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Una delusione "europea"

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Una delusione "europea"

e la conferma che la Germania mi fa schifo.

Negli ultimi mesi i media nazionali riferiscono regolarmente della trattativa circa il debito dello Stato greco nei confronti del Fondo monetario internazionale e delle implicazioni internazionali -principalmente europee- dell'arrivo di migliaia di immigranti sulle coste italiane (trascurando gli importanti arrivi in Grecia).

La vittoria alle elezioni di Tsipras in Grecia era frutto di una campagna elettorale puntata contro l'Europa, la sua troika di controllori per l'andamento dei conti della economia pubblica greca. Non passa giorno che questo accordo, annunciato la mattina, si allontani la sera: un balletto nel quale i greci sono professionisti.

Solo individui con il prosciutto sugli occhi, fra cui mortadella Prodi, poteva credere alla genuinità dei conti greci presentati per accedere all'area euro ed ai relativi finanziamenti a condizioni agevolate.

Quando i conti si sono svelati palesemente falsi, nascondendo un insostenibile esborso a favore di larghe fasce della popolazione fra stipendi pubblici e pensioni, con la conseguente necessità di sostenere finanziariamente la crescita, gli scienziati dell'Unione europea hanno pensato di poter sottoporre un'economia drogata ad una cura di cavallo invertendo le medicine.

Stanno imparando come con i greci sia una manovra davvero complessa, a prescindere dalla validità della terapia indicata.

Perché la preoccupazione dei banchieri europei è, a dire il vero, tutta privatistica: le banche tedesche sono tremendamente esposte verso le banche greche e, attraverso l'intervento della culona inchiavabile, cercano di salvare i loro crediti scaricandone il costo sulla collettività europea.

Sono loro ad aver paura del grexit, l'uscita dall'euro della Grecia: rimarrebbero fregate soprattutto le banche tedesche che hanno cavalcato la speculazione greca per i loro miseri interessi di bottega.

I media italiani evitano di farci comprendere questo meccanismo, perché altrimenti tutti quei governanti italiani che si sono sdraiati dinanzi ai diktat dei burocrati europei dovrebbero giustificare le loro operazioni, imposte da un paese (la Germania) che condiziona in maniera univoca, e svantaggiosa per molti altri, le scelte dell'Unione.

Senza entrare nell'argomento della difficoltà conseguenti all'introduzione dell'euro con un rapporto di concambio particolarmente sfavorevole per l'Italia (ricordo, fu una scelta cui ci obbligò la Germania), sarebbe l'ora di smettere di stare in ginocchioni davanti a questi infami crucchi.

Se poi allarghiamo lo sguardo alla situazione di migranti che dal nord Africa arrivano in Italia sui barconi o che -via terra attraverso la Turchia- entrano in Grecia, possiamo osservare una diversa angolatura dello spirito individualista ed egoista dell'Europa degli ultimi 30 anni.

A chiacchiere arrivano gli aiuti (ma in verità né soldi, né risorse si sono visti), la cosiddetta ripartizione del carico dei migranti fra molti paesi dell'Unione è stata contraddetta (a conferma che la signora Mogherini è dura quante 'no straccio mollo): anzi già che ci siamo, hanno chiuso le frontiere in faccia a migranti che si trovano in Italia.

Naturalmente l'Italia ha colpe da vendere, un sistema di accoglienza affidato alle cooperative che se ne occupano con i soldi degli italiani e che hanno tutto l'interesse affinché i centri di accoglienza richiedenti asilo (cara) siano pieni sino all'inverosimile. Mazzette che volano, raccomandazioni che scivolano, magistratura e forze dell'ordine che cincischiano.

Senza trascurare che probabilmente la criminalità organizzata da una parte e dall'altra del Mediterraneo trae benefici enormi da questo traffico di esseri umani.

Io sono fra quelli che nel passato aveva invitato a interventi armati in Libia al fine di creare zone di accoglienza per migranti: so che è una non-soluzione, ma per lo meno eviterebbe un afflusso di denari in tasca a banditi. E dinanzi al comportamento di Francia, Germania ed altri importanti paesi membri dell'UE, organizzerei la traversata di migranti dalla Sicilia alle coste francesi e tedesche dove li farei scendere di notte, magari riscuotendo un altro biglietto.

So che sto s-ragionando, ma sono veramente schifito che questo tema venga anche utilizzato a fini elettorali in Italia, dimenticando che tante fra queste persone effettivamente (e non sono poche, certo non tutte) scappano da luoghi dove la vita stessa è in pericolo.

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