Prima Pagina | L'opinione | Giostra del saracino: è possibile parlarne senza campanilismi?

Giostra del saracino: è possibile parlarne senza campanilismi?

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Giostra del saracino: è possibile parlarne senza campanilismi?

Recenti episodi indicano la necessità d'una riflessione pacata.

 

Molti  lettori sanno che per me la giostra del saracino non è una priorità rispetto ad altre diverse impellenze che vedo nella nostra città. Sbagliano tuttavia quelli che affermano che io gli sia contrario. Che esistano contraddizioni inconciliabili a me pare evidente, questo non mi convince.

Sono un aretino che segue la giostra in tv, si dispiace quando non scorre bene, è più contento quando vince il suo quartiere: credo di far parte di un gruppo molto numeroso.

Sono a mezza strada fra i quartieristi -quelli che vivono la preparazione della giostra ed il suo svolgimento con partecipazione- e coloro senza interesse, salvo sentire chi ha vinto. Ci sono due categorie più esterne, quelli che esagerano nella partecipazione o nel disinteresse, ma credo che nella nostra Arezzo siano poche centinaia di persone.

La mia impressione è che questa primavera, precedente la giostra di giugno, sia indicativa come la giostra del saracino non possa assolutamente paragonarsi al palio, manifestazione con cui viene troppo spesso impropriamente associata. Da quattro secoli in Piazza del Campo, una continuità che conta, eccome.

Ecco alcuni aspetti che mi spingono a invitare gli aretini ad esprimere il loro parere su quale debba essere il futuro della giostra.

·         proteste per la riduzione dei contributi comunali ai quartieri,

·         questione delle transenne per la sicurezza di cavalieri e cavalli,

·         questione dei maxischermi in giro per la città, 

·         svolgimento della giostra costellato da evidenti disturbi alle carriere,

·         malumore che traspare nei quartieri (dimissioni di Ezio Gori, diatribe dentro gli altri),

·         una stupida e grave testata ad un quartierista,

·         ruolo istituzioni e quartieri, rappresentatività e importanza

 

La giostra deve mantenere i caratteri che ha avuto sino a qualche decina di anni fa o tramutarsi in qualcosa di diverso?

Uno dei problemi cardine è l'apertura alle novità, una contraddizione se si vuole un profilo lineare sotto l'aspetto storico: ricorderete, alcuni anni fa, dinanzi alla presenza delle damigelle nel corteo ci fu chi disse che quella presenza era inaccettabile. Se si ritiene che la giostra debba mantenere un carattere storicamente sostenibile, certo la presenza delle donne in piazza non c'entra niente: peggio ancora la presenza di donne nella magistratura o nella giuria.

Ma è come essere contrari alla pentola a pressione.

Diciamo -per semplicità- che a Siena fanno così. Una prima linea di demarcazione perché indubbiamente se l'obiettivo è quello di fare una manifestazione che scimmiotti i tempi medievali essa non può recepire modifiche in alcun tipo.

Ma come ignorare il progresso degli ultimi secoli?

Anche perché numerose innovazioni sono state introdotte dal 1932, dall'esordio del falso fascista.

Come correr giostra in piazza grande: quante vere edizioni di giostra si sono corse lì? Adesso, in una città che vuole fare il salto in termini turistici, la presenza di impalcature che coprono per settimane e nel periodo di maggior afflusso palazzo di fraternita, logge ed altri scorci sono oltraggio ai turisti che vengono in città. I contraccolpi che l'utilizzo provoca sulla piazza?

E' spazio per una città da quasi 100.000 abitanti (nel 1931 Arezzo aveva 56.000 cittadini)?

Offre un posizionamento ideale degli spettatori?

Assai lungo l'elenco delle perplessità, ho fatto esempi e mi auguro che altri forniscano spunti per poi andarli ad approfondire separatamente.

Mi presto a fare da portavoce senza rendere evidenti i nomi, a tale scopo fra 15 giorni provvederò ad elencare le criticità e suggerimenti che mi vengano segnalati a [email protected] 

Nella mail inserite i dati anagrafici affinché il mittente sia noto: NON MENZIONERO' IL MITTENTE, ma cestinerò gli anonimi.

 

Successivamente su ogni tema verrà indicato un termine per sottoporre, con lo stesso metodo, le osservazioni di chi vorrà, con successiva pubblicazione

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0