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COMITATO ACQUA PUBBLICA: PAOLO NANNINI, PRESIDENTE DI NUOVE ACQUE ED EX PRESIDENTE DELL’ATO RIFIUTI, SI DEVE DIMETTERE

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COMITATO ACQUA PUBBLICA: PAOLO NANNINI, PRESIDENTE DI NUOVE ACQUE ED EX PRESIDENTE DELL’ATO RIFIUTI, SI DEVE DIMETTERE

IL PD HA FALLITO SULLA GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI

 

 

Riteniamo che le indagini della Corte dei Conti sulla procedura di gara per l’affidamento della gestione dei rifiuti nell’ambito Toscana Sud (Arezzo, Siena e Grosseto), confermeranno quanto da tanto tempo stiamo dicendo: negli ultimi decenni la gestione dei servizi pubblici nel nostro territorio è stata fatta contro gli interessi della collettività e dei cittadini.

Nel 1999 ci fu il disastroso (per i cittadini) affidamento del servizio idrico integrato alla multinazionale Suez. Tutti si ricordano del protagonista principale di questa privatizzazione: l’allora sindaco del Comune di Arezzo, Paolo Ricci. Pochi però sanno che egli fu affiancato dall’allora sindaco del Comune di Bucine, Paolo Nannini, che fu membro del ristretto collegio a cui fu affidato il compito di espletare tutte le operazioni per la scelta del soggetto industriale privato. Da qualche anno lo stesso Paolo Nannini, non a caso, è diventato Presidente di Nuove Acque e sotto la sua gestione si è realizzato il pieno boicottaggio dei referendum del 2011 e l’applicazione di un numero incredibile di nuovi balzelli (partite pregresse, deposito cauzionale etc) oltre agli aumenti stratosferici e ingiustificati delle tariffe.

Ma Paolo Nannini prima di diventare Presidente di Nuove Acque è stato anche Presidente dell’ATO Toscana Sud ed in quella veste ha gestito l’altro capolavoro di gara per l’affidamento della gestione dei rifiuti. Gara alla quale – sostanzialmente – ha partecipato un solo raggruppamento (che ovviamente ha vinto) e la cui conseguenza per i cittadini invece dell’attesa riduzione di tariffe e miglioramento di servizi è stata – incredibilmente - l’aumento secco e notevole delle tariffe.

Di fronte a questi risultati in un Paese normale Paolo Nannini si dovrebbe immediatamente dimettere dagli incarichi attualmente ricoperti per manifesta incapacità. Ma è evidente che Paolo Nannini è stato solo un mero esecutore di politiche decise dal PD provinciale e regionale. Politiche che evidentemente avevano la priorità di accontentare multinazionali e altri soggetti privati a scapito dei cittadini. Politiche – del resto – che sono state applicate anche ad altri servizi pubblici locali quali il trasporto e la distribuzione del gas, fino ad essere il tratto distintivo del governo del Partito Democratico. Ad essere precisi anche il centro destra, quando per 7 anni ha governato il Comune di Arezzo, si è reso corresponsabile di questa fallimentare gestione dei beni e dei servizi della collettività, al punto di non vedere nessun tipo di differenza con il prima e il dopo gestito dal PD e dai suoi alleati.

Con le prossime elezioni amministrative i cittadini, in particolare quelli del Comune di Arezzo, hanno la possibilità di dire basta a questo sistema dei partiti che ormai da tempo non è più in grado di interpretare gli interessi delle comunità che intende rappresentare. A questo proposito il successo della lista Comitato Acqua Pubblica alle elezioni Comunali della città di Arezzo potrà essere un incoraggiamento nei confronti di quei cittadini (che noi riteniamo siano la maggioranza) che non credono più nel sistema dei partiti esistenti; un incoraggiamento ad uscire dal disinteresse, dall’astensione per auto-organizzarsi e per creare una rappresentanza dal basso e senza più le mediazioni partitiche.

 

 

 

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