Omosessualità

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Omosessualità

Il 17 settembre ad Arezzo ci sarà un incontro sul tema dell'identità di genere con ospite l'avvocato Gianfranco Amato. Consiglio di andare ad ascoltarlo.

 

Vi sentirete dire, tra varie cose: che le relazioni gay sono gravi depravazioni (paragrafo 2357 del catechismo) - gli atti di omossessualità sono intrinsicamente disordinati - contrari alla legge naturale, perché precludono al dono della vita - in nessun caso possono essere approvati. Molte altre interessanti considerazioni vi aspettano, però leggete anche quanto segue prima di andare .. potrebbe esservi utile.

Nei primissimi stadi dello sviluppo fetale gli organi sessuali (gonadi) sono neutri. Siamo stati tutti femmina per almeno un mese.

Quando una coppia delle ventitre cromosomiche è XY i geni del cromosoma Y producono proteine che trasformano le gonadi in testicoli.

Senza questo intervento le gonadi crescono fino a diventare ovaie. Poi, nel corso del successivo sviluppo i testicoli producono testosterone che, attraverso il sangue influenza l'anatomia del cervello maschile. In asssenza di un aumento rilevante del testoterone il cervello segue la tipica via femminile.

Senza testosterone il cervello si svilupperebbe, di default, in forme femminili. Picchi di testosterone si presentano nella pubertà. Una strada di sviluppo opposta avviene in presenza di coppia XX: gli estrogeni ne sono i protagonisti.

Vi sono molteplici implicazioni biologiche in questo complesso sviluppo del cervello dell'essere umano che coinvolgono non solo la sessualità ma anche l'aggressività e molte altre caratteristiche evolutive del maschio e della femmina. Non serve addentrarsi in tutto questo splendido intrecciarsi della chimica, dei neurotrasmettitori e altro,  con l'ambiente e la cultura per comprendere la delicatezza e la imprevedibilità degli equilibri che conducono a maturare orientamento sessuale e identità di genere.

Sappiamo che l'ipotalamo è la zona del cervello più implicata in tutto questo svolgersi dello sviluppo ingegneristico cerebrale .. qui basti accennarlo.

Cervelli maschili e femminili si manifestano diversi per numero di neuroni presenti in zone dell'ipotalamo che caratterizzano comportamenti ed emozioni specifiche. Siamo diversi (maschi e femmine) ma solo quando tutto va "per il verso giusto",  cosa che non capita sempre .. anzi. Tali differenze nel numero di neuroni in certi nuclei dell'ipotalamo si verificano "in media" ma la media non offre valore invariabile, così come sono variabili ed imprevedibili connessioni sinaptiche e modulazione dei neurotrasmettitori tra individuo ed individuo .. anche se usiamo dire che siamo "tutti uguali". 

Data la complessità, qui solo accennata, dei processi che conducono alla formazione matura dei cervelli e, data la variabilità delle strade percorse dall'informazione genetica e quella delle interazioni tra vari fattori neurochimici, a volte la mascolinizzazione, e di converso la femminilizzazione, possono realizzarsi in modo incompleto e persino contraddittorio: si possono avere genitali maschili e cervello femminile e viceversa.

Sappiamo che tipicamente abbiamo come prototipi XX e XY ma la biologia offre anche accrocchi particolari. Un maschio su seicentocinquanta nasce con i cromosomi XXY (sindrome di Klinefelter)" poi ci sono altre variazioni: uno si mille XYY e uno su ventimila nati maschi XXYY, in un caso su cinquemila un feto può avere un singolo cromosoma X, infine il concepito può avere un singolo cromosoma Y. Nei primi due casi non si verificano sintomi significativi, nel terzo si, a livello di possibili patologie deleterie e, nel quarto è molto probabile che l'annidamento in utero non si verifiche e quindi non ci sia sviluppo. Quello che serve ricavare da questa precisazione è soltanto che non siamo tutti XX o XY.

In relazione al prototipo XY possono verificarsi varie difficoltà di "relazione" fra testosterone e recettori (proteine prodotte dai geni) tali da impedire la tipica mascolinizzazione delle gonadi e del cervello. In alcuni casi ciò comporta la possibilità che un bimbo nasca con una piccola vagina e verrà ritenuto femmina.; nella pubertà svilupperà il seno ma non avrà mestruazioni ne le ovaie: corpo femminile geneticamente maschile. Queste persone potranno essere attratti sessualmente da maschi o femmine o da entrambi e conducono una vita normale.

In relazione al prototipo XX, se il feto è sottoposto in utero ad alti livelli di testosterone, potrà avere un clitoride  grande o un pene piccolo: poi durante la pubertà, quando aumenta la produzione di testosterone, potrà sviluppare un pene normale, avere la discesa dei testicoli e sviluppare una muscolatura più mascolina: corpo maschile geneticamente femminile. Questo serva ad immaginare le innumerevoli possibilità intermedie nello sviluppo del cervello da un punto di vista sessuale e di genere.

Una persona XY con testicoli, pene e corpo da uomo può non sentirsi affatto un maschio. Una persona XX con vagina e ovaie e un corpo femminile può sentirsi fisiologicamente e profondamente un uomo. 

Quando ciò accade non si tratta di una "scelta" o di una immaginazione folle. Nella maggior parte dei casi si tratta di un fatto biologico. Una volta che si conoscano i molti fattori, genetici e non, che possono alterare il grado di mascolinizzazione e femminilizzazione del cervello, è un po' più facile afferrare la spiegazione biologica di quanto una persona possa sentire la differenza fra le proprie gonadi e la propria identità di genere.

Ora ci sarebbe da citare la scoperta di Simon LeVay relativa ad una piccola area dell'ipotalamo nella quale, confrontando (post mortem) alcuni cervelli, trovò differenze anatomiche fra cervelli di eterossessuali ed omossessuali. (Chi vorrà farà lo sforzo di approfondire).

In conclusione. Quanto detto implica che nel "ginepraio" delle interazioni biochimiche, genetiche e ormonali dello sviluppo del feto e delle conseguenze in pubertà, alcune cellule dell'ipotalamo sono o non sono mascolinizzate o lo sono in un certo grado o in un altro, così che alla fine l'orientamento sessuale è ampiamente determinato fin dalla nascita. Nessun bambino di cinque anni fa la scelta di vita di essere Gay.

(Quasi tutto ho saccheggiato da un capitolo di un grande lavoro della Prof.ssa Patricia S. Churchland - L'io come cervello - Cortina 2014)

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