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ALÒ SE VA ALLA GIOSTRA! IE, MACCHÈ, SE VA AL MEGASCHERMO!!

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ALÒ SE VA ALLA GIOSTRA! IE, MACCHÈ, SE VA AL MEGASCHERMO!!

 

Carissimo direttore,

J have a bad dream! Eccerto ho un mucchio di grattacapi, tanti, ma tanti, eppure ha ragione il Ruzzi, per cui non ho altro problema all’infuori della Giostra, dunque mi par giusto sognarmi il maxischermo, in quanto, come cantava Gaber in “Per fortuna o sfortuna, sono italiano”, io da aretino sono per sorte o malasorte legato al Saracino. Mi figuro prossimamente invitato ad assistere ad una ventura edizione della lizza tra i Quartieri dal singolo  amico ed unico conoscente rimastomi ad Arezzo, il buon Benedetto Croce. Il quale, nella sua bontà, passa da casa mia, scampanella e mi citofona “Alò, piccolo vecchiaccio nero se va al Saracino” al che io, intimidito da cotanta esternazione d’affetto, mi schernirò “So stato l’anno scorso in Piazza Grande…”, manco il tempo mi darà di sillabare un diniego “’n do vu ire? Macchè Piazza e Piazza… in che mondo vivi?, se va ma al maxischermo! Oh citto, ma sei in te?”. Stordito al punto giusto, lo confesso a lei direttore, non mi farò pregare di più, “Benedetto, spettame, scendo…”, dirò e più presto di altri convenevoli mi trovero affiancato a Benedetto Croce, il piede verso Piazza Grande, anzi no mi correggerà il mio amico puntuto “Ah Felì, ma ch’hai la pressione a mille? Dai che sta per iniziare la prima carriera contro il buratto, se va in piazza S. Agostino o dell’Abadia? Ce l’hai la carta di credito o pago io anche per te?”. Stordito prima smarrito poi! Neanche un’anima vivente d’aretino in giro. Saracinesche abbassate in Corso Italia. Nemmeno un po’ di brusio in sottofondo. C’è Giostra davvero? domando stranito a Benedetto Croce in prossimità di Sant’Agostino; venendo su dal Corso vedo la piazza transennata lungo tutto il perimetro,  piena come un uovo di aretini, tutti ammassati davanti ad un maxischermo come in un recinto, delimitato e a pagamento, meglio se in contante, meno male che però il botteghino accetta anche  carta di credito. Mi decido e domando: “Croce…Benedetto…scusa…ma che anno è?”, e lui “il 2020, che c’è?” e io “…e lassù? , in aria dico…”, e lui “ah! Quella? è una mongolfiera, ci salirono nel 2015 un certo Ghinelli e un certo Gamurrini, ma non sono più riusciti a scendere a terra”, e io “ma chi è il sindaco? Bracciali naturalmente…”, e lui “oh, ma che te se bevuto? Bracciali fece le scarpe a Renzi e in Comune c’è la Boschi”, e io “ce l’hai in giornale di oggi?” e lui “toh, piglia, è La Nazione”. Leggo l'  articolo di fondo, leggo è dire troppo, scorro il titolo e basta “Era meglio dar retta ai Rettori e al loro no ma nel 2015 ci sembrava assurdo”. Carissimo direttore, j have a bad dream! Lei dorme sonni sereni?

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