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Consiglio Comunale 24 luglio 2015

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Consiglio Comunale 24 luglio 2015

Le interrogazioni

Prima interrogazione dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Massimo Ricci e Paolo Lepri, sulle alternative alla parziale privatizzazione di Estra spa. “A oggi Estra è a capitale pubblico e opera in un settore strategico. La privatizzazione è funzionale al reperimento di capitale per partecipare alle prossime gare di affidamento del servizio. Modi di reperimento alternativi potrebbe però essere l'ingresso di altri comuni italiani nel capitale sociale, l'accesso al cosiddetto Fondo strategico italiano oppure la trasformazione di Estra in public company ad azionariato diffuso”.

Ancora i due consiglieri del Movimento 5 Stelle sulla assoggettabilità o meno alla Vas dell'area ex Lebole. “Alle destinazioni d'uso originarie, con il piano attuativo, sono state aggiunte nel comparto C1 la destinazione residenziale previste modifiche nella distribuzione e tipologia dei parcheggi. Una prima verifica ha sancito che l'area non va assoggettata a Vas perché le modifiche ai parcheggi sono state ritenute migliorative dal punto di vista ambientale. Noi abbiamo delle perplessità su questa conclusione. Chiediamo perciò l'annullamento di questa prima verifica che contrasta tra l'altro con la normativa nazionale”.

Roberto Lepri: “il piano interprovinciale sui rifiuti, per le province di Arezzo Siena e Grosseto, è stato adottato e pubblicato nel Burt. Entro due anni dalla sua pubblicazione deve essere approvato altrimenti decade. Il blocco del raddoppio di San Zeno dipende da questa fattispecie. Se il piano non venisse infatti approvato si tornerebbe al piano 2008 che lo prevede. Arezzo è già virtuosa e questo rende l'eventuale raddoppio una scelta obsoleta. Chiedo al sindaco di agire per fare approvare il piano dai consigli provinciali delle tre città”.

Alessandro Ghinelli: “da parte della provincia, non credo che l'approvazione sia un problema. Mi risulta che il Comune di Arezzo abbia presentato 3 osservazioni, altre 3 Aisa impianti, e credo siano state comunicate. Il presidente Vasai mi ha poi chiesto un incontro. Compiuto questo non ci saranno problemi. Sul raddoppio dell'inceneritore, personalmente non intendo procedervi, vedo semmai con favore l'aumento del tonnellaggio trattabile dalle attuali 42.000 tonnellate all’anno a 55.000 attraverso un progetto di rewamping per fare della gestione dei rifiuti un fattore economicamente trainante. Non nascondo che siamo in difficoltà con un gestore terzo che sta a Siena, era meglio prima con Aisa, la tariffa era molto più sotto controllo”.

Marcello Ricci: “chiediamo la tutela dei dipendenti con famiglie monoreddito della Cantarelli.  Le maestranze di questa società hanno approvato il nuovo piano industriale che prevede il passaggio di centinaia di unità a una ditta neo-costituita. Tra i criteri di scelta di queste unità potrebbe essere favorita l'anzianità di servizio. Ci auguriamo che ne prevalgano altri come quello dei dipendenti citati all'inizio”.

Paolo Lepri: “devo ancora vedere la fine dell'attività della Valli Zabban, nonostante le assicurazioni della passata amministrazione. Non solo i cittadini di San Zeno a essere coinvolti, esistono scuole e impianti sportivi all'aperto nei dintorni. Sempre più abitanti sono colpiti da malattie per cui chiedo una relazione attuale dei lavori svolti dalla ditta per chiudere l'attività, fattispecie che doveva avvenire entro il 31 dicembre scorso. Inoltre chiedo se esiste la reale intenzione di delocalizzarsi e se, più in generale, non sia opportuno creare un registro tumori proprio per monitorare i flussi e i numeri di queste malattie”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli ha assicurato che “integreremo l'ordine del giorno della prossima conferenza dei sindaci del 5 agosto proprio con la richiesta di questo registro da parte della Asl”.

Giovanna Carlettini (Fratelli d'Italia) ha chiesto all'assessore Lucia Tanti se intende dare istruzione agli uffici per ripristinare la dizione di “padre” e “madre”, in luogo di “genitore 1” e “genitore 2” in tutti i moduli per l'iscrizione agli istituti scolastici di tutto il territorio comunale. “Non sono termini casuali, sono anzi cardini essenziali della nostra socialità e religione”.

Risposta positiva dell'assessore Lucia Tanti: “confermo che torneremo a 'padre' e 'madre', grazie a questa interrogazione che diventa un utile sollecito”.

Ancora Giovanna Carlettini: “torno sulla presenza del casottino in Piazza Guido Monaco a ridosso dell'attraversamento pedonale in direzione stazione. È pericoloso perché ostacola la visuale, anche per chi guida le auto. Non potrebbe essere posizionato in maniera diversa?”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha rilevato che “la situazione è nota: è stata una scelta infelice, non sono contrario né a spostarlo né a interrarlo”.

Francesco Macrì (Fratelli d'Italia): “a seguito dei noti fatti di carattere internazionale, la nostra nazione sta subendo un aumento dei flussi migratori. Richiedenti asilo e rifugiati stanno aumentando senza sosta e si tratta di soggetti spesso non in possesso dei requisiti per ottenere tale qualifica. Nella nostra provincia ci sono 3 bandi che stanziano 5 milioni di euro per la gestione del sistema dell'accoglienza. Risorse che non vanno ai nostri connazionali in difficoltà. Per non parlare dei costi indiretti a cui vanno incontro le amministrazioni. Il Comune di Arezzo in base a uno di questi bandi si vede assegnata quota 'zero' perché la città ha già dato e ospita oggi centinaia di persone. A differenza di tanti Comuni che hanno presenze nulle, Comuni amministrati dal centrosinistra. Come stiamo gestendo questa massa di disperati? E chiedo se si possono intraprendere immediate azioni, anche verso la Prefettura, per sensibilizzare sul problema e convocare il Comitato ordine pubblico, quale rappresentante del Comune capoluogo, per riportare alle loro responsabilità i sindaci di questa provincia”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “il numero di immigrati ospitati a oggi è di 257. Questo Comune e io personalmente hanno tenuto sotto controllo la presenza degli immigrati dal giorno dell'insediamento. E ho chiesto, per ciascuno, dove sono fisicamente in modo tale da essere in grado di rintracciarli. Questo per quanto riguarda la logistica. Poi ho subito posto il problema in termini di sicurezza sanitaria perché ho avuto notizie da Grosseto di malattie portate da alcuni immigrati arrivati. Per tre soggetti arrivati ad Arezzo ho chiesto una verifica medica immediata, compiuta dalla Asl e che ha dato esito negativo. E ora, grazie anche all’intervento del Prefetto, abbiamo un ricovero provvisorio dei migranti appena arrivano dall'autostrada ed è questa la prima sicurezza. Alla Prefettura stiamo facendo ferma richiesta perché altri Comuni attivino percorsi di accoglienza. E dal momento che viene a mancare il filtro provinciale siamo andati a sostenere che in carenza di un atto di indirizzo di questo ente sia la regione a operare per la gestione dei flussi di accoglienza. Abbiamo avuto assicurazioni in tal senso. Se non otterremo una cambio di rotta, andremo a lamentarci in regione e sarebbe opportuno che l'intero Consiglio Comunale facesse una mozione con la quale possa essere data forza al Sindaco dinanzi a ogni livello istituzionale per dire: Arezzo è generosa e il suo lo fa, anzi è sopra gli impegni, altri Comuni della Provincia sono sotto. Il programma di accoglienza temo avrà anche dei costi sociali per i Comuni che dovranno mantenere i rifugiati che altri hanno ci hanno mandato”.

Quattro le interrogazioni di Francesco Romizi (Arezzo in Comune): la prima su un edificio a Quarata che insiste sulla pubblica strada: “lo caratterizza un degrado igienico-sanitario ed è parzialmente crollato. La precedente amministrazione aveva impegnato 200.000 euro per la sua demolizione e il ripristino dell'area. Con procedura di urgenza è stata individuata la ditta esecutrice di questo lavoro. Perché a oggi non è ancora partito?”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha confermato di essere al corrente di questo problema: “i lavori partiranno da fine agosto e si esauriranno entro il 2015”.

Ancora Romizi: “i lavori sulla parte bassa di via Guido Monaco sono nel quadro unitario degli interventi agli assi ottocenteschi. Prevedono allargamento dei marciapiedi, inserimento delle alberature, la valorizzazione delle funzioni pedonale e ciclabile, la riduzione degli stalli per le auto. Sono apparse dichiarazioni a mezzo stampa che questo progetto deve essere 'rovesciato'. Tali affermazioni sono vere?”.

Il vicesindaco Gamurrini: “in realtà ho detto che stiamo valutando la possibilità di mantenere i posti auto esistenti a sostegno delle attività commerciali della zona e valuteremo se questa strada è percorribile”.

Romizi: “esiste un accordo di programma con la Regione Toscana con finanziamenti acquisiti per 4 milioni e 215 mila euro per il polo del digitale, il recupero del palazzo di via Pellicceria per il polo tecnologico del restauro e la viabilità a Ponte a Chiani. Progetti con  un significato importante da cui deriva anche la crescita di settori produttivi. Verrà rispettato questo accordo?”.

“Non c'è dubbio – ha replicato Ghinelli – che intendiamo dare corso a questi progetti ma in maniera consapevole. Questa città ha realizzato grandi contenitori di grande pregio senza pensare al loro utilizzo. Fare la scatola non è difficile, è trovare ciò che ci si mette dentro è più difficile. Noi lavoriamo perché utilizzata la scatola ci siano soggetti in grado di produrre i servizi. Su Ponte a Chiani non è vero che è tutto a bilancio. Il privato pare ritirare il suo impegno. Lo incontrerò presto. Essendoci un privato, evidentemente non è un intervento a totale interesse pubblico. Valuteremo anche il caso del venire meno di questa parte di finanziamento, ripensando a tutto quel sistema di viabilità. Durante un progetto si cambia perché cambiano le condizioni”.

Infine Romizi sul Teatro Petrarca: “perché si insiste a negare la possibilità di tenervi il Polifonico che è il 20 agosto?”.

“Va detto – ha sostenuto Ghinelli – che il Petrarca riapre dopo un periodo lungo di chiusura e che ora l'impianto di condizionamento è una novità tecnica standardizzata. Chiaramente va fatta una gara anche per l'acquisto di impianti ad hoc per questo locale. Il Petrarca poi non è stato ancora collaudato, tanto perché sia chiaro a tutti: si vuole guardare con grande attenzione come il restauro è stato realizzato, nei minimi termini, anche perché la ditta esecutrice è in difficoltà. Devo dire che l'impatto che ho avuto, entrandovi, è stato molto bello”.

Egiziano Andreani (Lega nord): “ancora sui migranti, chiedo quanti ne sono arrivati dal primo gennaio al 30 giugno 2015 e quanti dal primo al 20 luglio. Quali soggetti, quali strutture ricettive o cooperative e associazioni li hanno in affidamento e quanti singolarmente ne gestiscono?”.

Ancora Andreani: “le visite mediche allo sbarco dei migranti sono molto sommarie, finisce che si rischia di trascurare malattie come la tbc. Finalmente dal 20 luglio risulta attivato all'ex centro oncologico un luogo dove viene effettuata su queste persone una visita seria. Tutti vengono sottoposti a uno screening completo? La tutela della salute nel nostro territorio è fondamentale”.

Il sindaco: “Chiederò le schede alla Asl per verificare se in effetti i controlli sono fatti su tutti”.

Alessandro Caneschi: “si è verificata la chiusura di un ponticello sul Vingone al Bagnoro, un fatto che crea disagi per i cittadini”.

Il vicesindaco Gamurrini: “si tratta di una strada vicinale con competenza dunque ripartita  tra amministrazione e proprietari della zona. L'amministrazione si farà carico del problema ma non prima di un progetto che va fatto da parte dei cittadini. Questa è la procedura in caso di strada vicinale”.

Ritirata dall’assessore Lucia Tanti la delibera  sulla riorganizzazione dei servizi scolastici

L'assessore Lucia Tanti ha annunciato, nel corso del Consiglio Comunale, il ritiro della delibera sulla riorganizzazione dei servizi scolastici, che prevedeva un’immediata esternalizzazione. Sulla questione ha poi tenuto una conferenza stampa in Sala Rosa. “Il confronto è stato importante: il punto fermo che rimane è l'8 settembre, giorno in cui il servizio dovrà essere garantito, per rispondere adeguatamente alle esigenze di genitori e alunni, in ogni scuola del territorio comunale. Su tutto il resto si può ragionare, valutare: tempi, risorse e scelte statali – ha commentato l’assessore Tanti, proseguendo: abbiamo così messo a punto una prima delibera ma, nel frattempo, proprio al Senato pare si sia aperta una prospettiva nuova che dà una speranza in più rispetto al quadro attuale. Non creiamo illusioni, perché entro il 31 luglio, senza andare quindi oltre la pausa estiva, il Senato delibererà sulla materia. Per cui non regaliamo sogni, attendiamo la legge che, ribadisco, dà un elemento di speranza. Così abbiamo deciso, con una scelta compatta della maggioranza, di ritirare la delibera. Non so come ci arriveremo alla fine di questo percorso, so che ci arriveremo, ma il nostro impegno, preso già durante la campagna elettorale, era quello di valutare ogni strada. Infatti, ci siamo sentiti in dovere di non far cadere alcuna possibilità. Non saremo imprudenti, ma coraggiosi. Il nostro è un atto di responsabilità politica” ha concluso Tanti assieme al sindaco Alessandro Ghinelli che ha chiosato: “si è aperto uno spiraglio, e vogliamo fare quanto è possibile”.

Fratelli d’Italia: “gestione incredibile e irresponsabile dell’accoglienza”

Prima un’interrogazione di Francesco Macrì e di Giovanna Carlettini in Consiglio comunale. Poi una conferenza stampa con la partecipazione di Giovanni Donzelli, capogruppo in Consiglio regionale.

“Con  la nostra interrogazione – ricordano Macrì e Carlettini – abbiamo domandato al Sindaco quali azioni di contrasto intende opporre a quella che consideriamo, da parte del Governo e della Regione, una gestione incredibile e irresponsabile del sistema dell’accoglienza predisposto per la città di Arezzo. Un sistema che rischia di minare gli adeguati livelli di sicurezza della cittadinanza, peraltro già ampiamente compromessi da simili dinamiche e da una presenza negativa della popolazione straniera”.

Il Sindaco è stato anche sollecitato a chiedere la convocazione del Comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza che preveda il coinvolgimento e la responsabilizzazione di tutti i sindaci che non hanno assolto ai loro doveri rispetto alle quote loro assegnate dagli accordi istituzionali precedenti”.

Sia Macrì che Donzelli hanno messo sotto accusa la Regione e i Sindaci Pd per la distribuzione dei profughi nei vari comuni. “Il Comune di Arezzo, in base all’ultimo bando in corso non avrebbe dovuto avere ulteriori assegnazioni di migranti per quanto previsto dai precedenti bandi (236 presenze a fronte di una capienza massima di 180) mentre tanti comuni della provincia hanno quote di disponibilità ma presenze pari a zero. Pensiamo a Laterina, terra del ministro Boschi, Cortona, Bucine, San Giovanni Valdarno, Loro Ciuffenna. E questo mentre altri comuni, quali ad esempio Montevarchi, hanno solo 6 presenze su 60 posti disponibili”.

Fratelli d’Italia ha quindi sottolineato che “Arezzo ha già fatto ampiamente la sua parte, mentre gli altri comuni hanno la possibilità di accogliere migranti per posti già previsti ma non utilizzati. Gli elettori che hanno determinato la vittoria del Sindaco Ghinelli e della maggioranza che lo sostiene sono contrari alla politica scellerata dell’accoglienza indiscriminata di migranti pseudo rifugiati che riteniamo motivo di aumento di insicurezza e delinquenza e di sperpero di risorse economiche che dovrebbero essere destinate alle emergenze per assistere i cittadini italiani in difficoltà”.

Macrì e Carlettini hanno ricordato che “dalla primavera del 2014 al 20 luglio 2015, la provincia di Arezzo ha accolto circa 1.200 immigranti di cui risulterebbero presenti solo 478 mentre circa 722 risultano assenti e non più presenti”. Sono quelli che Donzelli ha definito “i fantasmi”.

Romizi (Arezzo in Comune): “senso di responsabilità: che fine fanno i finanziamenti ottenuti e gli interventi programmati e finanziati?”

Palazzo di Quarata, Teatro Petrarca, Guido Monaco, Polo del digitale e viabilità di Ponte a Chiani

Quattro le interrogazioni di Francesco Romizi (Arezzo in Comune) nel Consiglio Comunale e tutte con rilevanza su lavori e opere pubbliche: “voglio sottolineare che rispetto a impegni presi non si può poi tornare indietro: partiamo da un edificio a Quarata che insiste sulla pubblica strada, lo caratterizza un degrado igienico-sanitario ed è parzialmente crollato. La precedente amministrazione aveva impegnato 200.000 euro per la sua demolizione e il ripristino dell'area. Con procedura di urgenza era stata individuata la ditta esecutrice di questo lavoro. Perché a oggi non è ancora partito?

E ancora i lavori sulla parte bassa di via Guido Monaco, sono nel quadro unitario degli interventi agli assi ottocenteschi. Sono apparse dichiarazioni a mezzo stampa che questo progetto deve essere 'rovesciato'. Tali affermazioni sono vere? Si vuole davvero rinnegare la valorizzazione delle funzioni pedonale e ciclabile?

Esiste un accordo di programma con la Regione Toscana con finanziamenti acquisiti per 4 milioni e 215 mila euro per il polo del digitale, il recupero del palazzo di via Pellicceria per il polo tecnologico del restauro e la viabilità a Ponte a Chiani. Progetti con un significato importante da cui deriva anche la crescita di settori produttivi. Verrà rispettato questo accordo?

E infine perché per il Teatro Petrarca si insiste a negare la possibilità di tenervi il Polifonico che è il 20 agosto? Insomma resta molto da chiarire per non perdere risorse e rilanciare il territorio.

Un premio dedicato a Silvano Grandi: la proposta di Pasquale Macrì in una mozione

Il consigliere comunale Pasquale Macrì (Pd) ha depositato una mozione per l’istituzione di un premio dedicato alla memoria di Silvano Grandi. Un premio che riporti il nome del musicista aretino recentemente scomparso e un’occasione per incentivare e motivare la diffusione del jazz di cui Silvano Grandi è stato grande interprete.

Pasquale Macrì: “amico e co-interprete musicale di straordinari artisti, socio fondatore del Jazz Club Arezzo, protagonista di innumerevoli serate e concerti, Silvano Grandi conoscerebbe così un debito omaggio alla sua figura, amata e apprezzata per l’entusiasmo che sapeva suscitare”. La mozione verrà discussa in Consiglio Comunale

Dichiarazione di Francesco Macrì (Fratelli d'Italia): “Sui rifiuti, abbiamo ceduto la sovranità a un comitato politico-affaristico”

“La delibera sulla tariffa Tasi approvata in Consiglio Comunale è un atto che nasce dalla spoliazione subita da questo territorio di potere decisionale sui servizi essenziali. Così oggi ci troviamo a decidere per non decidere perché ha già stabilito tutto Sei Toscana e noi recepiamo il conto economico dell'Ato. Ratifichiamo una decisione altrui. E l'Ato sono 103 Comuni, quindi capiamo da questo dato come gli interessi siano contrastanti fra loro e con i nostri. Se vogliamo dare il nome giusto alle cose questo è un business privato di un servizio pubblico. Questa amministrazione dovrebbe dare un senso di discontinuità e opposizione a dinamiche contrarie ai nostri interessi. Auspico che il Comune di Arezzo faccia massa critica aggregando altri Comuni. Già sarebbe un risultato importante che tutti i 39 della provincia di Arezzo fossero uniti. Rilancio la sfida al Pd, politicamente fautore di questa gestione del potere: liberatevene. Noi, perché questo è il mandato che ci hanno dato gli elettori siamo qui per segnare una discontinuità secca”.

Le pratiche

“Sono di lieve entità le novità nel piano triennale delle opere pubbliche – ha dichiarato il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – relative soprattutto alla scuola Curina, rispettivamente per la eliminazione delle barriere architettoniche e un co-finanziamento del ministero dei lavori pubblici per verifiche sulla struttura dell'edificio”.

“L'attuale Giunta dà atto – hanno commentato Luciano Ralli per il Pd e Francesco Romizi per Arezzo in Comune – che la passata amministrazione ha lasciato qualcosa di serio. Dunque, non voteremo contro questo atto ma ci asterremo”. La pratica è passata con 21 voti favorevoli e 10 astensioni.

“Dopo undici anni – ha esordito Alberto Merelli – torno a parlare da membro di Giunta, mi verrebbe da citare l'eterno ritorno di Nietzsche. Nel frattempo i Comuni hanno conosciuto una diversa struttura dei conti a seguito di modifiche normative. Le amministrazioni sono adesso tenute ad accantonare importi significativi per crediti difficilmente esigibili. Le variazioni effettive sono di importo ridotto. Sul patto di stabilità, essendo questo un previsionale, si dà atto che il suo rispetto verrà registrato a livello di consultivo. Ci sono 100.000 euro in più, e questi sono spendibili, per il fondo di riserva. Se questo è un bilancio sostanzialmente ereditato, quando predisporremo il nostro bilancio di previsione 2016 daremo manifestazione delle novità che questa amministrazione intende portare nell'azione concreta”.

Un emendamento specifico della consigliera del Pd Elisa Bertoli, con la quale veniva chiesto di trasferire 10.000 euro al capitolo “cultura”, non ha ricevuto il visto di legittimità. E' stato quindi ritirato.

Paolo Lepri: “sarebbe utile sapere quanto è l'ammontare dei crediti che si considerano persi totalmente e quanto è l'importo per crediti di dubbia esigibilità che pensiamo invece di recuperare”.

La pratica è stata quindi approvata con 20 voti a favore e 9 astensioni.

Sulla Tari, sempre Merelli ha sottolineato che “le tariffe per l'anno 2015 partono dall'intento di mantenere inalterato il carico per i cittadini. Così la Giunta ha deliberato di mantenere inalterata la tassa per famiglie e utenze non domestiche rispetto al 2014. Capisco che la pratica si presta a considerazioni varie, tipo sul porta a porta, ma la pratica è di carattere tributario”.

Se Francesco Romizi ha ribadito che si tratta di scelte che non differiscono da quelle già assunte dalla precedente amministrazione, Francesco Macrì ha sottolineato come “l'atto nasca dall'allontanamento di decisioni sui servizi essenziali da questo territorio”.

Paolo Lepri del Movimento 5 Stelle ha detto “di essere sconcertato per chi anno scorso aveva approvato questa aliquota e oggi si asterrà. Il potere delle urne, si capovolgono le cose ma il cittadino paga sempre la stesso. E l'opposizione diventata maggioranza? Aveva detto che l'aumento del 10% dello scorso anno era esagerato. Oggi lo conferma. Vi sfido a non approvare la delibera”.

Luca Stella di Forza Italia: “la struttura a castello creata sui rifiuti avrà sempre utili, senza  rischio di impresa. Sullo stesso porta a porta sperimentato con la precedente amministrazione,

dovremmo capire se reca vantaggi a noi e non a Sei Toscana”.

Su sollecitazione di Elisa Bertoli, l'assessore Marco Sacchetti ha sottolineato che “l'incremento del porta a porta porta anche all'incremento dei costi. In questa fase, il nostro obiettivo è definire con Ato i modi per ottimizzare il servizio in funzione di specifiche zone e tipologie di utenti”.

“In realtà sul porta a porta dipende tutto dalla volontà politica di iniziare. Gli Ato, per una legge del 2012, dovevano essere a gestione pubblica e invece sono a scopo di lucro e dunque non faranno gli interessi del cittadino” – per Massimo Ricci del Movimento 5 Stelle.

Luciano Ralli: “lo spirito di Francesco Macrì sulla difesa delle prerogative del Comune è comprensibile ma dobbiamo anche renderci conto che il tema è quello dell'accentramento dei servizi. In parallelo ai rifiuti c'è l'Ato delle acque o le politiche sanitarie. La tendenza è nazionale, non è della Regione Toscana. I rischi dei processi di centralizzazione ci sono ma li prendiamo in considerazione i rischi del percorso inverso, con ogni Comune con il suo impiantino di smaltimento? Criticate pure ma mettete in campo un modello alternativo. Di sicuro quando uno governa fa le sue scelte, la Toscana ha fatto le sue, magari più avanti potremo vedere maggiori economie di scala ma già la qualità dei servizi è buona. Credo poi che bisogna uscire dalla logica che l'Ato è alternativo al Comune. Se stiamo dentro al meccanismo poniamoci semmai i problemi del controllo e della riduzione delle tariffe. Su questa delibera specifica il Pd voterà a favore”.

Roberto Bardelli: “le aree vaste dovevano migliorare la nostra vita quotidiana e invece chi le gestisce non risponde più né ai Comuni né al cittadino. E secondo me è partito male pure il porta a porta, in fase sperimentale da tre anni. E su questo stiamo spendendo dei soldi”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “in effetti siamo ancora in alto mare perché dobbiamo avere ancora un piano industriale vero. E in questo andrà messo in conto l'impianto di San Zeno secondo questa logica: che Arezzo deve essere efficiente anche per altri non possiamo più accettarlo, ecco perché più si allarga l'ambito e più è peggio per noi. Dinanzi a questa logica faremo la nostra parte”.

La delibera è stata approvata con 27 voti favorevoli e 2 contrari.

Approvati i bilanci di due istituzioni: Biblioteca Città di Arezzo e Giostra del Saracino. Ha illustrato le pratiche l'assessore Alberto Merelli: “per quanto entrambe le istituzioni, nel 2015 si sono dovute uniformare alla contabilità finanziaria del Comune di Arezzo”.

La presidente Sandra Rogialli ha sottolineato due cose: “la biblioteca ha una valenza storica importante, ha avuto nel tempo forme varie di gestione e ritengo la formula 'istituzione' oramai poco adatta alle nuove forme di gestione di bilancio e opere. Da questo punto di vista mi preme lasciare come consegna il pensiero, da parte della nuova amministrazione, di rinnovare in questo senso. Mi dispiacerebbe semmai che tornasse a essere un ufficio comunale. Secondo: è un'istituzione sana, che è rimasta con poco personale ma tutto qualificato e preparato. La sede è ancora molto apprezzata, specie fra i giovani, per cui attenzione all'antico ma apertura verso nuove forme come il prestito on line”.

Paolo Lepri ha sottolineato una criticità: “la biblioteca spende 12.500 euro all'anno per l'affitto di un locale a Quarata, un fondo senza neanche i crismi della sicurezza. Mi pare una spesa eccessiva. Così come i 6.500 euro per la bolletta telefonica annua”.

“Rilievi giusti quelli di Lepri – ha replicato Donato Caporali – ma è bene che la biblioteca si decentri per avere delle sedi di lettura nelle frazioni”.

“Così come per il bilancio – ha rilevato Elisa Bertoli – pratiche economiche come queste dovrebbero essere supportate dalla presenza del collegio dei revisori quando si discutono in aula. Sulla Istituzione Giostra ho chiesto dati sugli incassi per i biglietti e i diritti televisivi. Non si colgono bene leggendo questo bilancio”.

Francesco Romizi: “gli unici atti sulla Giostra che passano in aula sono i bilanci, quando potremmo discutere di questa manifestazione. Quindi quali strategie anche economiche vengono messe in campo dovremmo conoscerle adesso”.

I bilanci sono stati approvati con 19 voti favorevoli e 8 astensioni (Biblioteca Città di Arezzo) e 18 voti favorevoli e 8 astensioni (Giostra del Saracino).

Gli indirizzi sulle nomine

Il presidente del Consiglio Comunale Alessio Mattesini ha sottolineato che il decreto legislativo 39 del 2013 ha introdotto nuovi parametri per le nomine interessanti i rappresentanti comunali nelle partecipate: “è stato introdotto il criterio della inconferibilità di tali incarichi, si sono mantenuti i criteri di pubblicità e trasparenza del bando pubblico. È  introdotto il dovere da parte di ogni nominato di report annuale, per capire cosa succede in quella partecipata e l'orientamento verso il quale va la gestione, il sindaco può pure chiedere report infra-annuali. Oltre i due mandati possono essere nominati solo 1/3 o i 2/5 dei membri dei cda e non più, come in precedenza, il 50% degli stessi. I criteri da privilegiare sono idoneità personale e professionale”. La delibera è stata approvata con 24 voti favorevoli e 2 astenuti.

“L’esordio della nuova maggioranza conferma quanto di buono fatto dalla precedente”

Nota del gruppo consiliare del Pd

“Sui lavori del Consiglio Comunale rileviamo due cose: la prima è che l’unica pratica dove la nuova maggioranza poteva prendere le sue decisioni è stata rinviata. Stiamo parlando di quella sulla scuola dove l’assessore Lucia Tanti ha manifestato una speranza, legata a eventuali nuove assunzioni, ma questa è legata all’approvazione di un emendamento del Pd in Senato.

La seconda sono le minimali modifiche al piano triennale delle opere pubbliche e al bilancio: le impostazioni nostre restano dunque valide. La passata amministrazione ha lavorato bene e lascia in eredità un Comune virtuoso da un punto di vista economico e con una progettazione valida che non può essere contestata”.

“I problemi restano, non sono soltanto argomenti da campagna elettorale. Il Movimento 5 Stelle c’è”

Nota dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Paolo Lepri e Massimo Ricci

Dopo i lavori nel primo Consiglio Comunale con pratiche di rilievo non ci sentiamo molto rassicurati. Intanto le interrogazioni: sulla eventuale quotazione di Estra in borsa e sulla Vas nell’area ex Lebole, per ora negata, non possiamo non rilevare come l’amministrazione fosse all’oscuro di entrambe le questioni. Non ci sembrano aspetti minimali. Non ci resta che aspettare le risposte scritte che ci verranno fornite. Poi abbiamo paventato il rischio di raddoppio dell’inceneritore nel caso in cui il piano interprovinciale sui rifiuti, per le province di Arezzo Siena e Grosseto, non sia approvato dopo la sua pubblicazione nel Burt. La cosa deve avvenire entro due anni. Anche qui ci è parsa prevalente l’evasività della risposta fornitaci.

È stato altresì preso dal sindaco l’impegno a porre con forza nella prossima conferenza dei sindaci l’istituzione da parte della Asl di un registro tumori. Per noi è fondamentale, la questione è legata all’attività della Valli Zabban ma ovviamente assume valenza più generale. A proposito di Valli Zabban, a quando la sua delocalizzazione? E non doveva la ditta stessa completare lavori per la messa in sicurezza degli impianti al 31 dicembre scorso pena la cessazione dell’attività? Dove sono i documenti che attestano questo fatto? Su entrambe le questioni vigileremo senza sosta.

Sulla Tari rileviamo innanzitutto che il potere delle urne è tale da capovolgere le cose. L’opposizione diventata maggioranza aveva detto che l'aumento del 10% dello scorso anno era esagerato. Oggi lo ha portato in Consiglio e la ha confermato. Se poi la politica tariffaria sui rifiuti discende dall’Ato, sottolineiamo che nel 2009 tali ambiti territoriali erano stati abrogati, poi nel 2011 sono stati ripristinati dalla Regione. Vogliamo fare una riflessione seria sulla loro legittimità? È una questione di volontà politica. In ogni caso gli Ato dovrebbero essere a gestione pubblica e invece sono a scopo di lucro e non fanno gli interessi del cittadino. Anche qui impegni verbali del Sindaco: il Movimento 5 Stelle vedrà se alle parole seguiranno i fatti, sempre avendo come punto di riferimento gli interessi dei cittadini, che sono sempre tali e non solo quando si recano a votare.

 

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