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SEL: il Casentino e le fusioni

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SEL: il Casentino e le fusioni

 

Nei giorni scorsi è stata presentata una proposta di legge, da parte del Consigliere regionale Mugnai (FI) per la fusione dei Comuni di Bibbiena, Ortignano, Chiusi della Verna. E' stata chiesta anche a noi la disponibilità a sottoscrivere la proposta. Abbiamo rifiutato non per pregiudiziali ideologiche e nemmeno per contrarietà a quella fusione in sé. Il Casentino sta vivendo una stagione di profonda crisi politico/istituzionale, con il fallimento evidente dell'Unione dei comuni, non per tipologia istituzionale, ma per mancanza di leadership politica (in altre realtà le Unioni dei Comuni hanno funzionato e funzionano). Le polemiche tra Sindaci, le uscite surreali del Sindaco di Castel San Niccolò, Presidente dimissionato, lo scontro tra due presidenti, le convocazioni/sconvocazioni della giunta e dell'assemblea dell'Unione, con il coinvolgimento delle forze dell'ordine e le diverse tifoserie da stadio (la “democrazia dei creduloni, direbbe un noto politologo americano) ecc. stanno gettando nel ridicolo tutta la vallata.

Il problema allora non è quello di proporre una soluzione parziale, ma di fare una proposta definiva per l'assetto istituzionale di tutto il Casentino .Altrimenti la proposta, oltre ad apparire strumentale, rischia di rendere anche più difficile una soluzione definitiva e completa.

SEL ribadisce la sua posizione:

  1. La soluzione migliore vista la eliminazione/trasformazione delle province, e le diverse leggi nazionali e regionali su fusioni e accorpamenti, e l'esigenza di avere una rappresentanza istituzionale unitaria e forte, sarebbe il Comune unico, che , tra l'altro, garantirebbe le attuali singole comunità (attraverso opportune forme di partecipazione tipo circoscrizione/municipalità locali) più della annessione dei piccoli comuni a quelli grandi.

  2. Siamo consapevoli che dopo il fallimentare referendum promosso in modo sciagurato dalla Lega e dopo la fusione dei comuni di Pratovecchio e Stia, questa proposta rischia di essere inattuabile (a meno di una decisione di forza a livello regionale, che potrebbe anche essere auspicabile)

  3. In questa situazione il modo migliore per ottenere la massima semplificazione potrebbe essere la formazione di due al massimo tre comuni (tenendo presene la già avvenuta fusione di Pratovecchio e Stia); consapevoli, però, che si riproporrà comunque il problema di un accordo tra gli eventuali nuovi comuni.

  4. Riteniamo anche importante che i nuovi comuni superino i 15000 abitanti, per essere almeno alla pari con gli altri comuni della provincia che hanno voce in capitolo

  5. Riteniamo anche importante che il Comune di Talla rimanga in Casentino, anziché unirsi all'area aretina con Capolona e Castiglione Fibocchi.


Queste nostre riflessioni sintetiche vogliono essere un contributo alla ripresa di una discussione politica seria sul futuro della nostra vallata, senza pregiudizi e senza giochi di opportunismi. Siamo disposti a confrontarci. Ma ci sembrano ormai inutili e superate soluzioni parziali come quella proposta dal Consigliere Mugnai.
Il Casentino non può più aspettare. La classe politica che ne ha in mano le sorti, se ne è capace abbia uno scatto di orgoglio e di resipiscenza. Altrimenti getti la spugna!
Luca tafi, SEL Casentino

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