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IL VICESINDACO DOPO 10 GIORNI DA’ DEL BISCHERO A CHI LO CRITICA

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IL VICESINDACO DOPO 10 GIORNI DA’ DEL BISCHERO A CHI LO CRITICA

 

Se il vicesindaco si chiama Gianfrancesco Gamurrini e non Vincenzo De Luca e neppure Matteo Salvini ed è stato eletto in OraGhinelli ad Arezzo e non in Campania dal PD o a Bruxelles dalla Lega Nord, significa che il numero 2 della nuova amministrazione comunale, ha il sacrosanto diritto di governare (preferibilmente bene o comunque come sa fare) ma in considerazione del molto relativo consenso ottenuto dai 77mila aventi diritto al voto, non ha podestà alcuna di insultare chi lo critica. Prima di  adottare il nuovo linguaggio della politica carico di insulti al prossimo, bisogna che un personaggio pubblico  abbia quei numeri che consentivano al sindaco di Salerno De Luca (oggi Governatore campano) di trattare da cafoni i suoi amministrati non allineati con il suo governo e quei numeri che consentono  al leader leghista Salvini di dare del pirla a qualunque interlocutore non gli stia bene .

In  mancanza di una base solida di consenso,  un amministratore della statura del nostro vicesindaco, con delega ai Lavori Pubblici, se non ha la calma incorporata nel suo temperamento caratteriale, bisogna che la trovi, perché  una manciata di giorni (è vero) sono un tempo molto breve per pretendere che egli possa rimettere in sesto Arezzo (e molte cose buone le sta facendo di già), ma quella stessa manciata di giorni rappresenta un periodo altrettanto breve  da non giustificare che egli possa dare del bischero al cittadino che lo critica.  Eppure, Gamurrini sembra non rendersi conto del divario esistente tra il potere di dare del bischero a chi non lo approva, potere che non ha,  e il suo peso reale. 

Quello di un assessore in rodaggio e di vicesindaco appena nato. Non si rende neppure conto del divario esistente tra l’essere lui, anche nelle ore libere dal servizio,  il vicario del Primo Cittadino, quindi di un sindaco di tutti (anche di chi lo critica, sia che questi sia disinteressato politicamente oppure di parte) e un privato cittadino che si azzuffa sul proprio Facebook, su di un argomento che è una materia di interesse generale, come la viabilità e la sicurezza stradale. Una materia che rientra nella delega di governo nelle mani del vicesindaco. Il quale scrive un post, nella sua pagina Facebook privata, replicando a chi lo critica per una rattoppo stradale che egli stesso ammette, molto sinceramente, che è venuto male e pur tuttavia rappresenta un rammendo temporaneo allo stato di cattiva manutenzione di via Guido Monaco. Qualcuno, però, gli fa osservare che la cura è peggiore della buca. Apriti cielo spalancati terra: il vicesindaco, il quale anche nel suo Facebook è da considerarsi un cittadino avente un pubblico incarico di governo comunale, gli risponde con il linguaggio della politica consentita (si fa per dire) ai De Luca e ai Salvini.

Scrive il Gamurrini: “Viste le uscite a bischero di qualcuno, purtroppo ci sono anche quelli…” e di seguito argomenta sulla necessità immediata di manutenzionare via Guido Monaco, in vista di un intervento più accurato e definitivo, nel mese di settembre. Sia chiaro, anche per me che critico la nuova amministrazione, l’assessore ai Lavori Pubblici è ineccepibile nell’argomentare il perché e il per come in via Guido Monaco non abbia potuto far di meglio, al momento. Tuttavia non va bene, per niente bene, che il vicesindaco reagisca attingendo  ad un vocabolario che il suo predecessore ai Lavori Pubblici, il contestatissimo Dringoli, mai aprì in ben otto anni consecutivi,  in quello stesso incarico che oggi è affidato al Gamurrini, il quale è lì, come egli stesso scrive e domanda comprensione, da 10 giorni, pochi,  troppo pochi,  tanto da  cominciare ad insultare chi critica l’assessore. Una buca in mezzo alla strada è rimediabile, bene o male che lo si faccia, purché lo si faccia. Una toppa invece non basta se il cratere frantuma il rapporto tra un amministratore e gli amministrati. Soprattutto se il vicesindaco è fresco di nomina ed è spalleggiato su Facebook da una corte di incensatori i quali rincarano la dose a discapito dell’amministrato, troppo ardito in critiche al loro beniamino. Gamurrini adesso rappresenta un Ente Locale che si chiama Comune. Non OraGhinelli. Farlo lavorare in pace dovrebbe dire anche smettere di adularlo allo scontro.

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