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IMMIGRAZIONE – FRANCESCO MACRI’: AREZZO HA BISOGNO DI MAGGIORE TUTELA DELLA SICUREZZA SOCIALE

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IMMIGRAZIONE – FRANCESCO MACRI’: AREZZO HA BISOGNO DI MAGGIORE TUTELA DELLA SICUREZZA SOCIALE

IL CAPOGRUPPO COMUNALE DI FDI CHIEDE A TUTTE LE AUTORITA’ DI SCENDERE IN CAMPO CONCRETAMENTE DOPO L’AGGRESSIONE ALL’INFERMIERA DELLA ASL 8 DENTRO IL PRONTO SOCCORSO

 

Dichiarazione di Francesco Macrì, capogruppo di FdI al Comune di Arezzo

Il mio pensiero va all’infermiera della Asl di Arezzo picchia a sangue da un immigrato extracomunitario con l’auspicio di tutto il mio partito che possa riprendersi al massimo.  L’ aggressione  alla triagista dell’ospedale di Arezzo  è un caso di brutale violenza contro una donna lavoratrice  non derubricabile alla reazione inconsulta di un paziente del Pronto Soccorso che ha perso la calma e al quale sono saltati i nervi. Troppo comodo sarebbe farlo passare per un generico episodio d’ira in un ambito sensibile qual è l’ospedale San Donato,  in cui sono ricorrenti i rapporti tesi tra pazienti e lista d’attesa. La brutale aggressione all’infermiera addetta all’accettazione si inquadra nello stillicidio di casi analoghi patiti da tanti altri in tutta Italia nello svolgimento del loro servizio e sempre per mano di extracomunitari.  Bisogna dire le cose come stanno davvero e trarne le conseguenze! Ad Arezzo trarne le conseguenze  dovrebbe voler dire per tutti prendere coscienza che oramai da tempo viviamo anche da noi in una situazione critica quotidiana e bisogna che le autorità coordinate nel Comitato provinciale per l’Ordine Pubblico  entrino in campo con il preciso proposito di garantire un adeguato livello di sicurezza, mirata e generale. Se l’organico delle forze dell’ordine non è sufficiente alle necessità, si chieda  rinforzi  nella tutela della sicurezza sociale. Arezzo non è più quella di una volta neppure come presenze extracomunitarie mentre  non ci sembra che l’intenzione sia quella di drenare il flusso costante di nuovi immigrati. Essendo questo il punto in cui siamo, occorre che all’incoscienza corrisponda almeno una qualche coscienza sulla gravità del caso di violenza ai danni di un’infermiera, se non basta a farsi una coscienza il clima che c’è nel centro cittadino come nelle periferie di Arezzo.  

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