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"Viva Arezzo, Caparezzo!”, irresistibile Maccio Capatonda al Passioni Festival. E poi: Viviani e un'intensa Wertmüller

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"Viva Arezzo, Caparezzo!”, irresistibile Maccio Capatonda al Passioni Festival. E poi: Viviani e un'intensa Wertmüller

Via Arezzo, Caparezzo!”. L'assurdo saluto sigilla un'ora e mezzo di intervista stralunata e irresistibile, in pieno stile Maccio&Herbert. L'Arezzo Passioni Festival ha abbracciato ieri il duo comico Maccio Capatonda e Herbert Ballerina (Marcello Macchia e Luigi Luciano): centinaia di persone – per lo più giovani e giovanissimi - hanno affollato il giardino dell'Eden di via Guadagnoli ridendo di gusto nell'evento condotto da Andrea Scanzi. Appuntamento centrale della seconda giornata del Passioni, è stato preceduto dall'incontro con “la Iena” Matteo Viviani, nella nuova veste di scrittore, e seguito dall'intensa interpretazione di Lina Wertmüller nel recital “Un'allegra fin de siècle”, all'interno dell'Arena Eden.

Si avvia così alla conclusione la terza edizione estiva della manifestazione ideata da Marco Meacci. La kermesse è sostenuta dal negozio Sabot di via Crispi, da Lodovichi Ristorazione, da Italpreziosi e realizzata in collaborazione con l'hotel Vogue di via Guido Monaco, il ristorante Le Rotte Ghiotte di via Monte Falterona, Vieri Dischi di Corso Italia e La Feltrinelli Point di via Cavour.

Il lungo pomeriggio dell'Eden è iniziato intorno alle 18 con Matteo Viviani, che ha presentato il suo primo romanzo, un noir, “La crisalide nel fango”, intervistato dalla giornalista Dory D'Anzeo. Un ritorno a casa per il celebre inviato della trasmissione di Italia Uno, che ad Arezzo ha vissuto per molti anni. Un'ora intensa, in cui Viviani, solleticato dalle domande dell'intervistatrice, ha svelato molto del libro e molto di sé, prima di sottoporsi, con estrema cortesia, alle tante richieste di autografi dei fan.

Alle 19 l'arrivo di Maccio &Herbert, salutato da scrosci di applausi. Un regalo al Passioni di Andrea Scanzi, che ha moderato l'incontro. E, nonostante i buoni propositi di serietà, i 90 minuti dell'intervista sono stati un susseguirsi di risate. “Io vengo da Chieti, famosa perché non succede niente”, ha detto Maccio. “Una volta è caduto un bicchiere, sono arrivati i giornalisti”, l'ha interrotto Herbert. E tra una risata e l'altra, i due sono riusciti anche a spiegare la genesi di personaggi memorabili come Padre Maronno o l'invenzione di nomi irresistibili: “Ho sempre sparato soprannomi, affibbiandoli alle persone. Mi vengono naturali”, ha detto Maccio. Poi annunciato l'uscita - a breve - di una nuova web serie e di un secondo film, dopo il successo di “Italiano medio”. “I miei personaggi? Spesso attraverso di loro mi sfogo, nella vita reale non lo faccio. Sono una persona molto calma”, ha aggiunto. Quindi spazio alle tante, e puntuali, domande del giovanissimo pubblico.

La serata di venerdì si è chiusa con l'atteso spettacolo di Lina Wertmüller “Un'allegra fin de siècle”. Accompagnata al piano da Andrea Bianchi e dalle canzoni di Nicoletta della Corte, il recital ha ripercorso le tappe di un '900 vissuto tutto d'un fiato. Cento anni di grandi novità, di rivoluzioni e di grandi orrori. Un viaggio grottesco, spiazzante, graffiante: dentro D'Annunzio e le Torri Gemelle, Marlene Dietrich e Rita Hayworth, Hitler e Stalin. Un'intepretazione intensa e coinvolgente, apprezzata dal numeroso pubblico presente nella cornice dell'Arena Eden.

Questa sera la conclusione del festival, che saluta e dà appuntamento al prossimo anno. Saltato l'incontro di oggi alle 18,30 con il professor Flavio Caroli (rinviato a data da destinarsi per improvvisi e imprevisti motivi personali del professore), la chiusura dalla manifestazione è alle 21,30 all'Arena Eden con lo spettacolo 'Dannate passioni' di Giuseppe Fanfani, ex sindaco di Arezzo e attuale membro del Consiglio Superiore della Magistratura. Declamerà il canto V del Purgatorio: 'Bonconte da Montefeltro e la battaglia di Campaldino'”.

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