programmatiche di mandato sono un documento nel quale si indica l'obiettivo, e non il modo di raggiungerlo, compito questo del documento unico di programmazione (DUP). Una puntualizzazione di metodo che mi preme, perché forse non è stata compresa la ratio. E veniamo al merito: le aree vaste. Il primo Ato, che coinvolse Arezzo, relativo all'acqua ha portato a un buon servizio idrico al costo più caro d'Italia. Ma non bastava un Ato estesa alla provincia, dovevano inventarne uno ancora più ottimale di livello regionale, con evidente perdita di efficienza del sistema. Non possiamo uscire da tale sistema ma pretenderemo che i servizi siano svolti nelle condizioni migliori in funzione degli interessi del cittadino. E a tal proposito, da tutte queste società il Comune ottiene annualmente quote pari a circa 600.000 euro, una cosa minima rispetto al capitale che rappresenta. Riorganizzazione dell'ente: la giunta ha un documento pronto, lo esaminerà la commissione consiliare competente, poi arriverà in aula. Non mi paiono tempi biblici, considerando anche la questione del personale in sovra-numero della Provincia. La Fortezza a ben vedere è una scatola vuota, bellissima, che ci hanno consegnato i predecessori, ma cosa farci ce lo dobbiamo inventare. Le stesse Logge del Grano sono state portate a termine senza una chiara idea della loro funzione, presentano carenze funzionali per essere una sede dove circolano gli alimenti. Il Petrarca ospita questo fine settimana un convegno delle Acli. Bene, è una destinazione non adeguata. La sede naturale del turismo congressuale non è il Petrarca, ma l'auditorium di Arezzo Fiere e Congressi. E così, valorizzandolo in questo modo, potremo anche pensare a un progetto complessivo di ricucitura con ex Lebole e Pescaiola. Inoltre, Icastica non può essere l'evento principale dell'estate aretina. Non c'è dubbio che Icastica ha proposto forme d'arte che emozionano, però pochi. La terremo accesa ma concepita in modo diverso.

Sono il sindaco di una città che continua a ospitare migranti, sono preoccupato per le conseguenze economiche di questi arrivi ma sono ancora il sindaco di una città accogliente a differenza di altre realtà territoriali toscane, anche in provincia di Arezzo, con maggioranze di diverso colore dalla mia. Il problema dei migranti è futuro, quando passeranno, economicamente e socialmente, dalla gestione statale a quella comunale. E sulla Afm posso chiedere: ma i cittadini hanno subito un danno da quella operazione? I cittadini hanno visto impoverirsi il servizio? No. La vendita di Aisa a Sei Toscana può essere paragonabile? No. Perché questa è stata una operazione che non ha introdotto nulla a livello economico, non efficiente e dunque perdente".

Durante le dichiarazioni di voto Giovanni Bonacci di Ora Ghinelli e Jacopo Apa di Forza Italia hanno rilevato come la maggioranza sarà a fianco del sindaco Ghinelli nella realizzazione di questo progetto di governo. Conferme di voto contrario da parte di Matteo Bracciali e Francesco Romizi. Il documento è stato approvato con 20 voti favorevoli e 10 contrari.

 



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