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Voterò Ghinelli perchè...

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Voterò Ghinelli perchè...

Informarezzo ospiterà volentieri le opinioni dei lettori in merito al loro orientamento di voto. Cercheremo, nei limiti del possibile, di garantire un certo bilanciamento tra i due schieramenti, anche intervenendo direttamente

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Il risultato più eclatante delle elezioni amministrative aretine è stato sicuramente il 12% dei consensi ottenuto dalla lista civica Ora Ghinelli. Un risultato in parte inaspettato, in altra parte prevedibile, frutto della caratura di Alessandro Ghinelli che ha dato sicuramente slancio alla lista, ma anche dovuto al buon assortimento di candidati, persone in gran parte serie, oneste, conosciute e stimate in città. Il risultato è ancora più importante se si considera il fatto che quasi tutte le altre liste civiche non hanno riscosso grandi consensi, a parte la lista “Insieme Possiamo” che ha di poco superato il 4%; Nardone, Ruzzi, Morini, Barone  e persino la lista civica di Bracciali, “Futuro in corso” non sono riuscite ad arrivare nemmeno al 2%. Certamente la lista civica del Ghinelli è riuscita a colmare un vuoto, quello della scarsa forza e consistenza del centrodestra a livello nazionale (che poi si riflette anche a livello locale).

C’era necessità di una lista civica forte per aggregare quella fetta di elettori di centrodestra che non è scomparsa, ma che non si riconosce più nei vari partiti che lo rappresentano. Adesso però arriva la parte più difficile e importante per la lista Ora Ghinelli e cioè fare in modo che le elezioni del 31 Maggio non siano un punto di arrivo, ma un semplice punto di partenza. E questo al di là del risultato del ballottaggio del 14 Giugno, perché sia in caso di vittoria che di sconfitta, è importante che ad Arezzo ci sia una forza politica di centrodestra che faccia da collante tra la società civile e il Comune. Bisogna che il fermento che si è creato attorno alla lista Ghinelli, si consolidi e si rafforzi ancora di più e questo può avvenire aggregando sempre più persone, facendole sentire partecipi della cosa pubblica, dando vita ad eventi, think tank, dove è possibile confrontarsi e trovare soluzione ai problemi della città. Deve essere una vera e propria fucina di idee, un punto di riferimento per giovani e meno giovan,i un centro dove promuovere la cultura, l’impegno civile e la passione per la politica.  

Non deve invece accadere che solo i consiglieri comunali che entreranno a Palazzo Cavallo continuino l’attività politica, mentre gli altri candidati, i simpatizzanti e gli elettori si disinteressino per altri 5 anni della cosa pubblica. Si tratterebbe in questo caso di una dissipazione di un patrimonio politico e culturale, di un regalo al PD che, nonostante tutti i difetti, rimane l’unica forza politica con un’organizzazione capillare sul territorio; questo li aiuta alle elezioni (nonostante l’immobilismo dell’amministrazione comunale) ad essere percepiti come forza politica autorevole e seria. Il centrodestra invece ha quasi sempre improvvisato, ha sempre rincorso il centrosinistra e in passato ad Arezzo è riuscito a vincere solo trovando un candidato forte e facendo poi perno sul consenso dei leader nazionali che riuscivano a mascherare la debolezza della sua struttura politica. Adesso la situazione è cambiata: il centrodestra a livello nazionale è inesistente e se riesce a raccogliere qualche consenso è più per demeriti di Renzi che per meriti suoi. In questo scenario è quindi fondamentale che una lista civica che ha ottenuto un così buono riscontro elettorale diventi un laboratorio politico, un esempio a livello nazionale per ricostruire un centrodestra veramente alternativo alla sinistra, relegando all’angolo la destra populista e becera di Salvini che fa il gioco del Pd e di Renzi, perché gli consegna una buona fetta degli “elettori  moderati”. 

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