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UNA MAGGIORANZA SENZA ARGOMENTI RISPOLVERA UNA VECCHIA POLEMICA

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UNA MAGGIORANZA SENZA ARGOMENTI RISPOLVERA UNA VECCHIA POLEMICA

 

A distanza di circa due mesi l’Amministrazione comunale a corto di idee e di argomenti  non  trova di meglio che riportare in auge prima attraverso un volantinaggio nei bar poi a mezzo stampa  una vecchia polemica sulla struttura dell’ex-Ospedale di Santa Maria della Pace. Noi , come gruppo di opposizione, avevamo già risposto con volantini e con un post sul nostro profilo Fb respingendo al mittente le accuse di inesattezze e falsità rivolteci dalla Maggioranza. Francamente ritenevamo già chiusa la questione, ma ora sentendoci di nuovo attaccati, non possiamo esimerci dal rendere di nuovo pubblica  la nostra replica risalente al 23 giugno u.s. , che di seguito riportiamo.
“In risposta all’ANONIMO autore di un articolo apparso il 18 GIUGNO. in v ari quotidiani, come  gruppo di Minoranza “ Impegno per Monte San Savino” , accusati di aver fornito nella trasmissione televisiva "Sportello reclami" informazioni imprecise sulla struttura dell’ex Ospedale di Monte San Savino, ci sentiamo in dovere di fare alcune puntualizzazioni non per dare seguito ad una polemica che per parte nostra consideriamo già chiusa, ma per amore di chiarezza e di verità.
1) Finanziamenti europei.
Nessuno che abbia il benché minimo di dimestichezza con la pubblica amministrazione ritiene che si possa attingere ai finanziamenti europei come a un Bancomat e per questo non c’era bisogno che i nostri colleghi di maggioranza ce lo spiegassero addirittura in Consiglio comunale ( cosa del resto mai avvenuta, per quello che mi ricordo). Il fatto che per richiedere tali finanziamenti occorra seguire una procedura complessa non dovrebbe essere un deterrente per dei buoni amministratori che hanno a cuore lo sviluppo del loro Comune.
E’ vero che i suddetti finanziamenti arrivano a rimborso di opere già realizzate e che attualmente il nostro Comune, come tanti altri piccoli Comuni, non ha disponibilità di cassa per opere superiori a 200.000 euro. Ebbene si poteva chiedere un finanziamento di tale entità per provvedere intanto all’esecuzione dei lavori più urgenti nelle parti più degradate della struttura. Ci permetta l’anonimo articolista, se i 20.000 euro stanziati dall’Amministrazione sono sufficienti per la messa in sicurezza e la risistemazione esterna dell’edificio, forse con 200.000 qualcosa di più si poteva fare. Ma queste ovviamente sono scelte politiche su cui c’è poco da dire, i politici tuttavia devono assumersene la responsabilità e non indispettirsi per le critiche che possono provenire da parte della cittadinanza,né trincerarsi dietro il solito ritornello della mancanza di fondi.
Per inciso vorremmo anche ricordare che i contributi europei sono fuori del Patto di stabilità.
Nell’articolo citato, sempre al punto 1, si legge che la Giunta Scarpellini ha ottenuto 500.000 euro di finanziamenti. Forse è stato fatto un arrotondamento per eccesso, almeno stando a quello che si deduce consultando i bilanci di questi anni. Tale cifra non si raggiunge nemmeno conteggiando tra i finanziamenti i 150.000 euro incassati mediante escussione di fideiussione assicurativa per il ripristino delle opere di urbanizzazione nella frazione di Alberoro, mai ultimate dall’impresa esecutrice.

2) Proposta di trasformazione dell’ex Ospedale in sede dell’Ufficio postale centrale.
L’Amministrazione si arroga la paternità dell’ipotesi di trasformare l’ex Ospedale in sede dell’Ufficio postale centrale. La realtà dei fatti è però un po’ diversa e vale la pena andare con la memoria a un paio di anni fa quando si era diffuso in paese un certo allarmismo per il reale rischio di chiusura dell’attuale sportello situato sotto le Logge. In quella circostanza, fu il nostro capogruppo, Claudio Valdambrini,  che, animato da spirito collaborativo nel superiore interesse della cittadinanza, suggerì in modo informale all’Assessore alle attività produttive questa ipotesi da sottoporre all’Ufficio provinciale delle Poste. L’Assessore trovò sensata la proposta e la condivise facendola propria nella pubblica assemblea tenutasi al Cassero.  Forse chi ha scritto l’articolo non era a conoscenza dei contatti avvenuti fra noi e la Maggioranza e del suggerimento condiviso.”

 

Forse il riportare in vita vecchie polemiche è un espediente  per stornare l’attenzione dell’opinione pubblica da situazioni incresciose in cui una Maggioranza, che peraltro non brilla per efficienza,  si è venuta a trovare negli ultimi tempi tra pasticci burocratici e fallimenti di progetti, che noi abbiamo rilevato in Consiglio comunale e che sicuramente non depongono a favore di un’amministrazione oculata e rigorosa. Per non parlare poi del malcontento  suscitato fra i cittadini dalla raccolta dei rifiuti “porta a porta”. Meglio parlare dell’ex-Ospedale.

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