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“Legalità in campo agroalimentare significa tutela della nostra salute”

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“Legalità in campo agroalimentare significa tutela della nostra salute”

Il valore della Legalità, Cibo sano e giusto”. Ieri grande confronto nazionale ad Agri Young, organizzato daColdiretti Arezzo con l’Osservatorio sulla Criminalità nell’Agricoltura a Rondine Moncalvo e Caselli: insieme combattiamo le Agromafie per dare un futuro alle giovani generazioni Marcelli: in campo anche per difendere la Toscana, siamo la regione che subisce più contraffazioni al mondo

 
 
 
“Promuovere la legalità in campo agroalimentare significa tutelare la nostra salute, il nostro cibo, ma la battaglia è, e sarà, dura visto che il tesoro delle agromafie vale 15,4 miliardi. Combattiamo le Agromafie insieme per dare un futuro alle giovani generazioni”.  Sono parole del presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo  e del noto magistrato Giancarlo Caselli, ma rispecchiano in pieno il comune sentire e le convinzioni di tutti gli intervenuti ieri alla tavola rotonda “Il valore della Legalità, Cibo sano e giusto”. L’incontro è stato organizzato da Coldiretti Arezzo, con l’Osservatorio sulla Criminalità nell’Agricoltura e sul Sistema Agroalimentare,  in collaborazione con la Camera di Commercio di Arezzo, all’interno della grande  kermesse che è ormai  Agri Young, la festa dei giovani di Coldiretti Arezzo che hanno partecipato in più di 600 nel  suggestivo scenario di Rondine, Cittadella della Pace, ad Arezzo.
Un evento pensato, vissuto e costruito passo dopo passo da Coldiretti Arezzo, ma che ha ieri raggiunto una dimensione nazionale,  che ha proiettato la nostra città al centro della ribalta su una tematica centrale per il nostro futuro.
Dimensione nazionale testimoniata dai partecipanti alla tavola rotonda, visto che, oltre ai già citati Gian Carlo Caselli, presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla Criminalità in agricoltura  e al presidente nazionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo,  erano presenti anche Fabrizio di Marzio, consigliere dell’Osservatorio Agromafie; il presidente di Rondine Cittadella della Pace, Franco Vaccari e il presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo, Tulio Marcelli. Moderatore  il direttore della Nazione Firenze, Pierfrancesco De Robertis.
Inutile dire che all’evento è stata amplissima la presenza delle autorità civili e militari e delle forza dell’ordine. Ad inizio lavori in saluto è stato portato, infatti, dal Procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, dal presidente della Camera di Commercio, Andrea Sereni, che ha spiegato come la Cciaa aretina “non poteva non collaborare ad un evento di tale livello”. Saluto anche dall’Assessore regionale all’agricoltura, Marco Remaschi a nome della giunta Toscana, che ha spiegato che “si respira qualcosa di importante nell'agricoltura toscana, con una nuova generazione che si affaccia in questo mondo, proponendosi con nuove esperienze e stili di impresa e di lavoro. E’ qualcosa di cui dovremo tener conto anche nei nostri futuri strumenti di programmazione”.
Nel suo intervento alla tavola rotonda il presidente nazionale di Coldiretti, Moncalvo, ha ribadito che “l’Osservatorio è stato fortemente voluto da Coldiretti, e ha come obiettivo quello di creare un complesso di controlli capaci di assicurare la più completa informativa ai consumatori, ma anche alle Istituzioni, contrastando le contraffazioni e le adulterazioni alimentari. In questa prospettiva, con il pieno sostegno di Coldiretti,  intende promuovere iniziative di approfondimento in merito agli interventi e agli effetti delle pronunce di tutte le autorità amministrative indipendenti che possono interferire nel mercato agroalimentare, perché noi pensiamo -  e agiamo di conseguenza su tutti i fronti - che senza legalità e senza certezze sull’origine dei prodotti, non c’è salute per i cittadini” .
Gian Carlo Caselli ha, invece, spiegato chiaramente che “l’obiettivo dell’Osservatorio, nato da un’idea di Coldiretti che mi ha chiamato a collaborare al progetto,  è prestare massima attenzione e individuare la presenza delle mafie sul versante agroalimentare, ma anche la presenza di ogni altra forma di opacità che possa mettere a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini consumatori, con particolare riguardo ai sistemi di tracciabilità, etichettatura e allerta”.
“Abbiamo -  ha insistito Caselli -  come obiettivi ultimi, fondanti, la salvaguardia della natura distintiva dell’agricoltura italiana e la sensibilità verso beni comuni:  il cibo soprattutto, ma anche acqua, suolo e territorio nella consapevolezza che trasparenza e verità, giustizia e legalità siano le linee discriminanti quando questi temi vogliono essere affrontati nell’interesse generale”.
Nel suo intervento Di Marzio ha, invece,  rivelato che “questa struttura è stato pensata proprio come un istituto di ricerca e ha come mission quella di investigare il sociale, affiancando le Forze dell’ordine, che agiscono sul fronte delle investigazioni criminali, e i numerosi magistrati che si occupano con il loro lavoro sul territorio dei fenomeni legati alle agromafie. Vogliamo mettere a fattor comune le proprie competenze per tenere sotto costante monitoraggio le attività criminali nel settore della produzione e distribuzione agroalimentare”.
Tulio Marcelli ha spiegato invece che Coldiretti, a questo punto, “chiama alla massima vigilanza sulle contraffazioni, in particolare in Toscana: “Come Toscana, infatti – spiega - siamo la prima regione per numero di prodotti tradizionali, ben 463, e ai vertici con 52 vini Doc e Docg e per prodotti Dop e Igp, 28 in totale.  Per questo siamo anche la regione che subisce più contraffazioni in assoluto: dobbiamo quindi tutelare i primati internazionali conquistati nella qualità alimentare. E’ un problema che riguarda tutta l’Italia, che ha il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario con 273 prodotti Dop/Igp e la leadership europea nel biologico con  43.852 imprese, ma anche il primato nella sicurezza alimentare mondiale con la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma pari allo 0,2%, quota inferiore di quasi 10 volte rispetto alla media europea (1,9%)”.
Dal canto suo il padrone di casa, Franco Vaccari, ha detto che “si rinnova oggi un bellissima collaborazione con Coldiretti che speriamo sia sempre più forte; sono molti nostri giovani che si sono formati qui ad Arezzo nella campagna toscana nel settore dell'agricoltura e noi vogliamo continuare a seguirli affinché possano incidere nelle loro comunità di origine.  Il tema che si affronta oggi, quello della legalità, si sposa appieno con Rondine  perche qui si sperimenta un nuovo tipo di cittadinanza universale dove non c'è prevaricazione e ognuno è tutelato nei diritti fondamentali.  Qui la regola non solo conviene ma rende possibile una convivenza vera che prima  era impossibile anche solo pensare”.
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