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Imbarazzo

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Imbarazzo

Da italiano ed aretino.

Martedì mattina stavo "frescheggiando" nel mio ufficio, i tavolini all'aperto del bar vicino casa. Accanto a me sedeva un signore impegnato in una conversazione telefonica in lingua inglese, che ho colto essere la sua lingua madre. Un altro particolare mi confermava l'origine forestiera: il signore, pur impegnato al telefono, s'è alzato a raccattare un oggetto che m'era caduto (la mia disabilità era annunciata dalla sedia scooter). Finita la conversazione è stato raggiunto dalla moglie poco distante, a quel punto ho intavolato una conversazione.

Non sia mai che perdo l'occasione di rinfrescare il mio inglese, non sia mai che perdo l'occasione di farmi una padellata di cazzi di quegli altri.

Questa coppia sui 55-60 anni non era inglese, avevo sbagliato, ma della Nuova Zelanda. Mi hanno raccontato che da cinque anni vengono a svernare nella zona di Cortona dove passano i cinque mesi della nostra estate corrispondente al loro inverno. Mi hanno confermato che erano venuti in questura ad Arezzo perché la loro permanenza supera la durata del visto turistico e che all'ufficio stranieri sono sempre molto affabili e prestosi; stavano aspettando la disponibilità dei documenti. Gli faceva piacere fare due parole con un aretino, me lo hanno detto complimentandosi per la mia conoscenza della loro lingua, una cosa che mi stupisce sempre perché non penso di essere un marziano. Possibile che siamo così indietro?

Sono entrati loro in un argomento che mi ha messo in imbarazzo, non perché lo volessero, casualmente hanno messo in evidenza un paio di aspetti che non mi rendono orgoglioso di essere italiano ed aretino.

Mi hanno raccontato di una scolaresca della Nuova Zelanda che è venuta in Toscana per commemorare la morte di alcuni compaesani maori in Tavarnelle V.P. durante la seconda guerra mondiale come soldati dell'esercito alleato, soggetto di un libro ben illustrato, “ai cancelli di Firenze” edito dalla coppia Fusi-Gabriel.

Chissà se anche a quei poveri morti, il ministero dell'interno ha chiesto il prolungamento del visto: non è un problema soltanto italiano, è sottoposto all'Unione europea, spero siano rispettosi del fatto che neozelandesi sono morti su tutto il continente, in due guerre. O magari valgono le stesse procedure per quei 7-8 giovanottoni neri provenienti dal centro Africa, che erano seduti il giorno prima allo stesso tavolino per pratiche per l'alloggio che gli era stato offerto nel Valdarno quali richiedenti asilo?

Il secondo motivo di imbarazzo è che fra pochi giorni sarà il 71º anniversario della liberazione della città d'Arezzo dai nazisti, liberazione avvenuta principalmente per il sacrificio di centinaia di soldati del Commonwealth, fra cui una trentina di caduti della 2° NZ Div..

Gli oltre 1300 sepolti al cimitero di Indicatore ce lo dovrebbero ricordare, purtroppo temo che solo pochi coraggiosi si raduneranno là per ringraziare quei giovani per il loro sacrificio.

Altro che le mie chiacchiere.

PS: nel 2014 mi hanno portato (letterale )in Inghilterra, dove avevano già iniziato le commemorazioni per i tommies caduti nella 1°GM: lì, il rispetto dei veterani offre occasione di dolorosi confronti con le abitudini italiche, dove i caduti per la bandiera, a prescindere dalla ineluttabilità dei conflitti e dalle motivazioni, vengono dimenticati. Altrove, il sacrificio è onorato. Da noi morti, invalidi, mutilati, feriti, deportati, internati d'era fascista sono stati rimossi dalla memoria, anche se avevano “solo” obbedito al nano savoia re d'Italia, incidentalmente il comandante in capo dell'esercito.

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