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La festa dei Carabinieri

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La festa dei Carabinieri

All’interno della Caserma di via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, intitolata alla Medaglia d’Oro al Valor Militare, Appuntato Carmine della Sala, caduto l’11 gennaio 1973, nell’adempimento del proprio dovere, si è svolta la cerimonia celebrativa del “201° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri”.


La cerimonia ha avuto inizio con lo schieramento di un Reparto di Formazione di militari dell’Arma, con le uniformi impiegate nei vari servizi istituzionali, nonché con  l’afflusso dei Gonfaloni della Provincia di Arezzo e dei Comuni di Arezzo, Bibbiena, Cortona, San Giovanni Valdarno e Sansepolcro.

Dopo gli onori resi al Prefetto di Arezzo, dottor Saverio ORDINE, accompagnato dal Colonnello Luigi Arnaldo CIERIComandante Provinciale di Arezzo, è stata data lettura del messaggio augurale del Presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA e dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Tullio DEL SETTE.

Ha preso poi la parola il Comandante Provinciale di Arezzo, che ha ringraziato il Prefetto, tutte le Autorità e i cittadini  intervenuti, a cui ha rivolto il proprio saluto di benvenuto.

Il Colonnello Cieri ha quindi rivolto un pensiero commosso e riconoscente ai caduti dell’Arma di ogni tempo, che hanno immolato la loro vita per la difesa della Patria, per la salvaguardia delle Istituzioni e la tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini e un affettuoso abbraccio alle vedove e agli orfani, che con dignità, coraggio e fede, vivono l’immenso e inesauribile dolore per la perdita degli affetti più cari.

Il Comandante Provinciale,  quindi, ha ricordato la seduta del Parlamento Italiano del 24 giugno 1864, nella quale, proprio per l’affetto, la gratitudine e il consenso meritato da generazioni di Italiani, fu attribuito all’Arma, per la prima volta, l’appellativo di “BENEMERITA”, per “l’esemplare sua fedeltà alle Istituzioni, salda coesione morale, e soprattutto alto senso dello Stato”.

L’essenza dell’Arma, fondata sul binomio della sua duplice natura di Forza Armata e Forza Militare di Polizia a competenza generale, le consente di operare, anche all’inizio di questo terzo secolo di vita, con la consapevolezza di continuare ad essere un privilegiato punto di riferimento per le comunità.

Il Colonnello Cieri ha inoltre evidenziato la capillarità dell’Arma, in provincia di Arezzo presente sul territorio con 40 presidi dislocati nei 37 Comuni che, unitamente a tutte le altre Forze di Polizia, operano per garantire l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, sotto l’autorevole e incisiva azione di coordinamento del Signor Prefetto e seguendo le puntuali e specifiche direttive del Signor Procuratore della Repubblica, svolgono le attività di indagine, di iniziativa o delegate, al fine di assicurare alla giustizia i responsabili dei reati .

L’attività istituzionale dell’Arma nella provincia di Arezzo si è sostanziata, nell’ultimo anno, in alcuni dati essenziali, che testimoniano il particolare impegno sul territorio a tutela della legalità e della civile convivenza:

 

·          282 persone tratte in arresto;

·          circa 3.000 persone deferite in stato di libertà;

·          circa 10.000 reati perseguiti, che costituiscono l’85,5% di quelli denunciati complessivamente alle Forze di Polizia.

Lo sforzo maggiore l’Arma di Arezzo lo ha prodotto, però, nell’attività preventiva, per la quale, nell’ultimo anno,  le Stazioni, centrali ed essenziali nel modello operativo dell’Arma  e  le Aliquote Radiomobili dei Nuclei Operativi e Radiomobili delle Compagnie hanno eseguito 31.000 pattuglie e perlustrazioni, controllato 80.000 veicoli e identificato 125.000 persone.

Di rilievo anche l’attività svolta dal servizio di “Carabiniere di Quartiere” che, aldilà dei pur significativi risultati numerici, contribuisce in maniera significativa a garantire ai cittadini una migliore percezione della sicurezza.

Particolare impegno l’Arma ha profuso anche nella prevenzione e repressione di uno dei reati più “odiosi”, lo “stalking” e, più in generale, la cosiddetta “violenza di genere”.

Il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, nel settore del contrasto alle attività delittuose più rilevanti, ha operato 40 arresti, per reati che vanno dall’associazione per delinquere semplice, all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, dall’omicidio alla rapina, dall’estorsione all’usura.

A tale azione di contrasto hanno efficacemente contribuito anche le Aliquote Operative dei Nuclei Operativi e Radiomobili delle Compagnie, che hanno eseguito 50 arresti, per vari reati.

Un sentito apprezzamento il Colonnello Cieri ha rivolto ai rappresentanti degli organi di informazione che, con l’attenzione e lo scrupolo, con cui seguono l’attività dell’Arma, hanno consentito di dare il giusto risalto mediatico agli sforzi investigativi, profusi dai vari Reparti dell’Arma di Arezzo.

Il Comandante Provinciale ha concluso il suo intervento con parole di sincera commozione e gratitudine, rivolte ai “Suoi Carabinieri” di ogni ordine e grado per l’incondizionato impegno, la forte motivazione e l’assoluta consapevolezza dei propri doveri, dimostrata nel servizio quotidiano, con silente operosità.

Parole di sincero affetto il Colonnello Cieri ha, infine, rivolto ai familiari dei Carabinieri, di ogni ruolo e grado, che condividono con i propri cari le difficoltà, ma anche le gratificazioni, connaturate alla scelta di vita dell’ “essere Carabinieri”.

In ultimo l’Alto Ufficiale ha rivolto all’Arma l’augurio che, nel solco della storica fedeltà alla Patria e alla Costituzione, continui a meritare lo straordinario consenso che il Popolo Italiano, l’onesta e laboriosa gente della provincia di Arezzo,  riconoscono da sempre all’Arma.

Sono state poi solennemente consegnate le ricompense e le attestazioni di merito ai Carabinieri distintisi in attività di servizio.

La cerimonia si è conclusa quindi con “l’Ammaina Bandiera” e l’esecuzione dell’”Inno d’Italia”, cantato dal coro “Salvo d’Acquisto”, dell’Istituto Buonarroti - Fossombroni di Arezzo.

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