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Musica dal vivo. Ma la legge è uguale per tutti?

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Musica dal vivo. Ma la legge è uguale per tutti?

Caro Paolo, Visto che sei in una posizione dove puoi far sentire la mia voce ti scrivo per capire.

Come saprai faccio musica live in vari locali e dobbiamo rispettare dei regolamenti per L'impatto acustico ed ho riscontrato varie incongruenze.

Una di queste sere ero al Kristal bar al parco Giotto e verso le 23,45 sono arrivati i vigili urbani che con arroganza mi hanno intimato di smettere perchè fuori orario quando io sapevo di poter far musica fino alle 24.

Hanno usato queste parole "spegni sennó mi incazzo".

Forse se non smettevo mi sparavano. Che vadano in Guido Monaco dove davvero c'è bisogno.

Dal Menchetti stessa storia. Siamo in centro abitato non si puó far casino.

Ok va bene giusto ma come mai all'Urban o Mexical dietro le mura si fa casino fino alle 2 di notte e oltre senza che nessuno intervenga eppure siamo in centro abitato pure lì.

Ora mi viene da pensare che la legge non sia uguale per tutti (sai che novità) Inoltre un po' di educazione da chi deve vigilare ci vorrebbe e ancora come funziona l'orario di chiusura visto che 2 vigili lo stesso giorno mi hanno detto che potevo cantare fino alle 24 mentre la sera mi hanno detto 23

Mah non capisco Dai voce al mio sfogo.

Grazie Ciao Cristiano

 

Dipende tutto dalle nuove norme approvate dalla Regione sull’impatto acustico.

Prima un chiarimento: La città è stata suddivisa in zone. Queste:

 

In ognuna di queste zone è possibile ottenere un certo numero di deroghe, a seconda della classe, avendo ben chiaro il principio che si vuole tutelare il diritto al riposo del cittadino esposto al rumore. Ovviamente se sei in classe IV avrai molta piu' facilità a far musica. Ciò che conta è che il singolo residente non subisca più di un certo numero di giorni (e soprattutto notti) di disturbo.

Fare musica a tarda sera (con tutto quello che ne consegue) può essere tollerabile se non diventa un evento ricorrente. Il numero di giorni di deroga varia con la zona del piano di classificazione acustica del comune in cui si fa musica e ciò segue il buon senso. Maggiore è la classe acustica e più alti sono i limiti, quindi maggiore può essere il numero di deroghe che si possono concedere.

Attenzione: è limitato il numero di deroghe concesse per il rumore all’interno dei locali a cinque: anche questa è una scelta di buon senso.

In assoluto non è vietato fare musica, ma il gestore non può aprire un locale non adatto in termini di protezione dal rumore dei vicini a quanto poi oggettivamente vuol fare in maniera continuativa. La deroga si può concedere, ma certo deve restare eccezionale. Se si vuole fare musica all’interno di un locale, occorre progettarlo ed insonorizzarlo in maniera adeguata e non puntare a derogare i limiti.

Occorre sempre ricordare che l’obiettivo è proteggere i cittadini che hanno il diritto al riposo e pertanto non è importante dove faccio musica, ma ciò che conta e dove chiedo di derogare dai limiti.

Il numero di deroghe concedibili è appunto determinato dal recettore e non dalla sorgente.

Se non ho bisogno di chiedere deroghe ai limiti, perché mi sono ben attrezzato, ho orientato bene le casse, mi sono dotato di barriere, ho regolato bene la presenza degli avventori,  non ho necessità di chiedere alcunchè e posso fare musica tutte le sere.

Se però non è così, allora occorre che il Comune che autorizza, abbia ben presente quante notti il cittadino esposto potrà tollerare il disturbo che consegue alla concessione delle deroghe. Per far ciò i tecnici chiamati dai gestori a valutare l’impatto della loro attività, devono identificare dove non rispetteranno i limiti e quindi gli edifici impattati. Si ricorda poi che le deroghe vanno richieste al Comune e – se non semplificate – il Comune deve chiedere un parere alla ASL.

Gli uffici del comune dovranno tenere nota delle deroghe concesse, in modo tale che nel tempo, il numero massimo di deroghe concesse (e le notti insonni) non superino quello stabilito, questo perché le deroghe prima concesse a turno ai singoli locali, determinavano di fatto una successione di eventi senza soluzione di continuità.

 

Un caro saluto Paolo

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