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Due passi da disabile un venerdì mattina ad Arezzo.

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Due passi da disabile un venerdì mattina ad Arezzo.

Indignazione, incazzature, curiosità.

 

Volevo andare in centro a fare una commissione, ho preso il mio modesto scooter elettrico e dopo aver percorso un buon tratto in mezzo alla strada vicino casa (i marciapiedi non sono accessibili, da anni l'ho chiesto agli uffici comunali coordinati dall'ex assessore ad personam Dringoli) mi sono trovato dinanzi alla vexata quaestio: andare a sinistra per fare via Petrarca o a destra per fare via Guido Monaco fra la stazione e la piazza.

Non è un discorso estetico, né un problema di lunghezza del tratto da percorrere, volevo evitare il sole e dovevo compiere la scelta fra tipo e numero di buche/ostacoli che avrei incontrato.

In via Petrarca, superato la svolta con rischio ciclista a tutto fuoco dietro l'angolo, t'aspettano un po' di tombini e due strettoie, compreso bidoni della spazzatura.

Via Guido Monaco offre un tratto di marciapiede degno della famosa corsa ciclistica Parigi Roubaix sul marciapiede opposto al vecchio santaprisca: è tutto una buca.

Ho fatto via Petrarca, la mia schiena non avrebbe sopportato le buche di via Guido Monaco bassa; ho attraversato la rotonda di Guido Monaco -domandandomi se gli oggetti posizionati sulle aiuole fossero opere di Icastica, enormi piote o scherzi di fine scuola- per giungere all'inizio dei portici.

C'erano numerose donne con camici da lavoro, dipendenti dell'azienda cantarelli, c'ho fatto due parole: dimostravano sotto gli industriali la loro preoccupazione (io la chiamerei paura, è una situazione di puzza di disastro) davanti allo sguardo attento di una decina di tutori dell'ordine fra polizia e vigili urbani. Domandandomi come sia incredibile si trovino forze dell'ordine destinate ad attività a così basso rischio mentre in altri casi non ce ne disponibilità, volevo riprendere il mio percorso, ma sono venuto a collidere con le terga (chiappe, culo, come volete) di un animale: un bufalo, un bove, un toro, non ci ho prestato molta attenzione, non me ne vogliano presidente scientifico e artistico di icastica. Non un animale vero, una riproduzione in qualche materiale scuro che ho compreso a far parte della kermesse estiva, come le pietre sulle aiuole di piazza Guido Monaco.

Siccome (lo confesso) non ho capito proprio dove deve stare un pedone nel marciapiede davanti ai portici fra la pista ciclabile, il bisonte, la gente che aspetta l'autobus e chi più ne ha più ne metta mi sono spostato sotto i portici in direzione del corso.

Che imbecille che sono. O forse non sono io l'imbecille. Come si fa a lasciare che si recinti lo spazio dei propri tavolini con ostacoli irremovibili (nel caso specifico, fioriere)? Considerato il dislivello fra portici e corso, uno scalino di circa 20 cm che io non posso superare né con lo scooter né con la sedia a rotelle e neanche a piedi (credo che nella mia condizione ci siano numerosi aretini e non) non potendo andare sul marciapiede, sono stato costretto a tornare indietro.

Per fortuna (ironia) mi muoveva il motore elettrico dello scooter, se avessi dovuto spingere la carrozzina le mie imprecazioni sarebbero state udite anche in periferia; sono passato dalla piazzetta dietro l'ex supercinema dove -fra borse della spazzatura e buche assortite- sono finalmente sfociato in corso Italia.

Ho subito rischiato di essere investito da un vucumprà che spingeva un carrello senza vedere dove andava, se n'è accorto per le mie urla, si è fermato e si è scusato. E vabbè.......

Scendendo verso piazza Sant'Iacopo ho potuto ammirare l'aeroplanino caduto domandandomi:  fossi il negoziante le cui vetrine divengono invisibili, sarei contento?

Mi sono risposto così: l'arte ha il suo prezzo, ignorante che non son altro.

Neanche quell'opera mi ha emozionato e mi sono incamminato indirizzato verso casa passando da piazza Risorgimento, misteriosamente una zona franca da icastica: mica bischeri.

Alla fine della mia mattinata mi sono domandato se le prerogative che hanno contraddistinto la giunta Fanfani potranno essere modificate in meglio dalla giunta Ghinelli: lo spero.

Non mi faccio illusioni e li aspetto.

 

 

PS: poco dopo m'ha fatto delirare una mezzo busta televisiva che si lamentava col Ghinelli di come sulla composizione della giunta ci fossero troppe indiscrezioni (cencio disse mal di straccio): mi ha rimesso in sesto un vero papabile della giunta che davanti a mia battuta sul tema ha dimostrato di avere sufficiente ironia per vivere questo momento con la dovuta leggerezza. 

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