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ALLA RICERCA DI UNA DESTRA MODERNA

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ALLA RICERCA DI UNA DESTRA MODERNA

                                           

 

Il centrodestra ha sicuramente vinto le elezioni amministrative e questo è un dato che deve far riflettere. Rispetto al 2014 l’azione di Governo a livello nazionale ha subito una brusca frenata, lo stesso Renzi appare offuscato, l’idea del Partito della Nazione pare sia stata abbandonata e intanto gli scandali che coinvolgono il Partito sono sempre più numerosi e rumorosi .

Renzi nel 2014 grazie alle sue promesse, al suo linguaggio innovativo, agli 80 euro (geniale mossa elettorale) era riuscito a tenere i voti a sinistra e a fare il pieno di voti al centro e in parte anche a destra. Questo grazie alla fragilità e inadeguatezza del centrodestra e alla campagna fin troppo radicale di Grillo e Salvini che impaurirono quella consistente fetta di  elettorato moderato. Come mai oggi la situazione è cambiata?

 Il Pd ha iniziato a perdere voti alla sua sinistra, anche se in maniera ancora marginale, ma soprattutto ha perso i voti del centrodestra. Questi ultimi, delusi da Renzi, sono tornati a votare a destra, ma spesso per liste civiche, riconoscendosi magari in candidati a Sindaco autorevoli e rassicuranti (Ghinelli ne è un esempio lampante).

 Il centrodestra, facendo breccia sull’antirenzismo e scegliendo buoni candidati a Sindaco,  ha ritrovato quell’unità che da tanto tempo aveva perso . I meriti finiscono però qua.

Per il resto il centrodestra rimane pur sempre un’accozzaglia incolore di sigle e partiti, il cui baricentro è purtroppo la Lega di Salvini, espressione di una destra regressiva, in larga parte ignorante e priva, oltre alla protesta urlata, di un programma credibile di governo del Paese. Inoltre, sia a livello locale che nazionale, tarda ad arrivare nel centrodestra un serio ricambio generazionale che possa aprire quell’area politica ai giovani e possa far riavvicinare tutti quegli elettori moderati che oggi si astengono anche perché rivedono in tv, sui giornali, etc… le solite facce dell’inglorioso passato del centrodestra al Governo.

E tutto questo avviene, perché non esiste dibattito interno, non esiste partecipazione e pluralismo e ancora ci si affida alle decisioni di nonno Silvio, invece di tentare la strada delle Primarie che creerebbero quel fermento di idee, quella salutare lotta interna che aprirebbe il centrodestra finalmente ad una nuova stagione.

Oggi il centrodestra non va oltre ad un’opposizione preconcetta all’operato di Renzi (superato in questo dall’opposizione “dura e pura” di Salvini) ,  e si imbeve  soltanto di vecchi slogan dell’era berlusconiana, senza avere una prospettiva e visione del futuro e senza un programma chiaro, coerente e innovativo.

E’ insomma un centrodestra che ha vinto più per demeriti del Pd, che per meriti propri e che rischia così di illudersi di poter oggi battere  Renzi a livello nazionale. Illusione puerile se non avverrà all’interno del centrodestra quel rinnovamento di idee e uomini necessario per ricostruire un’area da troppo tempo lasciata in balia di sé stessa. Ed il rinnovamento non passa certo da uomini mediocri come Fitto che oggi tenta senza alcuna speranza di allacciare il suo nome a quello della destra conservatrice inglese, scimmiottandone il programma e il nome. Più interessanti invece le iniziative di “Svegliailcentrodestra” portate avanti da ragazzi pieni di passione politica ed entusiasmo, anche se trovano sponda solo in contesti marginali e di nicchia e che solo attraverso alcuni blog e siti si affacciano a livello nazionale. Questo dimostra che c’è voglia di destra in Italia, ma di una destra diversa, moderna plurale e liberale.

 

 Una necessità per l’intera Italia, perché io penso che un Paese sviluppato debba saper camminare su entrambe le gambe e non affidarsi ad una sola. 

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