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La Caporetto dell’industria italiana nella costruzione dei treni

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La Caporetto dell’industria italiana nella costruzione dei treni

Uso di materiali scadenti, errori nella progettazione, collaudi non adeguati alla condizione richiesta: questa è la Caporetto dell’industria ferroviaria italiana.

Pochi giorni fa un treno nuovo di pacca, un modello Jazz, ha perso una porta, letteralmente risucchiata dalla depressione generata dopo aver incrociato un AV in galleria. E’ evidente che un evento del genere, dimostra gravissime lacune progettuali. 

Risultato: sulla Direttissima, saranno vietati i treni Jazz a causa dei problemi alle porte. Così come i Vivalto, che erano stati tolti dalla Direttissima già da tempo, dopo l’incidente del 18 aprile 2012 quando su un treno diretto a Roma una porta aveva ceduto dopo aver incrociato un Frecciarossa proprio nella stessa galleria di San Donato: inserimento nelle DPC (Disposizioni Particolari di Circolazione) del divieto di inoltro per gli ETR324/425 nella DD. 

Il problema è che il Jazz è nuovissimo, è in garanzia e perde i pezzi ... E' stato costruito con la logica del risparmio: niente manometro del freno a molla, niente freno moderabile e tanti altri risparmi ...

Ma il Jazz è costruito dalla Alstom a Savigliano: ex Fiat Ferroviaria. Quindi Made in Italy. E Trenitalia deve aiutare l'industria italiana. Quindi, se Ansaldo, Breda, Alstom, Bombardier ecc. sfornano troiai, quelli Trenitalia deve comprare.

Così viene descritto il treno: I Jazz, realizzati dalla Alstom, sono i treni dedicati alle linee elettrificate ed offrono fino a 290 posti a sedere (con 2 postazioni per persone a mobilità ridotta). Il treno, che può raggiungere la velocità di 160 chilometri orari, è caratterizzato da interni open space, corredati da sedute ergonomiche che offrono un particolare comfort ai passeggeri. Presenti inoltre prese di corrente, display informativi e altoparlanti. L’impianto di video-sorveglianza in ogni carrozza garantisce la massima serenità di viaggio. Le pedane retrattili e gli accessi a raso agevolano l’ingresso a bordo anche a persone con difficoltà motorie.

Già peccato che se restano nelle piattaforme, rischiano di essere risucchiati insieme alle porte!

Ma fino a che i problemi accadono in famiglia, possiamo pure incazzarci che i soldi dei contribuenti siano spesi per acquistare dei catorci tanto carini e altrettanto inaffidabili, ma quando ci vediamo tornare indietro, con contestazioni gravi di inaffidabilità, ben 17 treni ad alta velocità, allora è il momento di dare l’allarme.

Nove mesi fa il Tirreno edizione di Prato, gongolante ci annunciava la notizia, che l’interporto di Prato era stato scelto per rimediare a questo disastro. Festa del sindaco che vedeva aprirsi nuovi posti di lavoro e gran stappare di spumante! I treni alta velocità per Olanda e Belgio, consegnati, provati, giudicati inidonei e restituiti in cambio dell'acconto di 125 milioni di euro. Se li avesse comprati Trenitalia? Se li teneva. E tutti zitti !

Ecco come ci veniva impacchettata la notizia dal Tirreno: Ansaldo Breda ha scelto l'Interporto della Toscana centrale, a Prato, come “hub” per il restyling e il controllo dei 17 treni ad alta velocità “Fyra V250”, concepiti nel 2013 negli stabilimenti di Pistoia per percorrere il tragitto tra Amsterdam e Bruxelles. I treni necessitano di modifiche e sono destinati al mercato estero. Ieri mattina, 8 settembre, è arrivato il primo dei 17 convogli che giungeranno all'Interporto della Toscana centrale entro la fine dell'anno. La vicinanza con Pistoia e la dimensione del terminal della struttura pratese - al pari del collegamento diretto alla stazione di Prato e di conseguenza all'alta velocità/alta capacità ed al sistema delle reti TEN-T europee - hanno permesso di sfruttare a pieno una sinergia industriale che mette a sistema le potenzialità del territorio.

«La scelta di Ansaldo Breda di optare per la nostra sede come Hub per il restyling - ha spiegato il presidente di Interporto Carlo Longo - conferma la strategicità che già da oggi assume lo snodo ferroviario all'interno di questa struttura». «Esprimo la massima soddisfazione per la scelta che l'azienda ha compiuto investendo su una infrastruttura così importante per la nostra città e per tutto il territorio», ha spiegato il sindaco Matteo Biffoni commentando la notizia”.

Ben 17 treni ad Alta Velocità ci sono stati restituiti indietro, contestandone la qualità, dichiarandone l’inaffidabilità, pretendendo la restituzione della caparra… e c’è chi esulta? Ci prendiamo a martellate gli zibidei ed esultiamo quando sbagliamo la mira? Purtroppo, è sempre stato così. Anche nell'esercito del duce. I tedeschi con i Tigre, gli americani con gli Sherman e gli italiani con la Balilla rivestita di lamiera in latta. Oppure il mod. 91 contro machinepistole o Sten. I nostri? Eroi due volte!

Devono lavorare gli italiani, è giusto!. Si devono acquistare mezzi italiani è sacrosanto! Ma pretendiamo che siano fatti degnamente. Siccome non c'è capacità o volontà di fabbricare treni validi, poi si vedono i risultati. 

Così è anche per molti accessori. Un esempio? Tablet per il personale mobile? Un bel troiaio marca Olivetti!

"E' un fatto di un'assoluta gravità – commenta il presidente Enrico Rossi - Trenitalia e Fs devono garantire la sicurezza di chi viaggia in treno anche limitando la velocità dei Tav". Il governatore ha chiesto quali siano i treni in grado di percorrere senza pericoli la Direttissima: "Abbiamo necessità che gli organi tecnici competenti, prima ancora dei gestori, ci dicano quali sono le cause di questo incidente".

Caro presidente, non è forse giunto il momento di andare a battere i pugni sul tavolo della Alstom di Savigliano e della Ansaldo Breda di Pistoia? 

"Diventa ancora più importante - dice il portavoce del comitato pendolari Valdarno Direttissima- la richiesta fatta alla Regione: deve fare un investimento per i pendolari del Valdarno e di Arezzo e prevedere nel nuovo contratto di servizio con Trenitalia l'acquisto di tre nuovi treni idonei a percorrere la Direttissima per la linea Firenze-Roma".

Ieri abbiamo verificato 46 gradi nella cabina di guida di una locomotiva.Climatizzazione in blocco per alta temperatura esterna! Magari funzionerà a gennaio! In compenso, a gennaio si romperà il riscaldamento.

Ma i macchinisti continuano il servizio, anche per rispetto di quei pendolari che vivono la medesima odissea. Ma se qualcosa ancora va, bene o male, è grazie a loro, che pur avendo -3 in inverno o 46 (ma anche anche 48) d'estate, non chiedono la soppressione del treno, come sarebbe loro diritto. 

L'anno scorso ero in Germania e feci diversi viaggi sui treni. Incontrai parecchi macchinisti e scambiai opinioni. Erano incavolatissimi perché avevano acquistato treni Alstom, simili al Jazz, ma diesel. Mi fecero un elenco infinito di criticità mai riscontrate sui treni Siemens.

Cari Pendolari, ammettiamolo con amarezza: se vogliamo dei treni che non perdano pezzi, dobbiamo andarceli a comprare in Germania.

Altro che Merkel o Euro: la colpa è solo nostra!

 

 

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