Prima Pagina | L'opinione | Analisi del voto di Arezzo. All'insegna del NON politically correct...

Analisi del voto di Arezzo. All'insegna del NON politically correct...

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Analisi del voto di Arezzo. All'insegna del NON politically correct...

 

Il primo turno delle comunali che si è concluso con l'ingresso al ballottaggio di Bracciali e Ghinelli, separati da circa 3500 voti, ha sicuramente vincitori e sconfitti. Bene entrambi i finalisti.

Parto dagli sconfitti, ne vedo due che emergono fra tutti: la democrazia e MC Nardone.

I votanti sono diminuiti del 20%, un crollo, un segno di cattivo auspicio per il futuro della rappresentatività democratica; qualcuno punterà il dito contro la qualità dei due principali contendenti che non sono capaci di coinvolgere buona parte dell'elettorato, altri vedono nell'elevato numero di candidati sindaco la causa di una campagna elettorale poco appagante. Trascurano che la seconda causa deriva dalla prima.

Maria Cristina ha speso molto per avere niente, di questo si dovrebbero fare carico nei confronti della comunità soprattutto quei mezzi di informazione che gli avevano attribuito un ruolo che non ha mai avuto, se non in virtù di investimento pubblicitario e marketing.

Fra i vincitori posizionerò la Lega ed il M5S: hanno significativamente aumentato i loro elettori anche se a livello di candidati consiglieri i risultati sono stati deludenti, a conferma di un voto di protesta che aspetta l'occasione per esprimere meglio le proprie caratteristiche.

Tutti gli esclusi dal consiglio comunale, Ruzzi fra essi, lamentano un risultato inferiore alle aspettative ed alle sensazioni; certo suscita sconcerto l'aumento significativo delle schede dichiarate nulle, un tema che merita senz'altro un approfondimento giornalistico e costituzionale (oltre a doversi permettere quanto prima l'esame da parte delle liste che lo vogliano). Non credo tuttavia che lì si troveranno sorprese sconvolgenti, a prescindere dalle parole catastrofiche di qualche lista esclusa: non è in 1.250 voti che trovi la soluzione ad un pessimo risultato elettorale, casomai lo trovi nelle 43.000 schede regolarmente assegnate dove probabilmente si nascondono numerosi voti disgiunti mal conteggiati. Casomai basterà attendere i riscontri dei verbali, l'ufficialità, perché in troppi casi 1+1=1 oppure 1+2=4.

Casomai domandiamoci quali risparmi comporta l'obbligo di restituire le urne, 100 scatoloni che sono stati ritirati da personale apposito, verbalizzati e quindi immagazzinati per usi futuri (saranno ammuffiti, ovvio) oppure la scelta di giorni festivi per presentare le liste (1 maggio) o pulire le scuole (2 giugno). Qui abbiamo perso noi tutti, i cittadini.

Fra i perdenti metto anche gli ex- cespugli, la divisione in quattro liste separate anziché della unica prevista permette di apprezzare il modesto risultato delle liste pro Gianni Mori. Mentre Tenti (Rifondazione C.) si dichiara soddisfatto (che abbia visto un altro film?), il coordinatore di  SEL (sinistra ecologia libertà) si è dimesso, giustamente ritenendo il risultato largamente al di sotto delle aspettative: infatti Mori ha raccolto solo un terzo dei voti delle elezioni precedenti.

Voci di corridoio mi dicono che il Ruzzi preferiva essere in consiglio, ma il suo scopo era in primis una maggiore consapevolezza diffusa circa le problematiche dei soggetti svantaggiati. Alcuni non hanno capito, altri non capiscono mai, certi fanno finta di non capire, ma un candidato che attacca i poterucoli (ricordate il “con me non ci rimangiate”) non ne ottiene i voti. Il Ruzzi ringrazia anche per i voti disgiunti, più numerosi di altri, una modesta, vera soddisfazione

Contento pare Gori coi suoi immarcescibili veterocomunisti; Morini forse ha compromesso il tema referendario; Barone aveva scambiato l'eco della sua voce per elettori.

Molto più divertente l'esame delle singole candidature dove emerge la catastrofe di alcuni candidati che pensavano di essere Dio sceso in terra. Esempio la lista di sostegno a Bracciali, quella dei lavori in corso: il noto giocatore ha preso pochini 22 voti, la rampante avvocatessa figlia di cotanto padre ha incassato misere 37 preferenze, la cariatide del liceo scientifico pidocchiosi 28 voti, il fantasioso architetto ricche 44 croci, il valente medico ed archeologo 22 preferenze, un pò scascine. Avranno fatto il favore di presentarsi due volte insieme, la prima e l'ultima?

Certo alleviano la pena di tutti i candidati sindaco delusi, visto i lanci pubblicitari ed i sostegni vantati. Non è andata meglio al cavallo di razza dei popolari, quello che scendeva in pista provenendo direttamente da una associazione, l'affermato commercialista, che con 83 voti finisce parecchio indietro nella sua lista: unico beneficio l'aver liberato un posto di vertice nella sua associazione. Bene ha fatto Grasso (auguri) a stare lontano dai roboanti comunicati del ronzino vestito da purosangue; da non dimenticare i coraggiosi rifiuti di Scatizzi e Caroti che potevano essere fatali. Bene anche il Breda, un altro che aveva fornito appoggio per la autentica di firme. Meno bene l'arbitro che finisce in panchina.

L'insoddisfacente risultato elettorale di tutti disabili scesi in pista dopo la candidatura Ruzzi, arruolati contro, non mi stupisce, ma non mi fa piacere: spero che questo non costituisca motivo per rimuovere il tema della disabilità dal governo della città.

Casalini paga pegno per una scelta in buona fede, ma che non ha convinto nessuno (Paolo: rinsella e vai, io voglio bene a te ed a Angelo come prima).

In ultimo, le mie riflessioni sul prossimo ballottaggio: secondo me vince Bracciali, di poco, gettando ulteriori ombre su un sistema elettorale che dà un enorme premio di maggioranza e teorica governabilità a chi vince le elezioni con pochi voti di scarto. Pseudo democrazia.

La città ha bisogno di essere governata da tutte le sue rappresentanze specie in questo momento difficile, ma la lontananza anche ideologica fra le due posizioni non lo permetterà.

Credo che il divario fra i due si ridurrà perché le qualità di Ghinelli possono attirare più elettori rispetto a quelle del candidato Bracciali; questi però recupererà un notevole numero di voti prima disgiunti che al primo turno hanno dimostrato il potere di alcuni boss della sua lista, dando contezza della debolezza di Bracciali, per poi costringerlo a trattare ed intraprendere quel percorso di ostaggio dei potentati del partito che distinguerà i prossimi cinque, tristissimi, anni della città di Arezzo. Ecco il vincitore nascosto, quell'apparato di gente nel Pd che ha tramato per scongiurare la vittoria al primo turno del Bracciali.

Il mio voto al ballottaggio è disponibile per chi risolve un vergognoso problema: la inaccessibilità in una scuola aretina, che già impedisce ad una studentessa disabile la partecipazione ad attività didattiche. Offerte valutasi, astenersi perditempo.

Un encomio ad un uscente: Pilade Nofri, l'unica voce sentita in Comune sul blocco delle merci orafe verso l'Algeria; non si meritava che il giorno prima delle elezioni quella si impossessasse del tema (a volgari fini elettorali) senza neanche dirgli bravo.

Confermo di essere andato a mettere un cero alla Madonna del conforto, ne ho messo uno (quello alla sinistra nella foto, ovviamente) anche per un "compagno" del quale ho apprezzato la passione anche se non ne condivido l'ideologia.

Ma anche lui ha bisogno che la Madonna “gni” dia un occhio, come a tutti noi.

 

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0