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Genitore uno, genitore due: che vergogna.

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Genitore uno, genitore due: che vergogna.

Mi scuso, anche se non c'entro niente.

Non lo sapevo, neanche lo immaginavo che i moduli per l'iscrizione ai servizi comunali di Arezzo per l'infanzia e alcuni altri moduli recassero le indicazioni di “genitore uno”, "genitore due".

Credo che con queste parole siamo riusciti ad offendere tutti i genitori, introducendo un criterio numerico di predominio che va contro tutto quello che è il progresso di questo popolo e di questa civiltà (europea) nel corso di secoli.

Io non ho punti di vista definiti riguardo tutte le numerose problematiche che vedono la costituzione di una famiglia fra due membri dello stesso sesso, la cosiddetta problematica "gender”. Ma so che non voglio discriminarli. Le preferenze sessuali sono umane.

Ma mi accorgo che vivo in un Comune dove qualcuno -di cui chiedo il nome- ha pensato di affrontare e risolvere così un problema di tale significato, mettendo il carro davanti ai buoi.

Mentre credo che il percorso della civiltà italiana nell'arco di un paio di millenni non possa essere trascurato e messo da parte per un atto di “peloso" sentimento di accoglienza, mi sento colpevole se questa è la risposta che le istituzioni devono dare. Gli etruschi vivevano l'omosessualità come naturale, idem i romani, ora dobbiamo dare risposte giuridiche più definite, ce la faremo!

La consigliera che ha evidenziato questo problema ha forse una sensibilità diversa dalla mia: benissimo, parliamone perché l'interesse delle giovani generazioni è più importante delle differenze fra chi crede in un approccio l.g.b.t. e chi crede nella famiglia come descritta in alcuni libri sacri da una parte importante della popolazione.

Ma certo nessuno di noi può accettare che un modulo reciti questa discriminazione: chi è il primo, chi è il secondo? De che?!

Per me sono egualmente importanti, non voglio che il mio silenzio -per ignoranza colpevole- continui. Le tematiche che hanno diviso questo paese negli anni '70 (l'aborto, il divorzio) rispettano per me quel cammino di uguaglianza giuridica fra i due sessi.

Mai potrei accettare che certi paletti vengano adesso inseriti alla chetichella da qualcuno che resta nell'ombra.

Io voglio sapere chi è stato, chi ha autorizzato la stampa di questi moduli con queste caratteristiche. Ci sarà da qualche parte in Comune. Mi dite chi è?

La smettiamo di nasconderci dietro la solita battuta della colpa che morì vergine?

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