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La morte di Ezio Raspanti

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La morte di Ezio Raspanti

Il nostro addio a Ezio Raspanti

Mascotte non c’è più. Aveva 16 anni quando entrò nella squadra volante La Teppa. Poteva restare a casa ad attendere la fine della guerra: era troppo giovane per essere forzatamente arruolato dalla Repubblica di Salò. Ma scelse di combattere per la libertà e la democrazia. Ed era talmente giovane che la squadra partigiana gli diede il nome di Mascotte.

Ezio Raspanti era nato il 21 aprile 1927 ad Aosta. Studente e schiaccino, fu ferito e ricevette la medaglia d’argento.

Terminata la guerra, non si esaurì la sua missione per la libertà e la democrazia. Continuò a combattere non con le armi ma con la memoria. Già all’indomani del conflitto, iniziò a raccogliere testimonianze e documenti affinchè quella fase fondamentale della storia del Novecento non andasse dispersa. Raccolse documenti e memorie, diventando uno dei pilastri dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (ANPI). Andò nelle scuole, parlò con i ragazzi, raccontò storie che il trascorrere del tempo rendeva sempre più lontane.

Lucido fino al termine della sua vita, ci lascia l’insegnamento di un uomo che ha dedicato l’intera sua esistenza ai valori fondamenti di ogni società civile

Alla sua famiglia vanno le condoglianze dell’ANPI. A Mascotte il ringraziamento non solo dell’ANPI ma dell’intera società democratica e antifascista per il contributo eccezionale che ha dato con il suo esempio e con il suo lavoro. In una parola con la sua vita.

 Il comitato Provinciale ANPI di Arezzo

 Il Presidente Amedeo SERENI

 

Il ricordo della Sen. Donella Mattesini.

“Aver conosciuto Ezio Raspanti è stato un vero privilegio. Persona straordinaria Ezio; uomo mite e nel contempo forte, forte di una storia e di una forza interiore caratterizzata da una grande una coerenza di vita quotidiana con i valori della libertà, della democrazia, della solidarietà.

Ezio, partigiano a 16 anni,  partigiano Mascotte, così nominato proprio per la sua giovanissima età,  insignito nel 1984 con la medaglia d'argento per il valore del suo contributo alla lotta per la Resistenza.

Fondatore dell'Archivio della Resistenza, è stato instancabile testimone della storia della lotta di Liberazione aretina, che per lui non significava solo memoria, ma soprattutto racconto vivo alle nuove generazioni affinchè la consapevolezza delle radici della nostra democrazia non fosse dispersa, ma constantemente ravvivata.

Lascia a tutti noi l'impegno doveroso di continuare la sua opera.”

 

La Cgil ricorda Ezio Raspanti

Dichiarazione del Segretario provinciale Alessandro Mugnai

I valori del lavoro e della solidarietà hanno la loro radici in quelli della libertà e della democrazia. Ezio Raspanti ha dedicato ad essi la sua esistenza. A 16 anni mise in gioco la sua vita entrando nelle squadra volante La Teppa. Fu uno tra i più giovanti partigiani aretini, tanto da avere Mascotte quale nome di battaglia.

Terminata la guerra, comprese immediatamente il significato universale dei valori per i quali lui e i suoi compagni erano saliti sulle montagne. E altrettanto rapidamente comprese che il patrimonio di storie, ricordi e azioni della Resistenza  sarebbe rapidamente sfumato se non raccolto e trasformato in un grande “archivio” di testimonianze e documenti.

Fu capace di unire storia e arte, realizzando  a china disegni su resistenza, civiltà contadina e antifascismo.

La Cgil lo ricorda con rispetto e affetto, salutando in lui uno degli ultimi esponenti di una generazione che ha fatto la storia democratica del nostro Paese.

 

Dindalini sulla scomparsa di Raspanti: “la memoria arma fondamentale per difendere libertà e democrazia”

Dichiarazione del Segretario provinciale Pd, Massimiliano Dindalini

Aveva lasciato le armi per la memoria. Giovanissimo combattente nella guerra partigiana, Ezio Raspanti aveva dedicato poi la sua vita alla trasmissione dei valori della libertà e della democrazia che lo avevano portato ad entrare nella squadra volante La Teppa con il nome di Mascotte. E questo quando aveva appena 16 anni.

Dalla fine della guerra fino ai suoi ultimi giorni, si era impegnato a raccogliere testimonianze e documenti, a scrivere testi e libri. Un’eccezionale passione, un grande lavoro affinchè la memoria della Resistenza  e della guerra partigiana non andasse perduta.

 

Con lui scompare uno degli ultimi protagonisti di una fondamentale fase storica del nostro paese. A lui il ringraziamento del Pd e di tutti i democratici.

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