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Il Partito Comunista e il ballottaggio

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Il Partito Comunista e il ballottaggio

Il Coordinamento Comunale di Arezzo del Partito Comunista invita i suoi simpatizzanti a non partecipare al voto di ballottaggio previsto per Domenica 14 giugno.

 

 

Chi, in nome dell’antifascismo, chiede ai comunisti e a quanti ancora si riconoscono nella storia del movimento operaio della nostra città di votare Bracciali, dà solo prova di ipocrisia parolaia e di cinismo, a maggior ragione se, come il nostro centro-sinistra, sostiene i fascisti in Venezuela e i nazisti in Ucraina o arruola in Campania vecchi arnesi dello squadrismo.

Il PD renziano (di cui Bracciali è esponente) non rappresenta il meno peggio: è anzi, non diversamente dal PDS occhettiano e dai DS d’alemiani, un partito costitutivamente funzionale alle politiche di saccheggio dei beni comuni e di spoliazione dei cittadini promosse dalle classi dominanti. L’accumulazione del profitto non si realizza soltanto nella normale attività economica, ma, in misura purtroppo crescente, nella privatizzazione di ciò che un tempo o era di tutti o era pubblico. Oggi il principale, forse l’unico, compito assegnato ai nostri politici dai grandi centri del dominio mondiale (FMI, UE, NATO) e dalle lobby straniere o italiane, più influenti è quello di estendere (dalla scuola alla salute, dal patrimonio culturale ai servizi essenziali) gli spazi aperti alle attività di depredazione. Così si spiega la riforma del sistema sanitario toscano che colpirà duramente Arezzo e i suoi cittadini.

Gli esponenti del PD aretino o l’hanno appoggiata o sono rimasti in silenzio, rendendosi complici, in tal modo, di una bassa operazione affaristica. Non meritano, pertanto, alcuna fiducia. La logica che ispira questa riforma può essere riassunta con queste parole: risparmiare a danno della salute dei cittadini per recuperare risorse da distribuire in dono agli amici della sanità privata. Al privato tutti i vantaggi e ogni opportunità di accumulare profitti nella gestione dei servizi. All’ente pubblico soltanto le spese. Una vera privatizzazione, ma a carico del contribuente. È questa, oggi, la politica per il PD: spremere i cittadini, privandoli perfino dei beni più necessari, per distribuire il bottino ai soliti amici.

Matteo Bracciali e il PD non sono, dunque, il “meno peggio”. Da tempo, ormai, il centro-sinistra è consustanziale al centrodestra, così come una moneta lo è ad un’altra della stessa lega e dello stesso conio.

I comunisti aretini auspicano che tutti comprendano come ogni voto dato a Bracciali sia un voto espresso contro gli interessi della nostra comunità verso la quale ognuno dovrebbe quel minimo di rispetto che gli annunci a sensazione del Pres. Rossi le fanno mancare.

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