Prima Pagina | L'opinione | IO STO CON GIOVANNI SCATTONE: LA DIFFICILE ARTE DEL DUBBIO

IO STO CON GIOVANNI SCATTONE: LA DIFFICILE ARTE DEL DUBBIO

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
IO STO CON GIOVANNI SCATTONE: LA DIFFICILE ARTE DEL DUBBIO

Dopo le note polemiche di questi giorni, Giovanni Scattone ha rinunciato alla cattedra.

 

Qualcuno reputa inammissibile che lo Stato l’abbia assunto in ruolo come insegnante per la Scuola Pubblica: "Ha ammazzato una ragazza, Marta Russo; anche se condannato per omicidio colposo. Solo un mostro, e un sadico, può giocare con una pistola carica in Università, all'ora di punta delle lezioni, senza mettere in conto che può andarci di mezzo una ragazza, una loro allieva". Insegnante Scattone? Per alcuni, può essere solo un Corruttore di giovani! "Un 'cattivo maestro', indegno di ricoprire un ruolo educativo verso le giovani generazioni". E poi, la fatidica obiezione: "Fosse stata mia figlia"... "Fosse successo a te"... "Vallo a dire alla famiglia". E quando si tirano fuori i figli, si sa …

Si badi: qui non entra in gioco la LEGITTIMITA’ FORMALE dell’assunzione di Scattone a insegnante (Scattone non è stato interdetto dai Pubblici Uffici, quindi, può insegnare), ma la sua opportunità: si fa questione di decoro, di “indegnità” all’insegnamento pubblico. Si invoca il principio secondo cui ogni Pubblico Funzionario deve eseguire le proprie funzioni “con disciplina e onore” (art. 54 Cost.). S questa base, quindi, si reputa Scattone indegno all’insegnamento.

Chi ha ragione?

Chi oggi pone il problema del “decoro”, della possibile “indegnità morale” di Scattone al ruolo di insegnante deve rispondere ad una domanda: è stato valutato Scattone dai Giudici un soggetto “pericoloso” per i ragazzi, ovvero una personalità degenerata? Purtroppo (per i “colpevolisti”), nulla di questo attestano le carte processuali. Al contrario, la condanna di Scattone per l’omicidio di Marta Russo è costellata permanentemente da dubbi, da gravi dubbi, che non hanno mai smesso di inseguire gli stessi Giudici, nel corso dei vari gradi del procedimento: dubbi sulle risultanze delle perizie, inidonee da sole a provare la provenienza dello sparo dall’aula dove si trovavano Scattone, Ferraro e altri; dubbi sulla testimonianza dell’Alletto, teste decisiva, ma dall’attendibilità discussa, perchè imputata per favoreggiamento (e la cui posizione ha concorso all’annullamento in Cassazione nel 2001 delle prime sentenze di condanna). E poi, il mistero della pistola mai trovata, l’assoluta incomprensibilità del movente, la ricostruzione molto lacunosa delle circostanze in cui sarebbe avvenuto lo sparo … Di qui, la condanna definitiva più mite delle previsioni: omicidio colposo, senza interdizione dai pubblici uffici: quindi, senza preclusione all’insegnamento. Nel dubbio, Scattone è stato (parzialmente) beneficiato dai Giudici; perché non dovrebbe essere altrettanto beneficiato dalla Società?

 

In linea di massima, quindi, un problema di indegnità all’insegnamento su Scattone non dovrebbe porsi.  Certo, almeno in un caso, è stato posto “il caso di coscienza”, quando, cioè, Scattone rinunciò all’incarico al liceo Cavour, al liceo che già fu frequentato da Marta Russo. Va comunque anche precisato che, salvo il caso del liceo Cavour, Scattone ha insegnato per 10 anni, senza che nessuno sollevasse obiezioni di sorta. Non vedo, quindi, come Scattone non possa insegnare ora: del resto, la Costituzione (art.27) gli riconosce il diritto di dimostrare alla Società di essere (o di essere diventato) una persona migliore di quanto abbiano scritto contro di lui le carte processuali: un diritto sacrosanto!

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0